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Nel corso dell’anno, eventi epocali sconvolsero l’equilibrio di Ardania, spingendo i regni verso un nuovo assetto di potere e trasformando la vita di molte comunità. Tutto ebbe inizio a Rotiniel, dove una misteriosa malattia nota come Draconite si diffuse tra la popolazione elfica. I sintomi – artigli che spuntavano dalle mani e squame che ricoprivano il corpo – destarono orrore e paura. La comparsa nei dintorni della città di un possente Drago rosso sangue, intento ad attaccare uomini e animali per nutrire la propria prole, aggravò la situazione. Il Senatore Orcam e l’Ammiraglio Isilmathar, con il consenso dei Sovrani, isolarono la città e informarono i regni vicini, evitando così che il contagio si estendesse oltre mare.

Intanto, dall’altro lato del continente, Hammerheim veniva scossa da una rivoluzione. Il Comandante della Milizia Hangius e il Giudice Imperiale Charis, sostenuti da parte della popolazione e dai Corsari Scarlatti di Gibberish Driftwood, dichiararono decaduto il governo imperiale rappresentato dall’Ambasciatore Harlock Konradin in nome dell’Imperatore Grifis. I lealisti si riunirono al Palazzo Reale sotto la guida di Konradin, del Generale Fergus Rhaylith, dei Gendarmi e del Ministro Berlenzio Stormsailor. Si vociferava che navi provenienti dall’oltremare rifornissero le loro scorte.

Nel frattempo, ad Amon, il Console Andrew abdicava in favore di Fawen Bruzzanot, affiancando il Prefetto Brutus nel governo della città. Helcaraxe celebrava con entusiasmo lo Jol, la festa d’inverno, tra fiumi di birra gelata e zuppa di troll. A Ondolinde, l’arrivo del Morgat Torak Bergrand, primo Djaredin a mettere piede nella città, destava curiosità e attenzione, poiché sottoposto a “sorveglianza speciale” per questioni di interesse comune tra i popoli elfico e nanico. A Ceoris, un torneo offriva svago alla giovane comunità, distogliendo i pensieri dalle tensioni del mondo.

L’Imperatore Grifis, tornato a Hammerheim, tentò di reprimere la rivolta con la forza, ma venne arrestato e imprigionato nella torre dello Jarl Claus Von Kessel ad Helcaraxe con l’accusa di aver sottratto materiali all’Accademia delle Arti Arcane. Dopo un’iniziale vittoria, i lealisti subirono due sconfitte decisive. Grifis cadde in battaglia, segnando la fine del vecchio Impero. I superstiti fuggirono su due navi di fortuna. Il 15º giorno di Forense, Hangius divenne di fatto sovrano delle Westlands.

Nel frattempo, la Draconite aveva raggiunto Amon, colpito alcuni Djaredin e persino membri delle Lame Silenti e cultisti di Luugh. Una drow affermò di possedere la conoscenza per guarire i malati, chiedendo in cambio il sacrificio di donne al dio Luugh. Rotiniel rifiutò. Il morbo continuò a mietere vittime, finché fu infine scoperto che le acque intorno alla città erano state deliberatamente contaminate. La cura fu trovata e il morbo debellato.

In Macinale, la pace sembrava tornata in Ardania. A Ondolinde fu incoronato Haran Vanadis Leuconoe. Ad Hammerheim, Hangius divenne Imperatore e nominò i suoi ministri. Ceoris ufficializzò le sue cariche civili, mentre Rotiniel celebrava Merlot, artigiano illustre, con una statua presso la locanda “La Regina Ubriaca”. Amon onorò la dea Althea con canti e cerimonie religiose.

Durante Adulain, Charis, già compagna dell’Imperatore, salì al trono delle Westlands, divenendo Imperatrice dopo un periodo di purificazione richiesto dal Sacro Concilio. A Loknar si festeggiava la primavera in una cerimonia modesta ma significativa, alla quale partecipò anche il Gerofante Gilbert Mallorn. Ondolinde, su volontà dell’Haran, celebrò Beltaine con grandi riti, insieme ai cittadini di Tiond. Rotiniel, finalmente, poté dichiararsi libera dal morbo.

In Madrigale, Amon diede vita alla Grande Giostra in onore di Awen, con la benedizione del Gran Maestro Hickaru Phoenixflame. Per quattro giorni la città si animò con cerimonie religiose, tornei, gare poetiche e teatrali. Dall’Est giunsero però notizie inquietanti: il Regno degli Orchi si era riformato sotto un unico, potente re, il cui nome restava sconosciuto. Mentre la tensione cresceva, nella fortezza del Sacro Verbo, il rozzo paladino Magnus di Crom riportò in vita il Bianco Paladino Ulrich Farsyu. Il miracolo, le cui modalità restano avvolte nel mistero, fu celebrato con stupore e reverenza.

Nel mese di Granaio, Amon vide le dimissioni del Console Fawen. Brutus scelse come nuovo collega Khain Aurosum. Nel Doriath aumentavano le tensioni tra Ceoris e le città elfiche, con Rotiniel come unica eccezione in atteggiamento più aperto verso i mezz’elfi guidati da Araxan e Rhagnar Roach. Nelle Terre del Nord, un grave incidente diplomatico si consumò: il Barone Von Kessel dichiarò di essere stato insultato dagli Imperatori delle Westlands, un fatto che avrebbe avuto conseguenze. Intanto, voci della morte dell’Antipaladino Redual Asterot si facevano insistenti, anche se molti dubitavano. I cultisti della Torre Oscura sembravano tutt’altro che indeboliti: un gruppo di Cavalieri Neri cominciò a seminare terrore, colpendo più volte Amon, Hammerheim ed Helcaraxe, prima di scomparire nell’ombra.

Con l’arrivo di Lithe, la guerra si riaccese. Il Regno dei Ghiacci dichiarò guerra all’Impero delle Westlands, stanco della sua arroganza e desideroso di espandersi verso sud. Amon si schierò con Helcaraxe, rivendicando il possesso di Seliand. Gli scontri si concentrarono nei pressi del passo dell’Orus Maer. Dall’Ovest giungevano voci sulla possibile partecipazione di Ondolinde. Contemporaneamente, i cultisti di Luugh colpirono Ceoris, mentre i Cavalieri dell’Alba continuarono la ricerca delle Sacre Reliquie di Aral Caladan, molte delle quali furono recuperate, ma il quadro restava incompleto.

Durante Antedain, la guerra tra i regni umani continuò, alternando vittorie e sconfitte. La calura estiva rallentò le operazioni militari, favorendo la pianificazione. I Druidi colsero l’occasione per celebrare il solstizio d’estate con una grande cerimonia aperta a tutti i popoli.

Il mese di Solfeggiante porta un clima più fresco, ideale per eventi mondani di ogni sorta, ma l’aria rimane pesante per via della guerra che infuria tra l’Impero delle Westlands, affiancato dagli Ondolindenori guidati da Vanadis, e l’alleanza Amoniano-Helcaraxiana. Mentre i regni si affrontano, i Cavalieri dell’Alba tengono saldi i confini della fede nei territori sconsacrati di Deanad, respingendo un’armata di non morti che tenta di approfittare della confusione. L’Ordine druidico celebra l’equinozio, ma si impegna anche in una pericolosa missione che li conduce al ritrovamento di un misterioso tomo antico, di cui si vocifera l’origine primordiale.

A Rotiniel, le acque si muovono anche in politica: il reggente Drakko Bremen, minato da una malattia ignota ma non fatale, abdica in favore dell’Ammiraglio Isilmathar. Lindel assume il titolo di Gran Maestro del Tempio, mentre Adharan Herones viene nominato nuovo Ammiraglio della Flotta. Alla cerimonia prendono parte delegazioni Djaredin, Cavalieri dell’Alba, Loknariani e altre figure non meglio identificate. Anche alcuni Goblin tentano un’incursione durante i festeggiamenti, ma vengono respinti con prontezza. Intanto, a Loknar iniziano ad apparire strani pellegrini, figure oscure e silenziose che alimentano i sospetti della cittadinanza.

La guerra giunge infine al termine. L’Impero delle Westlands subisce due sconfitte decisive, una su terra e una per mare: è la prima volta che i regni umani si scontrano nelle acque. La disfatta porta ad amare conseguenze: Hammerheim perde Seliand, che passa sotto il controllo di Amon, e la foresta a nord del Trivio, che entra a far parte del Regno dei Ghiacci. Entrambe le parti rimuovono i bandi di guerra, ma la tensione resta alta, specialmente ad Hammerheim, dove si rincorrono voci di un tentato colpo di stato. Alcuni individui vengono rapidamente esiliati dagli Imperatori.

Nel frattempo, a Loknar, il Maestro d’Armi Fergus Rhaylith si propone come guida alternativa al governo imperiale di Hangius. I Lealisti si raccolgono attorno alla sua figura con l’intento di riconquistare ciò che è stato perduto. Amon e Helcaraxe celebrano la vittoria con cerimonie solenni, mentre a Tremec il Sultano Rasheed Udeen indice un grande torneo in onore della pace ritrovata.

Ad Ondolinde, anch’essa sconfitta nel conflitto, torna in scena una figura leggendaria: Logain el’Elibrath. A Kard Dorgast, la proclamazione del nuovo sovrano Bogardan segna una nuova era per il Regno, mentre ad Hammerheim il ruolo di guida della Diocesi passa nelle mani di Amonosis, che succede al vecchio Kritos Silis. I Cavalieri dell’Alba, infine, annunciano il compimento della loro lunga ricerca: tutte le Reliquie del Sommo Aral Caladan sono state raccolte.

La quiete si rivela effimera. In Nembonume, le ostilità riprendono con rinnovata intensità. Hammerheim è minacciata dall’Armata Lealista, cui viene impedito l’accesso a ogni territorio imperiale. Il Generale Fergus Rhaylith rompe gli indugi: sotto l’ospitalità del mago Yuhuang, presso Forte Fenice, le forze Lealiste si posizionano inizialmente in difesa. A metà mese, le armate imperiali lanciano un attacco su vasta scala, ma vengono ricacciate oltre il ponte in direzione di Nosper. L’esercito imperiale, ormai allo sbando, si ritira ad Hammerheim, lasciando campo libero ai ribelli.

Anche nel Doriath il conflitto si accende. Le tre città elfiche, stanche di un governo ritenuto ostile, impongono alla comunità di Ceoris una serie di clausole, tra cui l’abdicazione di Vir Araxan e Raghnar Roach. Le richieste vengono rifiutate, e le armate elfiche congiunte assediano la città. La Guerra dei Tre Haran si conclude con la disfatta dei ceoriti, che appiccano il fuoco alla loro stessa cittadina prima di fuggire. L’intervento tempestivo delle genti di Rotiniel riesce tuttavia a salvare Ceoris dalla distruzione completa.

Dodecabrullo segna la nascita di un nuovo ordine in Ardania. Le tre città elfiche si accordano per istituire un nuovo governo a Ceoris; sebbene le trattative siano ancora in corso, vi è speranza di stabilità. Sul continente umano, invece, l’armata lealista proclama la fondazione del Regno delle NorthWestlands, insediandosi nei territori conquistati dopo la battaglia del Trivio. Tornei, celebrazioni e proclami segnano le giornate del neonato regno, mentre Hammerheim tenta senza successo di riconquistare i territori perduti con sortite isolate.

Ad Amon si organizzano rappresentazioni teatrali per risollevare lo spirito del popolo, mentre ad Helcaraxe il solstizio d’inverno viene celebrato con una grande gara di cucina. I druidi, dal canto loro, celebrano la stagione con una solenne cerimonia nelle foreste del Doriath. Ma le minacce non sono finite: Rotiniel viene colpita da un morbo sconosciuto che contamina le acque e agita i ratti nelle strade, generando un clima di inquietudine. La causa dell’epidemia resta avvolta nel mistero.

Nel frattempo, nel cuore del continente umano, una congrega di antiche streghe riemerge dall’oblio, gettando nel panico le popolazioni locali. Gli eserciti di Amon e Hammerheim si uniscono temporaneamente per affrontare questa nuova minaccia, assaltando l’antica cattedrale che sorge nel mezzo del lago centrale, dove si sospetta si annidi il cuore oscuro del potere stregonesco. Così si chiude l’anno 269, con il sangue ancora caldo sulla terra e nuove ombre pronte a sorgere all’orizzonte.