[VAL] Galadandore: la Terra Nuova
Scritto da : Velya Loteluin in data : 13/10/2015 15:47:42

La stagione più calda stava lentamente scivolando, lasciando spazio all’arrivo dell’Autunno, anche tra gli Elfi, anche nel Doriath. Era evidente dall’andatura più lenta dei cervi o dalla usuale scomparsa di alcuni tipi di scoiattoli e poi, gli alberi rigogliosi più mutevoli, stavano colorando di fuoco e oro le foglie della Valle di Valinor.



In quei giorni, complice la rinascita del giovane popolo unito delle Due Radici, la volontà di celebrare il rituale dell’Autunno che arriva, fu fortemente voluto anche dai più giovani che, coinvolgendo con gaudio il Sommo Sole, Guida dello Spirito del Reame, preparavano gli allestimenti. Tra essi Helendyeen, devota quenya di Beltaine, ancella nel rituale accanto a Velya LoTèluin.



L’arrivo di qualche fratello di Rotiniel rese i cuori dei Valinrim più lieti, l’inizio del celebrare, davanti all’albero lunare della Sorgente, vide tutti i grandi Cervi di Beltaine a raccolta e gli elfi, vestiti dei colori del blu, si preparavano a salutare la terra d’Estate per riscoprire la Terra Nuova, che nutrita dalle foglie dell’Autunno, dormendo in Inverno, si sarebbe poi svegliata rigogliosa in Estate.
La commemorazione dei quattro stadi della Terra, dei Doni di Beltaine in Ea, la Natura, principiò proprio da nord della Valle, furono piantati i semi dell’Autunno e furono innalzate le prime preghiere.



Il pellegrinaggio del Ciclio delle Stagioni, continuò verso le cime innevate degli Elvenquist, dove protetti dai guerrieri dell’Armata, i fedeli poterono cantare le lodi alla Terra Dormiente, piantando il seme degli alberi di Melo sotto la neve.



L’uscita dalla Valle condusse i fedeli verso la zona ove viene ricordata la Bereth Arabella, fondatrice di Tiond, Primavera del popolo Silvano, e a lei furono dedicati i semi di fragola piantati accanto al suo giardino commemorativo.



Giunti infine a Ilkarin, insieme Helendyeen e Menelcamar della Perla, piantarono il frumento dell’Estate e lì, con un crescendo rituale che invocava la Rinascita della Vita nella Terra dell’Estate, il Sommo Sole Velya richiamò con forza il potere Verde ed Ancestrale della Dea Beltaine.



Il suo salmodiare richiamò i favori della Dea, infondendo ai semi l’immediata crescita e facendo sì che le spighe divenissero subito mature e avvolgessero le membra dei presenti ricordando ad ogni Elfo di far parte di un grande Ciclo di Vita e di Morte, di Fioritura e di Sonno.



La serata fu poi allietata dal Primo Palio del Cervo di Valinor, una corsa intorno al monte di Ilkarin, a dorso di Cervo, per celebrare il Cerchio della Vita, seguito dalla vera e propria competizione: i tre giri a cavallo, intorno a Ilkarin.



La competizione fu resa allegra da risate e canti ed il vincitore celebrato nel grande giardino disegnato da Helendyeen. Elvyr il sindar ricevette il copricapo del cervo blu, come dono e ricordo della serata, tutti insieme poi consumarono il banchetto di cereali e frutti preparato dalle abili mani di Satras, l’Anziano Saggio di Valinor.



La Collettività delle stirpi chiare elfiche si era ancora una volta riunita per celebrare colei che, con lacrime di gioia, aveva posati su Arda gli Elfi rendendoli i custodi dei grandi e misteriosi doni della Natura.


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