[OdQ] Meadhan Arda, 5 Antedain 279
Scritto da : Sylenthia Nubi in data : 25/12/2015 00:36:43

Condotto da soffici aliti di vento, l'inatteso messaggio giunse alle orecchie
dei prediletti Figli di Ella, i Druidi di Arda. Il richiamo di Druir li avrebbe riuniti,
da Nord a Sud, da ogni terra conosciuta.





"Dia Duit, cari Fratelli, e benvenuti in questo luogo.
E' con grande piacere che, guardando i vostri volti e vedendo in essi
i tratti distintivi dei Popoli Ardani d'ogni continente,
ci rendiamo conto di quanto importante possa essere l'incontro
che l'Ordine della Quercia ha voluto organizzare questa sera.
Sebbene ancorate ad oscuri terreni possano essere le radici
delle cause che ci hanno portato ad essere qui,
la gioia e la serenità debbono colmare i nostri cuori,
perchè fiaccola nella notte vuole essere questo nostro gesto,
speranza e conforto saranno i germogli delle parole che proferiremo.
Affinchè siano note a tutti i Figli Prediletti di Ella le intenzioni della Quercia
e riecheggi su isole e continenti l'eco della nostra voce,
affinchè siate testimoni e, se vorrete, partecipi del cambiamento
il nostro invito è giunto fino a voi tutti e non possiamo che ringraziare la Madre
per aver illuminato quei sentieri che fino a qui vi hanno condotto."





"Anyndel, Rosie, Abis.. Ghjias, Dagon.. Aja e Auron..
Per giorni interi potremmo continuare ad elencare i nomi
di coloro i quali hanno dedicato la loro vita alla difesa dell'equilibrio,
al compimento del disegno voluto da Ella.
Ma lungi da noi è l'intenzione di glorificare quei nomi:
non tanto perchè non meriterebbero tale riconoscimento,
ma piuttosto perchè nulla di speciale vi è in ciò che hanno fatto loro,
o in quello che facciamo noi oggi.
L'amore ed il rispetto per i doni di Ella non vogliono elogi,
non pretendono meriti.
Ripenso spesso, in questi giorni,
a fausti momenti passati in cui a decine i seguaci di ella,
si riunivano sotto l'ombra sicura della Quercia,
passeggiavano sui sentieri Ardani divulgando le idee,
offrivano sagge parole ai popoli fedeli agli Déi.
Poi dischiudo gli occhi, mi guardo attorno,
ed inevitabilmente trovo a chiedermi
come è possibile che così pochi siano
coloro i quali decidono di rispondere alla chiamata di Ella.
E' dunque arrivato il momento d'annunciare il nome
della nostra portavoce, la guida dei Drudjah di Druir,
colei che custodisce e cura il germoglio del rinnovamento.
Nubi, la nostra Toradh!"





La giovane mezz'elfa srotolò una consunta pergamena di fronte a se
e con voce chiara e decisa iniziò la lettura.

"Seguendo spirali di sbuffi di vento
granelli di sabbia lasciarono terra
presero forma d'un corpo di donna
dai tratti del volto appena accennati.
Lacrime d'Ella da steli d'erba
bagnarono quelli, facendone terra
e scavati ruscelli da piedi a capo
presero a scorrere senza una fine.
Scaldato dal sole il corpo si mosse
prese a pompare il vento nel petto
ma vuoto lo sguardo sull'acqua si pose
in cerca d'un viso, il suono d'un nome.
Erano gli occhi del frutto di Ella
eran le labbra d'attento oratore
eran orecchie d'un fido custode
riflessi increspati dal moto del fiume.
Come le Nubi bagnano Arda
ristorerai le menti assetate
come le Brezze diradano Nebbie
illuminerai sentieri Materni
come la Spina adorna la Rosa
t'erigerai a sicura difesa
come ogni Frutto genera Seme
dal grembo tuo Germoglio s'attende”.

Riposta la pergamena, rimase alcuni istante in silenzio
come se lontani ricordi le fossero tornati alla mente.
Poi, pose lo sguardo sopra i presenti.

"Talvolta la contemplazione dona ristoro e sollievo alle membra,
Altre volte invece consente di riordinare confusi pensieri.
Capita di tanto in tanto, che vere e proprie rivelazioni
si affaccino alla nostra mente.
Questo è stato il momento in cui ho compreso,
il momento in cui ho legato indissolubilmente
il mio cammino al sentiero illuminato da Ella,
il momento in cui ho donato il mio corpo alla perpetua custodia dell'equilibrio.
Sylenthia, la giovane mezz'elfa, ha ceduto il passo a Nubi,
lasciando cadere nell'oblio la sua storia, i suoi ricordi e le sue radici,
per un bene più grande.
Grazie all'aiuto dei miei fratelli,
per loro insindacabile volere e di fronte a tutti voi, Fratelli
da questo momento sarò portavoce della Quercia,
custode e guardiana del seme di cambiamento e rinnovamento
che dovremo con amorevole cura coltivare.
Siamo qui riuniti questa sera per compiere il primo, importante passo
nella nuova direzione che abbiamo deciso di seguire,
ma ci troviamo in questo luogo anche per tendere la mano
verso i frutti della Madre che non hanno ancora trovato dimora
al riparo delle sicure fronde della Quercia.
Nei secoli a venire,
inciso su carta ed impresso nelle menti,
il racconto di questa serata sarà mito e leggenda,
sarà luce di speranza nelle buie porzioni delle rotazioni,
sarà guida sicura per le future generazioni.
Drudjah di Druir, Fratelli d'Ardania tutta
il momento finalmente è giunto!"





"E' desiderio dell'Ordine che cuori e menti di tutti i Figli Prediletti di Ella,
i druidi di tutte le terre conosciute,
dispongano di un posto che funga da punto di riferimento,
che sia luogo d'incontro, pacifico ristoro ed illuminante dialogo.
Perchè ciò sia possibile un velo dovrà essere scostato
al fine di rivelare agli occhi di voi tutti il cancello che ivi conduce,
il varco per Meadhan Arda."

I quattro Drudjah quindi formarono un piccolo cerchio, dopo di che
la Toradh, Nubi, estrasse da un piccolo sacchetto
alcune manciate di foglie di Quercia e le pose innanzi a lei
tenendole sopra i palmi aperti rivolti verso il cielo.

"Che possa il materno sospiro d'Ella
condurre per mano gli amati Figli
sulle ali del vento e tra verdi foglie
fino a trovare Meadhan Arda."

Una improvvisa raffica di vento raccolse le foglie dalle sue amni
portandole a turbinare d'innanzi a lei.
Aetherius quindi getto pizzichi di polveri colorate nel vortice
il quale si espanse aumentando di vigore.

"Che sia il nostro corpo a te congiunto
per compiere il salto oltre il velo
per dischiudere gli occhi
e svelare il luogo segreto."

Per un istante i contorni accennati del vortice sembrarono fremere,
tornando subito dopo a stabilizzarsi.
Eredrik allora gettò al suo interno un pugno di cenere del Sacro Fuoco
e le foglie smosse dal vento presero a brillare di luce color smeraldo.

"Che possa il perpetuo ciclo
fare di questo dono sicuro appiglio,
sempre presente per i Drudjah di Arda,
oltre l'eterno scorrere del tempo."

Quel gran turbinare in fine si acquietò, lasciando le foglie dolcemente
a volteggiare, sospinte da soffici aliti di vento.
I quattro Drudjah allora si inginocchiarono ai loro piedi, chiusero gli occhi
e portarono le mani congiunte al petto.
Poi all'unisono recitarono la parte conclusiva del rituale.





"Affinchè il tuo disegno non muti nel tempo
e l'equilibrio non sia compromesso,
senza riposo custodiremo il varco
e fraternamente accoglieremo i tuoi figli."

Quando si rimisero in piedi, dischiusero gli occhi e poterono ammirare
ciò per cui si erano tanto prodigati.
Il varco per Meadhan Arda era finalmente aperto.

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