L’anno 270 si aprì con un sospiro di sollievo: dopo quasi tre mesi di guerra, ad Hammerheim venne finalmente sancita la pace. Un patto bilaterale pose fine alle ostilità tra il Regno delle Northwestland e l’Impero Hammin. Il trattato fu firmato dai Lord Fergus Rhaylith, Aldaran Lannister, Hangius e da Lady Charis, che assunsero il titolo di Consiglieri del nuovo governo cittadino.
Intanto, smottamenti geologici causarono il totale crollo dell’antico ingresso della Valle Celata, isolando gli abitanti di Ondolinde. Grazie all’opera instancabile dei mastri carpentieri della Splendente, un nuovo accesso fu scavato nella roccia, restituendo ai cittadini un passaggio verso il mondo esterno. In questo clima di rinnovata speranza si celebrò la Festa dell’Armonia, radunando popoli di ogni parte di Ardania sotto il segno della Grande Madre. A Kard Dorgast, lo Djare Bogardan abdica in favore di Alrik Ranulfson, detto “Il Magnifico”, fabbro esperto e guerriero indomito.
Ma non ovunque regnava la pace. Niflhel fece la sua apparizione, profetizzando un’invasione da parte degli elfi di Ondolinde nel Nord, avvertendo che solo l’unione delle reggenze umane, guidate dal Nord, avrebbe potuto scongiurare il presagio. Solo più tardi si scoprì che si trattava di un inganno ordito da Shamusiel, il demone delle menzogne.
Nel frattempo, a Tremec, il sultano Medivh il Fiero venne deposto per volere divino a causa delle sue mancanze. L’Ezzedin Ramal Udeen indicò come suo successore Iaga l’Illuminato. Il nuovo Sultano regnò brevemente, e il suo nome fu legato più a oscuri presagi e strani malefizi che a reali conquiste. Altrove, i Rotinrim riscoprirono le vestigia di Ersyh, secondo Re della Perla e diretto discendente di Marip’in, caduto in un’imboscata drow. Le sue spoglie furono ritrovate nelle caverne a ovest di Ilkorin da una spedizione guidata dall’Aran Isilmahtar.
Ma il Doriath Inferiore non trovò pace. Il temuto Clan del Tasso fece ritorno, stabilendosi nei boschi intorno a Rotiniel e seminando trappole e imboscate. I mezz’elfi, nel frattempo, sottrassero ai clan orcheschi una grotta nelle Terre Selvagge, trasformandola nella propria nuova dimora.
Il caos montò infine l’otto di Macinale, quando Elgh’and, un potente Signore dei Demoni, si abbatté su Ondolinde alla ricerca di una piuma maledetta donata anni prima a Lord Orcam de Leon da un misterioso emissario del cosiddetto “Signore dei Sogni”. A Ceoris, il 15 dello stesso mese, si tenne un concilio tra rappresentanti dei regni, dei druidi e dell’Accademia Elfica: la piuma fu affidata al Gerofante, che giurò di custodirla a Paranor. L’orrore si estese e Amon, rompendo l’isolamento, varcò i cancelli della Splendente per combattere al fianco degli altri regni.
A Tiond, invece, l’Elfa Kiya Galanceleb, vittima di inganni e torture da parte dei seguaci di Luugh, cedette – sotto manipolazione mentale – il Drago Smeraldo al culto del dio ermafrodita, evento che avrebbe segnato pesanti tensioni fra i popoli Eldar.
Lo Djare Alrik Ranulfson muore in battaglia contro un possente Drago Nero: al suo posto viene Gotrek Ereink..
Nei boschi selvaggi, la comunità dei mezz’elfi assistette alla cacciata di Araxan e alla nascita di un nuovo governo a tre: il Concilio dei Midian. Sul mare, infine, l’uccisione di due ufficiali corsari al porto di Rotiniel scatenò la guerra tra Tortuga e la città elfica. I Tortughesi approdarono lungo le coste ceorite, ma vennero respinti da uno sbarramento difensivo.
L’avanzata del caos non si fermò. Nella prima decade di Adulain fece la sua apparizione Armisael, Signore della Pestilenza. Il Trivio cadde sotto l’assalto delle sue legioni demoniache, ed una pestilenza si diffuse ad Hammerheim, falcidiando la popolazione. Nessuna cura sembrava efficace. I demoni si arroccarono a Vecchia Edorel, facendone il loro baluardo.
A complicare la situazione giunsero i Drow, che sfruttarono un diversivo dell’Ordine delle Ombre per penetrare nella Splendente. Con un’impenetrabile barriera magica a proteggerli, presero possesso del palazzo che custodiva il Tulip, ma furono infine respinti da una coalizione di forze di Ondolinde, Rotiniel e della Verde. I Drow riuscirono tuttavia a trafugare alcune gemme del sacro albero. Al termine dello scontro, fu ritrovato il corpo dell’Aran Logain El’Elibrath, caduto in battaglia. Gli successe Jhosef Veladron.
Nel gelo del Nord, le acque di Helcaraxe furono avvelenate: alcuni elfi furono ritenuti responsabili, aggravando le tensioni tra Eldar e Nordici. Poco dopo, Aemish fu incoronato Jarl, succedendo al casato Kessel e a Xabaras Valdarsen. Ad Amon, il Console Khain Aurosun abdicò, lasciando il posto a Raimond Lamber, eletto accanto ad Ankleg.
Con la pestilenza che devastava Hammerheim, la Torre Nera offrì una cura in cambio del riconoscimento dell’inviolabilità di Edorel, ma la proposta fu rifiutata. Il 20 Madrigale, tuttavia, la città fu liberata grazie a un rito religioso guidato da Padre Mizard Lightbringer, assistito da un messo di Crom. Pochi giorni dopo, gli eserciti congiunti di Hammerheim, Amon, Helcaraxe, Kard Dorgast e i Cavalieri dell’Alba sconfissero Armisael e dispersero le sue truppe.
La fragile pace si infranse infine il 26 Granaio, quando gli inganni di Shamusiel raggiunsero il culmine. Le armate di Amon, Helcaraxe e Djaredin marciarono su Ondolinde e si scontrarono con le forze elfiche nella battaglia che verrà ricordata come la Guerra delle Razze. Dopo lunghe ore di combattimento, gli Elfi respinsero gli invasori, ma il sangue versato risvegliò Zeliel, la Bestia, un antico demone. La sua furia si abbatté su Amon, lasciando dietro di sé un eccidio di proporzioni immani.
Nel frattempo, i Demoni invasero Paranor, dove era custodita la piuma maledetta. Durante un’ulteriore incursione di non morti, Harlock Konradin, già reggente di Hammerheim, cadde eroicamente: i suoi funerali si tennero il 29 Granaio presso il Monastero.
Nel cuore dell’anno 270 le Terre Selvagge furono scosse da una nuova minaccia: creature rettiliformi, provenienti dalla giungla del profondo sud, attaccarono con violenza crescente. In risposta, una spedizione congiunta di Loknariani, Qwaylar e Djaredin si addentrò nella fitta vegetazione del sud, scoprendo che l’Imperatore-Dio Saurita stava radunando un vasto esercito tra le fronde. Nonostante l’inferiorità numerica, le forze alleate riuscirono a prevalere in un’aspra battaglia, abbattendo il potente nemico. Ma la vittoria rivelò un’atroce verità: al momento della sua morte, l’Imperatore-Dio perse il controllo delle sue illusioni, mostrando il proprio vero volto. Era Shamusiel, Signore delle Menzogne e dell’Inganno, uno dei Sette Spiriti dell’Oscuro.
Quasi in risposta a questa rivelazione, un altro dei Sette, Armisael, trovò infine la propria fine nei pressi della Vecchia Edorel, abbattuto da Zeliel, la Bestia. E proprio la Bestia, in seguito, si rese protagonista di un crimine atroce: nel tardo Solfeggiante, si abbatté sul villaggio di Seliand, radendolo al suolo e massacrando la popolazione. Questo evento sconvolse il continente e segnò una ferita profonda nella memoria collettiva.
Nel sud, il Sultano dell’Oasi, Iaga Ibn Shadi, scomparve misteriosamente tra le sabbie del deserto, portando con sé Vento del Deserto, l’antica scimitarra sultanale. La sua scomparsa lasciò un vuoto di potere difficile da colmare.
Nel sottosuolo, i Drow del Doriath completarono la costruzione della loro città nascosta, rinsaldando l’alleanza con l’Ordine delle Ombre. Intanto, a Loknar proseguiva la colonizzazione della Sorella di Derit: sull’isola vennero eretti numerosi edifici in legno per ospitare la crescente comunità. Nelle profondità delle caverne di Kard Dorgast, Dakkar Felekdum fu eletto nuovo Djare, dando poi vita all’Accademia dei Segreti e delle Invenzioni.
Hammerheim visse un momento di grande tensione politica: un complotto volto a deporre il reggente Sephyol Alekis venne sventato dallo stesso Alekis, che sciolse il Consiglio coinvolto nella cospirazione e si proclamò Re del neonato Regno delle Westlands. Nonostante l’amnistia concessa a molti dei congiurati, parecchi di loro scelsero l’esilio volontario nelle Terre Selvagge. Anche Amon fu colpita da una frattura interna: a seguito del bando definitivo per Khain Aurosun, accusato di tentato colpo di stato, alcuni militari scelsero di seguirlo nella sua ribellione, abbandonando le insegne imperiali.
Mentre a Seliand si lavorava con dedizione alla ricostruzione, nel Doriath scoppiava una crisi tra le città elfiche. L’Aran di Rotiniel, Isilmahtar, rivelò di essere in possesso del Drago Smeraldo, antica reliquia sottratta a Tiond, e dichiarò la propria intenzione di non restituirlo. La frattura tra i popoli Eldar si fece insanabile: il primo giorno di Nembonume, l’esercito di Rotiniel occupò Ceoris, villaggio neutrale. In risposta, Ondolinde e Tiond si unirono sotto l’Alleanza Elfica, marciarono sul Tempio di Earlann e lo posero sotto la loro protezione. Lo scontro sembrava ormai inevitabile.
A Loknar, nel frattempo, si scoprì che alcuni rami del sacro Tulip, trafugati durante il sacco di Ondolinde, erano stati piantati sull’isola dei Drow. Approfittando della tensione crescente, il Consiglio di Loknar contattò le tre città elfiche per un’azione congiunta di recupero. Solo Rotiniel rispose in tempo. Una sera, mentre un diversivo attaccava la Valle Terathan, un contingente principale sbarcava sull’isola. Nonostante le perdite subite a causa dei pirati assoldati dai luughiti e della tenace difesa dei Drow, l’operazione riuscì. Ma al loro ritorno, i Loknariani trovarono la locanda del villaggio distrutta dalle Lame Silenti, complici dei seguaci di Luugh.
A nord, l’antico equilibrio venne infranto quando i draghi, esasperati dalle continue incursioni dei nordici, invasero Helcaraxe. Lo Jarl Aemish aveva tentato una mediazione, ma la trattativa fallì tragicamente, e i draghi massacrarono la sua spedizione. Nella controffensiva, l’aiuto degli Amoniani e di altri alleati si rivelò insufficiente contro la furia ancestrale dei draghi. Fu solo grazie all’intervento della Signora Niflhel che gli invasori furono infine ricondotti alla propria isola. La città, tuttavia, era devastata, e il lutto colpì ogni famiglia. Lo Jarl, trasformato interiormente, abbandonò le armi mortali e giurò di combattere d’ora in avanti solo con la forza della natura, avendo compreso il linguaggio degli animali, che interpretò come spiriti di guerrieri tornati per volere di Aengus.
Infine, la guerra elfica esplose in tutta la sua ferocia. L’Alleanza Elfica pose assedio a Ceoris, ora in mano a Rotiniel. Il combattimento fu cruento e fratricida, ma le truppe della Perla, sostenute dagli alleati hammin, riuscirono a respingere l’assalto. Rinfrancati dalla vittoria, Rotiniel e Hammerheim lanciarono un attacco contro Ilkorin, il villaggio del Doriath Superiore. Stavolta fu l’Alleanza a prevalere, costringendo gli assalitori alla ritirata.
Così si chiuse l’anno 270: con il sangue degli elfi versato da mani elfiche, i territori del nord devastati dalla furia dei draghi, e le ombre dei Demoni che, una dopo l’altra, venivano abbattute. Ma la pace era ancora lontana, e tutti attendevano lo scontro che avrebbe potuto decidere le sorti di un’epoca.