Bootstrap Framework 3.3.6

Over a dozen reusable components built to provide iconography, dropdowns, input groups, navigation, alerts, and much more...

Qui i giocatori di The Miracle lasciano imprese, poesie, narrare eventi e grandi avventure avvenute e in svolgimento su Ardania. Linguaggio strettamente ruolistico.

Moderators: ModeratoreTM, TmStaffMod

User avatar
By Elanor Gwileth
#8892
Image

3000 c.i.
Seduti attorno ad un focolare, una giovane ragazza di appena vent’anni racconta ad un gruppo di bambini una storia,
tutti la fissano con occhi sognanti, alcuni a bocca aperta e con il mento appoggiato alle mani.
I suoi occhi sono bianchi, ciechi, ed il suo volto è segnato da una impercettibile tela di cicatrici quasi invisibili da lontano.


Image

Avevo 10 anni la prima volta che lo vidi, la mia piccola Harahis viveva in tende fatte di stracci prima di riuscire a darmi in moglie a vostro padre.
Ma ero felice: con mia madre, i miei due fratelli, e mio padre, vivevamo principalmente di caccia.
La mia piccola pecora, che mungevo ogni mattina, si chiamava Ulla, e lo sciacallo che viveva con noi Beo.
Viaggiavamo nomadi nel Sahra, seguendo le direzioni che i venti ci imponevano.
Mio Padre, fin da bambino, aveva studiato da suo padre e suo zio tutti i venti del Sahra e così, nonostante fosse un uomo di umili origini,
proteggeva la sua famiglia dalle più violente tempeste di sabbia.
Sapete, piccoli miei, non avevamo nemmeno uno schiavo, così quando dovevamo spostarci da una regione all’altra del Sahra eravamo noi bambini a lavorare per smontare tutto e caricare gli unici due lama di nostro padre.
Un giorno Yamud, mio fratello maggiore, svegliatosi all’alba, vide molto lontano una fitta nube di sabbia, muoversi verso di noi.
Non dovevamo spostarci da quella regione prima di due cicli di nut, nessuno di noi era preparato. Terrorizzato ci svegliò tutti di soprassalto, più la tempesta si avvicinava e più sentivo il cuore scoppiarmi in petto.
L’immensa nube correva verso di noi ad una velocità mai vista, turbini di sabbia dorata vorticavano sferzando con violenza tutto ciò che incontrava.
Fummo travolti, ma non morimmo quel giorno, non so nemmeno dirvi perchè.
Eppure, in quel momento che credevo l’ultimo della mia esistenza, riuscii a farmi forza per osservare la vastità di ciò che ci stava travolgendo.
In quell’eterno istante li vidi...un gruppo di scintillanti saette, poi ancor più vicine mi sembrarono fatte esse stesse di sabbia, ma quando mi superarono li vidi bene:
Un gruppo di destrieri color dell’oro.


Image
Corre e corre ancora
Il vento sulle dune
corre, fluttua
Selvaggio
Indomabile
Fiero
Io l’ho visto!
Il Dono del volo senz’ali!
User avatar
By Elanor Gwileth
#9028
2500 c.i.

Image
Attorno ad un lago, che pare un miraggio immerso nel Sahra’Kbar, miriadi di coccodrilli dalle squame dorate bivaccano al sole.
Un minuscolo gruppo di beduini ha appena piantato le prime tende vicino a quella unica fonte di speranza.
Sembrano stanchi, ma i loro cuori sono gonfi di orgoglio.
Una giovane donna siede di fianco al marito, la lercia tunica di lui è sporca di sangue ma in lui non v’è traccia di ferite.
Lui accarezza un docile destriero ammantato di stelle.


Sai marito mio, cosa verrà ricordato di oggi nei millenni a venire?
Tutti parleranno di te e tuo fratello, della vostra lotta e della tua scoperta.
Tutti parleranno di Yasir e Muniz, i tuoi martiri.
Tutti ricorderanno del momento in cui sei riuscito, per primo, a domare il selvaggio destriero.
Ma chi si ricorderà di me? La donna che ti ha sostenuto anche quando nessuno voleva crederti?
Eppure la tua stirpe sopravviverà grazie ai nostri figli, ma io sarò una donna senza nome.


Sai donna? “Le risponde lui”
Mi stupisce che tu sia qui a blaterare e non a lavarmi queste sporche vesti che indosso.
Stai zitta, come fanno le altre due mogli e vai a fare il tuo dovere.



Così, lentamente, Tremec si alza in piedi: è un uomo piuttosto alto, fiero, ed osserva con orgoglio quei beduini che lo hanno seguito.
Quella fierezza ritrovata lo rende possente, agli occhi di chi lo guarda.
User avatar
By Elanor Gwileth
#9460
1000 c.i
La Morte di Un Sultano - Raheem il Villoso
In mille anni il piccolo gruppo di tende si è evoluto in una vera e propria città. I Sultani si susseguono da allora, governando quella che è la civiltà umana più antica di Ardahan.
Alte mura di pietra dorata si innalzano attorno al lago che è stato chiamato Raya, Speranza in lingua antica. Da una settimana, su quelle stesse rive, un feretro viene controllato giorno e notte da un gruppo di imponenti guardie.
Image

Tutti i fedeli sudditi dell’Oasi, come in una processione, lasciano nel carro poco distante i monili che il Sultano porterà con sè nella tomba,
Il carro è pieno di ogni genere di oggetto: sontuosi abiti impreziositi da pizzi d’oro, oro e gioielli ma la cosa più curiosa è un bauletto, al suo interno una collezione di cento spazzole di ogni genere di fattura e materiale, impreziosite da diamanti e gioielli di ogni tipo, ma anche grezze e in legno.
Poco lontano, in una tenda addobbata a lutto, tre donne piangono.


Urla, canti, pianti strazianti provengono da quella piccola tenda
Ha scelto me sorelle, non temete sono pronta.
Per tutta la vita ho atteso questo momento, è la mia strada morire con Lui.
Badate ai miei figli vi prego, Eliat è grande e sarà un buon Sultano.

La donna che parla ha poco più di quarant’anni, il suo fisico è in carne ed il suo viso più bello che mai.
Gli occhi truccati di nero e azzurro, le sottili treccine adornate di piccoli anelli d’oro, la sua pelle color dell’ebano splende d’olio e profuma di cocco.
Per tutta la sua vita ha conosciuto il suo destino.
Nata in una Tenda Nobile molto ricca, fin da bambina è stata istruita per esser moglie di un Sultano, a dargli eredi forti, a saper scegliere per lui degne seconde e terze mogli, a governare il suo Palazzo, a morire con lui.

Image

Così è giunto il mio momento, sorelle mie.
Non piangete, poichè io onoro l’Oasi con il mio gesto, onoro mio marito ed onoro il Perfetto Architetto seguendo il destino che ha disegnato per me.


Dopo una settimana di rituali è tutto pronto.
Sul carro il feretro circondato da tutte le ricchezze accumulate.
I Due più fidati Feddhayn montano i loro destrieri adornati a festa,
tre servitori conducono il carro trainato da lama dorati.
La Moglie monta, orgogliosa, l’imponente Sauro Dorato.
Così lasciano l’Oasi per l’ultima volta, Raheem il Villoso ed i suoi fidati sudditi,
per raggiungere la tomba segreta che li accoglierà come fedeli devoti all’Unico.
User avatar
By Elanor Gwileth
#11131
105 c.i

Il Contratto di Matrimonio - Tende Kamal e Xò
All’ombra di un sontuoso tendalino, vicino alle rive del Raya, due giovani stanno celebrando il loro matrimonio. Sono i rampolli di due tende, coperti di gioielli e pietre preziose di ogni genere. Il padre della sposa la conduce per mano, vestito di viola e agghindato di tutto punto, la consegna allo sposo...Ramhal Xò Hlar, figlio di Hassan.
Anche il Sultano è presente: Abdelrahim il Protettore, concede un breve discorso alla fine del rito di Matrimonio.
Image

Tende Xò e Kamal, siano forti i vostri eredi, come forte è stata la tempra dei loro padri, a cui va il merito per la sopravvivenza della stirpe dei Sauri del Deserto.

Un boato di applausi anima l’Oasi, il padre di lei conclude lo sposalizio leggendo il contratto di Matrimonio:

25 Forense
2395° anno dalla venuta del Profeta Tremec

Io, Massud Kamal, concedo in sposa mia figlia Yasmeen al figlio della Tenda Xò:
Ramhal, figlio di Hassan.

La tenda Xò pagherà una dote di 10 lama dorati e 15 mila sicli
Il primo figlio maschio prenderà il mio nome, Massud
Se Ramhal dovesse morire prematuramente Yasmeen andrà in moglie al suo diretto erede.
Sarà compito di Yasmeen, come prima moglie, amministrare i beni della tenda
ed occuparsi della selezione delle altre mogli.


Image
Inizia così la festa
Uno spettacolo di dervisci danzanti
Odalische e musici suonano i loro tamburi fino all’alba
Cantano le gesta delle due tende
Cantano del Sauro dorato
User avatar
By Elanor Gwileth
#13575
282 A.I.
2782° Anno dalla venuta del Profeta Tremec


Il Dono inaspettato
Nel mese di Macinale tutta l’Oasi è in fermento, le giornate si allungano ed il caldo non è ancora così torrido da impedire il lavoro durante le ore diurne.
E’ il tramonto:
Le Vestali, al gineceo, si esercitano leggiadre nelle danze tradizionali.
La Gran Sacerdotessa Maebe della Tenda Udeen recita la preghiera del tramonto.
Il Bazaar è caotico, molte merci giunte dalle terre elfiche riempiono i banchi.
Improvvisamente un ragazzino, addobbato come un minareto nei giorni di festa, corre pazzo in groppa al suo lama dal manto fiammante.
E’ il Gran Visir, Setiawan della Tenda Udeen.
Lo fa inchiodare al centro della piazza, gli zoccoli fumanti stridono, salta giù e freneticamente inizia a parlare:


Correte fratelli! Correte alla Porta Sud! Armatevi, preparatevi, avvisate tutti!
Qualcosa accade nel Sahra’Kbar! Dobbiamo controllare.

Image
I Fratelli della Stirpe Nera si armano in fretta e, una volta nel Sahra’Kbar, assistono ad una delle scene più fantastiche della loro vita.
Una saetta dorata solca le dune con una leggiadria senza pari.
Un Sauro dorato, fugge da un piccolo manipolo di Assid che tentano di domarlo.
Ma i figli della Stirpe Nera non possono lasciare nelle loro mani quello splendido esemplare, ne hanno visto soltanto uno nella loro vita: il Sauro del Sultano.
In poco tempo riescono a sgominare il piccolo manipolo di Assid, i più esperti allevatori dell’Oasi riescono a tranquillizzarlo e domarlo, viene così condotto all’Oasi dove si celebrerà un importante rituale al Tempio di Akkron.


Madre mia, racconta una giovane vestale alla madre,
Oggi i miei occhi si sono illuminati di un dono incredibile
Ho visto due Sauri nella mia vita
Non lo credevo possibile!


Image
User avatar
By Naja
#13653
Quelle due anfore erano maledettamente pesanti anche montate sul carretto, e il pulcioso lama di Whaziz aveva iniziato a dare segni di fatica già all'uscita dal Porto di Temec. Lì il giovane aveva caricato la merce contrattata sulla banchina commerciale, granchi e anguille sotto sale stipati per bene nelle due anfore, ed era partito di buon passo per tornare all'Oasi.

Image

"Voglio tutto prima di sera, ragazzo, o avrai metà della paga" gli era stato detto dalla matrona del Bordello dell'Oasi
"i clienti vanno matti per queste cose tra un servizio e l'altro, per cui sii celere e non pagarle più del dovuto".


C'era ancora tempo per completare l'incarico prima che il sole calasse dietro di lui, ma già i colori del Deserto stavano mutando lasciando spazio ad un rossore che tingeva le dune di toni ancor più caldi.
Già scorgeva le Porte Sublimi che lo avrebbero accolto a Tremec, con le alte mura e le torri, ma tra lui e l'Oasi c'era ancora da marciare....e da imprecare, a giudicare dal passo del vecchio lama. Whaziz si fermò nuovamente e tirò con fare deciso le briglie, tentando di smuovere l'animale da quel passo stentato e lento.
"Maledetta carcassa! Ci rimetterò il salario a causa tua..." Sbuffò, e il lama sbuffò con lui senza dar segno di voler accellerare, il carretto che cigolava ondeggiando sulla strada.
Scoraggiato il ragazzo continuò a camminare all'indietro, fissando storto il lama, e spaziando con lo sguardo verso la strada da cui era venuto, che andava perdendosi all'orizzonte tra le dune dorate del Sahra' kbar.
E là, dove il sinuoso profilo di una duna incontrava il cielo, un granello di sabbia pareva essersi staccato, lucente e piccolo, dal Deserto stesso.
Si muoveva rapido e rifulgeva dei riflessi del sole, e ora scendeva e ora saliva le dune che incontrava; appresso gli si muovevano altri tre puntini che a quella distanza parevano più delle zecche o addirittura dei nei sulla sabbia.


La mano sopra le sopracciglia lo aiutò a osservare meglio contro sole, e quando il bagliore non lo disturbò più Whaziz si accorse che il granello di sabbia lucente aveva cambiato direzione e aveva deviato sulla stessa strada che aveva percorso lui stesso, quella che dal Porto conduceva all'Oasi.

Via via che si avvicinava, a passo sostenuto, notò che più che un granello quel puntino assomigliava ad una Moneta, un siclo dorato ben levigato e lustro.

Alla Moneta, dopo diverse lunghezze nella sua direzione, spuntarono due gambe, poi altre due, poi un corpo sinuoso e un crine d'oro dietro un muso allungato.
Si muoveva libero e snello, agile, fendendo la sabbia senza sforzo.


Image


Come un liquido: Oro liquido colato sulla forma di un destriero.
Il pelo corto lucente, d'oro come i sicli dei più ricchi mercanti, la criniera di un pallido giallo che pareva luce di stella, tenuta corta e ben curata. Le zampe forti ma snelle e la muscolatura che si intravedeva fluida sotto la pelle. Era la regalità fatta animale, e Whaziz pensò che non potesse esserci creatura più bella voluta dall' Unico. Doveva essere il cavallo stesso di Tremec, per il Kamshin!



I tre puntinti in breve tempo si delinearono essere tre uomini: un primo appiedato che correva reggendo le briglie, l'andatura affaticata dallo sprofondare dei piedi nella sabbia ad una certa velocità. Assieme a lui due pesanti guerrieri rivestiti di lucenti armature di piastre e brandenti armi lunghe e minacciose, correvano a fianco dell'animale e fissavano il giovane Whaziz da lontano. Notò il manto scarlatto: Feddhayn. Gli Immortali soldati del Sultano stesso. Gli bastò a decidersi che non voleva chiedere niente, fece un passo indietro per creare spazio e si inchinò leggermente: lasciò passare lo strano quartetto tenendo fermo lama e carro.

Cavallo e paggio passarono rapidi senza degnarlo di uno sguardo.
Solo i due Immortali rallentarono appena passandogli accanto, assicurandosi che fosse innocuo, poi proseguirono nella loro affrettata scorta in direzione delle Porte Sublimi. Sbigottito, incredulo ma più tranquillo, Whaziz si ricompose osservando il quartetto allontanarsi. Si guardò per un attimo, cenci e sandali, turbante sgualcito e pugnale arrugginito nella cintura: non doveva rappresentare una gran minaccia agli occhi dei grossi soldati.

Poi guardò il lama, che pareva essersi immobilizzato anch'esso di fronte alla magnifica creatura sfilatagli davanti.
" hai visto, vecchia carcassa? " tirò le briglie per riprendere la marcia
" quello è un animale come si deve! Ma che dico animale, quello è oro! oro liquido del deserto...e tu invece del Deserto sei solo la m..."

Un viscoso sputo lo inondò dalla fronte al mento, soffocando l'ultima parola prima che uscisse, e ponendo fine alla conversazione.
User avatar
By Azazell
#15574
Si presentò come un giorno come tanti altri, il 18 Nembonume, ma difficilmente me lo dimenticherò. Quel giorno mi alzai particolarmente di buon ora, presi arco e frecce, sellai il mio djinn e insieme a lui partì alla volta del Sahra'Kbar per la consueta caccia mattutina. Rientrai a Tremec nell'ora più calda, portando con me pelliccie ophidian e gemme varie, accompagnato da dei Venerabili che incontrai nel deserto, emozionati di giungere all'Oasi per vendere le loro stoffe. Il bazaar, come sempre, era affollato: il profumo di khaab aleggiava nell'aria e il rumore degli zoccoli dei lama sovrastava quasi le voci degli indaffarati mercanti.

Image
Camminando in mezzo alle persone il mio sguardo cadde su un arco in uno dei banchi. Non ne avevo mai visto uno così, di un legno normale ma ricco di venature di tutti i colori. La più grande, di color oro, mi rapì: passai qualche minuto ad osservarla e più mi concentravo su quel colore e più riuscivo a vedere una creatura, un'equino, bellissimo e dal manto color sabbia, sfrecciare leggiadro sulla venatura sospinto dal Kamshin. Mi concentrai così tanto da poterlo sentire nitrire. Era distante ma così vicino, lo percepivo. Tutto ciò che stava intorno a me passò in secondo piano, i rumori ovattati in lontananza e le luci sfocate del bazaar non mi toccavano più.
KAMAL, O COMPRARE O TU METTERE GIU'

disse Kawa toccandomi la spalla; una scossa mi destò da quello stato di trance, scossi la testa, diedi i sicli al Jumba e mi avviai verso la mia tenda. Camminando continuai ad osservare quell'arco, senza però più vedere nulla, finchè non arrivai alla mia tenda, dove trovai Mebwe ad aspettarmi sull'uscio con del khaab e con del cibo.
NON MI DELUDI MAI

dissi guardando il cibo. Accesi il khaab e mi cambiai i vestiti. deciso a rilassarmi. Ma la calma non sarebbe durata molto. Passarono forse 10 clessidre, quando sentì un forte rumore metallico avvicinarsi alla tenda.
AZAEL, SE CI SEI VIENI FUORI!!

una voce così familiare che non potevo non rispondere. Aprii la tenda: dinnanzi a me stava un uomo, ma che dico, UNA MONTAGNA, alta due metri, nella sua armatura di scaglie draconiche dorate, reggendo una grande scimitarra come se fosse una piuma. Il mio sguardo si concentrò però sul mantello: "Feddhayn" pensai. Era Kalel Kyodrum, l'Amir El-Feddhayn.
MI CERCATE AMIR?

Chiesi scrutando l'uomo attraverso l'armatura.
SEGUIMI SENZA FARE TROPPE STORIE

Non persi tempo, lasciai che il mio schiavo chiudesse la tenda e mi avviai di fianco a lui. Mi condusse nelle stalle sultanali. Quando le due grandi porte dorate si aprirono, un lampo di luce mi abbagliò, per poi rivelarmi la più maestosa delle creature: Il Sauro del Deserto stesso. Lo avevo visto solamente insieme al Sultano, ma mai così da vicino. Guardai l'Amir perplesso ma al contempo estasiato, non potevo credere di essere così vicino al leggendario Sauro.
OGGI AZAEL TI VIENE AFFIDATO IL PIU' IMPORTANTE DEI COMPITI PER UN ALLEVATORE DELL'OASI: SARA' TUO COMPITO TROVARE UNA GIUMENTA CHE POSSA DARE ALLA LUCE I FIGLI DEL SAURO

Lo guardai con un sorriso fiero
NESSUNO C'E' MAI RIUSCITO PRIMA D'ORA, MA QUESTA VOLTA NON DELUDERO' L'OASI: DIMOSTRERO' CHE NOI KAMAL SIAMO I MIGLIORI ALLEVATORI

Non so con che coraggio sono riuscito a dire tali parole. Il cuore mi batteva a mille, accompagnando i mille mila pensieri che mi scorrevano in testa in quel momento. Mi ricordai di quanto successo poco prima al bazaar e realizzai che era volere dell'Unico: dovevo essere io a compiere l'impossibile.
HO GRANDI ASPETTATIVE

disse l'Amir uscendo dalla stalla. Le sue parole rimbombavano nella mia testa: non c'era tempo da perdere; presi il necessario ed iniziai a studiare il Sauro, quello sarebbe stato il primo passo per trovare la giusta giumenta. Così inizio la più grande impresa della mia vita.
User avatar
By Azazell
#19347
Quella fu una notte insonne per me, questa volta però non perchè le odalische non mi avevano stancato a sufficienza o perchè avevo fumato troppo khaab, bensì per i troppi pensieri che mi stavano assalendo. Come avrei fatto? Cosa avrei fatto? Sarei riuscito a compiere la mia missione o avrei fallito miseramente?
Avrei dovuto trovare una giumenta adatta a riprodursi con il Sauro, ciò comportava una certa prestanza fisica nonchè una grande capacità di resistere ai climi più caldi.
NO, IL FALLIMENTO NON E' CONTEMPLATO. SONO UN KAMAL ,NONCHE' UNO DEI MIGLIORI ALLEVATORI DELL'OASI, E' ORA DI FAR FRUTTARE ANNI DI RICERCHE, IL SUDORE VERSATO NEL SAHRA STUDIANDO SERPENTI E SCORPIONI,IL TEMPO PASSATO AD ADDESTRARE CREATURE TANTO POTENTI QUANTO OSTINATE E, SOPRATTUTTO, E' IL MOMENTO DI DIMOSTRARE IL MIO VALORE A TUTTI I FRATELLI...MA COME INIZIARE?

Dissi tra me e me, forse a voce un po' troppo alta, svegliando Mebwe, che dopo poco entrò in tenda.
ABE BISOGNO PADRONE?

Mi disse con voce flebile.
NO, TORNA A DORMIRE

Fu in quel momento che guardando il Jumba, capii : il primo passo sarebbe stato quello di cercare quei cavalli possenti che vivono nella Jungla,di cui avevo sentito parlare da delle schiave al lavatoio.Preparai il piano per qualche altra clessidra, fumai del khaab e feci preparare a Mebwe la mia armatura mentre prendevo arco, frecce, e tutto il necessario per rimanere fuori dall'Oasi un paio di giorni.
Avevo tutto, sellai il lupo che mi avrebbe accompagnato e mi avviai verso la porta Sud. Il cammino fu illuminato dalla luce notturna, che filtrava in mezzo alle fronde degli alberi della Jungla.
Mi inoltrai sempre più in profondità, camminando diverse clessidre con l'arco in mano, sull'attenti, pronto a tutte le eventualità. Il mio battito cardiaco era così lento ma allo stesso tempo così rumoroso da creare una tensione costante, spezzata solo dagli sporadici ululati che sembrava quasi mi seguissero. E non avevo torto. Camminavo silenziosamente, evitando di fare rumore quando dalla vegetazione di fronte a me sbucarono due uomini lupo giganteschi, con occhi rosso sangue, sbavando e ringhiando.Mi avevano fiutato molto probabilmente, essendomi dimenticato il muschio in tenda. Montai subito sulla groppa di Tif e inizia a scappare il più lontano da loro possibile; corsi per molto tempo, inseguito da queste due creature, fino a che non arrivai in una radura, dove riuscì a seminarli. Presi fiato e mi riposai vicino agli alberi che stavano al confine fra la Jungla e lo spiazzo verde. Dopo qualche clessidra mi trovai d'innanzi un cavallo dal manto argentato, possente ma elegante, incuriosito. Era un'esemplare femmina di quelli che chiamano Destrieri d'Argento. Non feci per niente fatica ad addomesticarla, anzi, era più che contenta di seguirmi. Il rumore causato dal cavallo, però, aveva attirato l'attenzione dei licantropi, che mi avevano trovato di nuovo. Il ì sangue nelle mie vene gelò e, in preda al panico, salì in groppa alla cavalla. Non mi diede il tempo di guidarla e iniziò a correre verso Tremec, come già se conoscesse la strada. Potevo sentire i lupi sfrecciare fra la vegetazione vicino a me, ma il cavallo era così veloce e abituato a quell'ambiente da riuscire tranquillamente a mantenere la distanza. Tif ci seguì, uccidendo tutte le bestie che provavano ad ostacolarci.


Image


Arrivato a Tremec incrociai Malik, anche lui appartenente all'Antica tenda Kamal.
Gli raccontai di dove fossi stato e del fatto che avrei avuto bisogno di un compagno per un viaggio, senza menzionare il Sauro ovviamente.
BENE, DOVE SI VA QUINDI?
MI PIACE QUESTA TUA DISPONIBILITA'. BEH, LA MIA META E' L'ISOLA DEL FUOCO, SOPRA LOKNAR. DEVO TROVARE UNO STALLONE IN GRADO DI RESISTERE ANCHE AL CALDO PIU' ESTREMO.
CAPISCO, CONTA SU DI ME!
PARTIAMO DOMANI, VEDI DI ESSERE PRONTO ALLA SESTA ORA.
Dissi concludendo, e mi allontanai con la cavalla per studiarla. Passai tutta la notte a prendere misure e a valutare muscoli e atteggiamenti, conoscendo meglio la creatura nel mentre.

Image

L'indomani partimmo presto e approfittai del viaggio di andata per recuperare le forze lasciando Malik al timone. Mi svegliò quando ormai la notte era finita. Scendemmo dalla barca e iniziammo subito la ricerca di questo cavallo. Ci facemmo largo fra le creature del luogo fino a che, dopo non troppo tempo trovammo un esemplare, isolato dagli altri. Un giovane maschio, particolarmente muscoloso, con una criniera corta e un manto arancione acceso.
E' PROPRIO BELLO QUESTO!
disse Malik guardando il cavallo.
HAI RAGIONE, SARA' UNO STALLONE PERFETTO, SPERO SOLO SIA TANTO UTILE QUANTO BELLO
borbottai guardando il fratello Tremecciano prima di avvicinarmi e tentare di addomesticarlo. Mi ci vollero molte clessidre prima di convincerlo a venire con me, tanto era ostinato. Dovetti mostrargli la mia forza e fermezza affinchè si decidessere a farsi cavalcare e ad obbedirmi. Scesi dal cavallo, lo accarezzai e lo osservai; iniziò a nitrire e a fremere. Non capivo il perchè, ma mi bastarono pochi secondi per capire: un soffio caldo e pesante proveniva da dietro di me. Le palpebre del cavallo si spalancarono e nei suoi occhi vidi il riflesso di una fiammata;Ero come paralizzato ma, fortunatamente ,il mio nuovo compagno si frappose fra me e il fuoco. Mi voltai: un cucciolo di drago aveva incendiato la nostra barca e ora era arrivato da noi
MALIK, SPEGNI L'INCENDIO, A LUI CI PENSIAMO NOI!
gridai estraendo l'arco e scambiando un cenno di intesa con il cavallo, come se fosse con me da sempre. Mentre Malik si allontanava, il destiero attaccò senza paura il drago. Generò una fiamma che gli annebbiò la vista, dandomi il tempo di mirare al suo cuore in tutta libertà. Scoccai la freccia che, insieme alle potenti zampate del cavallo, uccise la bestia.
AZAEL, RIENTRIAMO IL PRIMA POSSIBILE ALL'OASI, QUESTO ORA NON E' UN POSTO SICURO
gridò Malik vedendo il rettile cadere in una pozza di sangue.

Image
Passai il viaggio assorto nei miei pensieri, come sempre in quel periodo. L'aria salmastra e la calma di quella serata mi rilassavano particolarmente.
L'UNICO DEVE AVERTI DONATO QUEL CAVALLO PER PROTEGGERTI, NE SONO SICURO. E' STATO IL TUO SCUDO, PER QUESTO DA OGGI LO CHIAMEREMO SHADI.
Commentò Malik ad un certo punto.
Annuì senza dire nulla, lasciando trapelare un sorrisino. Non so come Malik avesse fatto ma aveva detto proprio ciò che che stavo pensando: l'Unico mi stava accompagnando in questa missione e negli ultimi giorni me lo aveva dimostrato ben due volte. Era stato lui a guidarmi fuori dalla Jungla e a salvarmi la vita poco prima. Ero sicuro che fosse mio destino portare a termine questa missione e, grazie al Suo aiuto, non avrei mai potuto fallire. Così, felice, appoggiai la testa sul manto del cavallo e lasciai che il tepore mi cullasse fino a farmi addormentare.
Arrivati all'Oasi lasciai del tempo ai due cavalli, Shadi e Karmla, per ambientarsi. Ma sarebbero passate poche settimane prima che la vera ricerca iniziasse.

long long title how many chars? lets see 123 ok more? yes 60

We have created lots of YouTube videos just so you can achieve [...]

Another post test yes yes yes or no, maybe ni? :-/

The best flat phpBB theme around. Period. Fine craftmanship and [...]

Do you need a super MOD? Well here it is. chew on this

All you need is right here. Content tag, SEO, listing, Pizza and spaghetti [...]

Lasagna on me this time ok? I got plenty of cash

this should be fantastic. but what about links,images, bbcodes etc etc? [...]

Swap-in out addons, use only what you really need!