Dai più comuni lupi a creature di fuoco e ghiaccio.
Aspetto fisico
Così come per gli orsi, non v’è bisogno in questa opera di descrivere alcuni di questi esseri che abitualmente abitano boschi comuni, e che facilmente possono essere studiati e osservati. Quindi non parleremo dei comuni lupi dei boschi, grigi, bianchi o neri, sebbene molte delle loro caratteristiche fisiche e comportamentali sono del tutto simili a quelle delle creature più rare, come i Segugi Infernali, o i Lupi dei Ghiacci.
I primi sono più grandi dei normali lupi e canidi, più robusti e muscolosi, con una schiena leggermente più arcuata; hanno denti affilati, occhi saettanti e nerissimi, e corto pelo ispido e rosso, più lungo lungo il dorso ma sempre dritto e sollevato. Di tanto in tanto dalle loro fauci, quando respirano con affanno o agitazione, si solleva del fumo grigiastro.
I Lupi dei Ghiacci invece hanno tratti più “delicati”: la pelliccia è lunga e morbida, azzurra, e gli occhi sono anch’essi azzurri; la corporatura è ugualmente massiccia ma più aggraziata, e le zampe sembrano leggermente più lunghe, probabilmente per camminare agevolmente nella neve.
Abitudini e tratti particolari
Tutti i lupi o canidi, e quindi anche i due tipi più particolari, allo stato brado sono predatori che agiscono in branco: si muovono nei loro ambienti con grazia e coordinazione, isolando la preda e accerchiandola; lasciano al branco anche altre funzioni, come la difesa e il controllo, e la crescita dei cuccioli. Ci sono a volte eccezioni, soprattutto nei lupi più “particolari”: capita che riescano ad isolarsi e a vivere anche per anni in maniera indipendente dal nucleo originario, accompagnando magari altre creature che abitano i loro ambienti, e collaborandovi tacitamente.
Sia il Segugio che il Lupo dei Ghiacci in cattività riescono a vivere in ambienti più freddi o più caldi dei propri, senza però differenze eccessive, e generalmente sono quieti e ubbidienti; l’addestramento poi è facilitato dalla somiglianza anche comportamentali con i comuni canidi, che permette di usare tecniche di addestramento e comandi ormai consolidati nelle diverse culture.
Inoltre queste due creature hanno in comune la capacità di emettere dalle fauci particolari liquidi: la versione “infernale” ha la proprietà di infiammarsi a contatto con aria, diventando a tutti gli effetti un getto incendiario che inoltre si diffonde sul bersaglio colpito, bruciandolo per lunghi istanti; la tipologia “dei ghiacci”, invece, è una sostanza viscosa che al momento dell’impatto si diffonde in schizzi molto ampi, letteralmente congelando con la sua bassissima temperatura tutto quello che tocca. Tale liquido è simile, anche negli effetti, a quello secreto dal serpente artico gigante e dall’omologo vulcanico.
Habitat e Natura
Anche qui non v’è molto da dire. I canidi più comuni sono largamente diffusi in svariati ambienti, e facilmente osservabili: chi in foreste temperate, alcuni in boschi innevati, taluni anche in zone desertiche, come gli sciacalli. Per quanto riguarda le due razze particolari, si trovano ovviamente in luoghi totalmente opposti: gli uni in luoghi molto freddi e incontaminati, come ad esempio isole e terre molto a Nord, gli altri in isole di natura vulcanica, caverne e luoghi con fonti di calore naturali molto forti. La buona integrazione con gli ambienti e le razze circostanti, nonché la discreta diffusione, mi fanno pensare che le origini di queste bestie siano naturali.
*Nelle pagine finali si trovano schizzi e disegni delle creature in precedenza descritte*
L’opera si conclude qui, ma probabilmente verrà aggiornata col tempo. La lascio come dono alla mia città, consapevole di farla diventare così umile servigio ad Ardania tutta, e prego che possa divenire allo stesso modo gradito dono agli occhi dei Valar.