Fu nel 268 che le genti di Ardania rivolsero di nuovo lo sguardo verso il mare, non più come confine ma come promessa. Cominciò così l’epoca delle grandi esplorazioni: le navi solcarono l’ignoto spinte dalla sete di scoperta, gloria e possedimenti. A guidare questi viaggi furono le potenze maggiori: Rotiniel, con la Regina Siriel, il Senatore Vartharg e l’Ammiraglio Hyywell; Hammerheim, sotto l’esperta direzione dell’Ammiraglio Daneel Reventlov e del Capitano Astoir; Helcaraxe, guidata dal fiero Jarl Zaron. Ma non tutte le vele portavano speranza: mentre gli occhi erano rivolti all’orizzonte, l’entroterra tremava. A Tiond, servitori di Kelthra colpirono con furia improvvisa, seminando morte e devastazione tra gli alberi sacri.
Nel frattempo, Rotiniel rinnovava le sue strutture governative, e nel Doriath una nuova minaccia affiorava: brigate Drow, capeggiate da Osgood, si spingevano ai confini dei boschi, minando la fragile pace elfica. Sulle terre degli uomini, invece, i conflitti si travestivano da giochi: iniziarono i tornei cittadini, vetrine di coraggio e forza. Il primo, organizzato ad Hammerheim dall’Accademia delle Arti Arcane, vide la vittoria di Lex di Amon nel torneo “La Lama delle Rose” e della squadra “Legion’s” – William McLane, Karas Blackwolf ed Heronius. Ricchi premi vennero elargiti, tra cui una pregiata armatura in scaglie di drago forgiata dal rinomato inventore Dag Coral.
Ma il fuoco della rivalità bruciava sotto le ceneri. Nel cuore dell’anno esplose la cosiddetta “Guerra per la Vittoria”. L’isola omonima, scoperta dalla Marina Imperiale e rivendicata da Amon come parte della propria rinascita post-Orda, divenne il casus belli. I Consoli Gawain Ehtelanar e Tuzzis pretesero il possesso di quel lembo di terra sacro alla loro memoria. Non bastarono le mediazioni del Ministro Kael Klimkin: la guerra tra Amon e Hammerheim scoppiò con brutalità. Mentre gli uomini si dilaniavano, gli elfi celebravano la Giornata del Sidro a Rotiniel e l’Haran Ghera nominava Phatho nuovo Primo Generale della Verde, osservando perplessi la follia autodistruttiva degli uomini.
La vittoria infine arrise all’Impero. Hammerheim celebrò con una sontuosa Fiera Commerciale che vide anche la presenza degli uomini dell’Oasi di Tremec, giunti a dorso dei loro muli del deserto. Seguirono nomine di alto rango: Kael Klimkin divenne Barone, Sardaucas fu investito Duca, assieme ad altri nobili come Beleghil Rhynd, Khan Anvilheart, Fergus Rhaylith e Ged Rhynd. L’Accademia nominò nuovi Arcimaghi: Aldaran Lannister e Par-Salian de Sade. Intanto a Rotiniel si insediava un nuovo Senato e continuavano le feste promosse dalla regina Siriel. Ma all’orizzonte si addensavano nuove minacce: tre Generali dell’Oscuro Dio marciavano con armate non morte verso il cuore del mondo, aprendo portali demoniaci ad Hammerheim, Amon e Helcaraxe. Solo l’eroismo di pochi e l’intervento dell’Ordine dei Cavalieri dell’Alba impedì che l’oscurità trionfasse.
Il male però non si fermò. L’epidemia della Mano Nera colpì Ilkorin, portando pestilenza e morte. I demoni imperversarono nelle terre elfiche e tra Helcaraxe e Ondolinde scoppiò un altro conflitto: Uter il Rosso e Vàlaryn si fronteggiarono per il controllo di un’isola ghiacciata. Ma in mezzo a tanta oscurità vi fu anche amore: la regina Siriel sposò il senatore Hyywell, che divenne Haran di Rotiniel.
Nel frattempo, una nuova speranza si accese tra i maghi elfi. Naurbrannon, Zoltrix, Luxor e Mewan – detti “gli Adepti del Globo” – convocarono la prima assemblea per gettare le basi di un Ordine Magico Elfico. E mentre le forze del bene resistevano, i generali dell’Oscuro iniziarono a combattere tra loro. Il terribile Redual Asterot fu nominato Antipaladino delle Tenebre, ma i conflitti interni ne minarono il potere. Alcuni demoni furono distrutti, altri scomparvero. Si vocifera che Zyrel, l’ultimo, sia ancora vivo negli abissi.
In superficie, il mondo cambiava volto: dal sottosuolo emersero i Djaredin, antiche genti naniche, robuste e fiere, maestri costruttori e birrai d’eccezione. La loro comparsa fu accolta con sorpresa e rispetto. E proprio in quei giorni si spense Aral Caladan, Sommo Pontefice degli uomini. Il vecchio saggio, già indebolito nel corpo, pare abbia affrontato Redual in un ultimo, epico duello, lasciando un vuoto nella guida spirituale del continente umano.
L’Accademia delle Arti Arcane, nel frattempo, avviò profonde riforme: vennero nominati Ambasciatori accademici per ogni città, e insieme ad Helcaraxe si avviò la costruzione di un misterioso e potentissimo costrutto chiamato Juggernaut. I nordici iniziarono la raccolta delle immense risorse necessarie. Ma a fine anno, misteriosamente, il carico di materiali helcaraxiani conservato ad Hammerheim scomparve. Le accuse volarono: lo Jarl Claus Von Kessel puntò il dito contro l’Imperatore Grifis, che però si proclamò innocente. Le voci corsero: chi aveva orchestrato il furto? Spie, Lame Silenti, poteri oscuri?
Mentre le risposte si facevano attendere, le genti approfittarono della fragile pace. In tutto il continente si festeggiò, si giocarono tornei, si celebrò la quiete. Nuove diocesi vennero fondate: Kritos divenne Sommo Sacerdote di Hammerheim, Ankleg guidò i Templari d’Oriente ad Amon, Bartemius Stark a Helcaraxe. I Cavalieri dell’Alba trovarono casa nella Fortezza del Sacro Verbo. A Ceoris, nel Doriath, il mezz’elfo Araxan lanciò un ambizioso progetto: creare una comunità mezz’elfa. Gli elfi, sospettosi, osservarono in silenzio.
L’anno si chiuse con voci di guerra tra Amon e Hammerheim per presunti atti di brigantaggio. Nulla accadde, ma i cuori rimasero inquieti. L’aria era densa di tensione. Misteri non risolti, potenze nuove e antiche in movimento, e un mondo che pareva sull’orlo di un nuovo cambiamento.
Il 269 si profilava come un anno decisivo.