Il Cammino dei Rim Faerin - Fara Aer
Scritto da : Estel Morh in data : 11/01/2009 19:15:25

Nelle terre dei Sindar, spesso i cambiamenti avvengono come natura vuole.
I Tawarwaith inseguono il costante equilibrio con il bosco, tra di loro, con il proprio spirito nel rispetto delle Parole dei propri Padri.
Il Sangue dei Sindar trova forza nel vivere giornalmente la Via dei Belain, ringraziandoli con i gesti piu' che parole.
Giunto era pero' il momento di radunarsi, ringraziare e meditare su quanto i Belain avevano fatto fino a quel momento.
Grande era infatti la linfa che scorreva nell'albero, i rami e le foglie crescevano e le lussurreggianti terre dei sindar erano piu' rigogliose che mai.
Il Sacro Cigno andava onorato per la sua forza generatrice e materna, che proteggeva i Tawarwaith avvolgendoli nell'abbraccio del bosco.




Nell'aria pungente di Dodecabrullo, gli elfi della Verde recano nel Tempio Cittadino, avvolti nei loro manti verde ed oro, i loro volti protetti dai cappucci .
Le luci tremolanti delle candele riscaldano l'aria mentre i Tawarwaith prendono silenziosamente posto, sorridenti e delicati tanto più che l'occasione è lieta:
è infatti il giorno del Ringraziamento al Sacro Cigno, Beltaine…




Haran Aeltherfif, radunati i Tawarwaith al tempio di Tiond per la piccola cerimonia di ringraziamento alla Madre degli Elfi e Signora delle Foreste,
ricordo' l'importanza di esser sempre grati al Sacro Cigno per la prosperità, l'abbondanza e la ritrovata forza della Verde.
Dopo un periodo cosi cupo, pieno di dolore e cicatrici indelebili si era sviluppata una grande forza, forza che non doveva scordare il suo passato.




Era giunto il momento disse di guardare in questo passato, a cio' che i Falò senza luce avevano disperso,
a recuperare dal passato tutto cio' che poteva permettere alla Verde di rafforzarsi.
Le parole dell'Haran trovarono testimonianza nella voce dei Sacerdoti del Tempio, devoti al Cigno.




Rivelarono ai Tawarwaith che alcune delle leggende erano realtà,
che gli Ordini degli Spiriti di cui i racconti dei sindar si riempiono non erano fantasie.
Antichi Rituali alla Madre degli Elfi li rendeva consapevoli di cio',
ed era giunto il momento che la Verde iniziasse a ritrovare cio' che aveva perduto onorando le Vie percorse dai Padri e gli Spiriti della Foresta.




Ascoltate le sagge parole dell'Haran e del Sacerdote di Beltaine, si fece avanti il primo sacerdote di Suldanas che,
per consacrare un momento cosi importante, ringraziare l'altra meta' della Divina Coppia propose una Fara Aer, la Caccia Sacra a Suldanas.
Il Re ed i gwadeir tutti acconsentirono con entusiasmo.
Come un Branco di Lupi avrebbero cacciato, come un branco di lupi avrebbero ululato, sotto lo sguardo del Cacciatore.










Il Popolo del Sacro Bosco divenne una sol cosa con la terra,
ed il Flagello del Padre,benedetto, fu consegnato nelle mani della Guida della Verde ed ogni freccia e lama quella sera fu sfiorata dal Grande Cacciatore:
in tutta la Foresta risuonarono gli ululati dei Tawarwaith!



L'Haran affiancato dal Sacerdote trasformato in lupo guidavano i cacciatori attraverso guadi e sentieri,
silenziosi e veloci come solo chi abita quei luoghi da millenni sa essere.
Invero un estraneo non si sarebbe mai accorto che un intero villaggio si muoveva intorno a lui.




All'improvviso in una piccola radura illuminata dai raggi della luna,
ecco stagliarsi la figura di un grande cervo dal palco imponente e dal manto rossastro mentre pascola ignaro.
Gli Elfi con infinita abilità, subito lo circondarono mentre il cervo, agile e veloce,
tentava di ingannarli con tutta l'astuzia e la forza che il Padre gli aveva donato.
Ma la tenacia e la pazienza sono armi dei Tawarwaith che, cacciatori da sempre nell'animo non diedero al cervo alcuna tregua.






Il volere del Padre si compì e dopo aver invocato il Suo Sguardo una pioggia di frecce
si abbattè fatale e silenziosa sull'animale che spirò velocemente.
E allora il Sacerdote, riprese le sue sembianze, estrasse la lucente Zanna di Suldanas
e sussurrando antiche preghiere allo spirito della creatura uccisa, trafisse il Sacro Cervo
mentre i Tawarwaith si tingevano il proprio viso col suo sangue consacrato.
In tutto il bosco risuonarono gli ululati dei figli del bosco mentre portavano in trionfo la preda.



Al termine della selvaggia caccia nei boschi, i tawarwaith seduti intorno ad un lauto banchetto
ottenuto dalle carni del cervo abbattuto si interrogavano sul significato delle parole del Sacerdote di Beltaine
e gli effetti che queste potevano avere sul futuro della Verde.






La Somma Sacerdotessa Estel Morh espresse solo allora le sue riflessioni:
cio' che esisteva una volta e rendeva forte il popolo dei tawarwaith andava recuperato, per la sopravvivenza dei Sindar.
Troppi venti di minaccia spiravano su ardania,troppo spesso la Verde aveva sofferto.
Per far cio' sarebbe stato necessario il contributo di tutti, per iniziare tutti insieme il nuovo cammino, nelle Schiere.
Il banchetto si concluse in letizia, canti e risa com'e' uso tra i Tawarwaith;
mentre il giorno dopo una pergamena Verde ed Oro campeggiava sugli alberi di Tiond ed Ilkorin



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