Chimera


Maestosa e possente creatura alata, le cui origini si perdono nel mito.

Aspetto fisico

La creatura ha le dimensioni del corpo leggermente superiori a quelle di un grosso orso, con la differenza però di avere una postura più slanciata, fiera e “larga”, con una muscolatura molto sviluppata di zampe, quasi “tozze”, e soprattutto di petto e schiena; queste bestie infatti sono dotate di vaste ali, grandi almeno due volte la loro stazza, formate da una impenetrabile membrana scura simile a quella di alcuni esemplari di drago.
Il corpo è quasi interamente ricoperto di scaglie grigio-brune, molto fitte, che rendono la pelle dell’animale molto resistente; in alcune zone è presente una folta pelliccia tra il bruno e il dorato, come lungo tutto il ventre, nella parte alta della schiena, e lungo la coda, e in alcuni esemplari lungo il collo. La testa, caratterizzata da tratti rettiloidi, ha alcuni segni particolari, come due corte e tozze corna, e una notevole dentatura disposta su più file che si estende lungo tutto la vasta arcata; il collo è leggermente lungo, e si dipana dalle robuste spalle.
Infine, degna di nota è la costituzione di tali esseri: sembra infatti che siano molto resistenti a malattie, veleni, e che possano subire molto ferite, anche gravi, prima di iniziare ad accusarne gli effetti; questo dipende probabilmente da una combinazione di fattori, la durezza della pelle da un lato, e lo spessore notevole dalle fasce muscolari dall’altro, senza escludere però la loro spiccata resistenza e il loro spirito di sopravvivenza.

Abitudini e tratti particolari

Da quello che ho potuto osservare, gli esemplari che si riescono a domare sembrano essere giovani prossimi alla conclusione della fase di crescita: non variano molto come dimensioni rispetto agli esemplari anziani, e non denotano differenze sostanziali; probabilmente quello che li rende più inclini (anche se è tutt’altro che facile, occorre molta durezza e polso) ad accettare l’autorità del padrone è il fatto che tali creature non hanno ancora sviluppato la maturità necessaria per essere considerate “adulte”. E’ mia convinzione che le giovanissime chimere, appena autosufficienti, lascino il nido per terminare la propria crescita altrove per poi tornare al nucleo originale unendosi ad esso, o scegliendo un compagno per fondare altrove un nuovo nucleo; una volta tornati, o comunque instauratesi in un nuovo luogo, sembra che nulla possa smuoverli dal loro “territorio”, che difendono con estrema ferocia. La chimera è “affettuosa” o comunque legata al proprio padrone, sebbene a volte risulti infastidita dalla confusione dei grandi centri urbani; spesso non perde l’attitudine territoriale, che sia verso un luogo legato alla sua attuale vita, o verso il padrone stesso, che tende ad identificare col suo nido.
L’animale si nutre di carne di ogni genere, in grosse quantità, spesso direttamente dalle carcasse di creature morte, “ripulendo” così gli ambienti in cui vive; sembra infatti che la caccia non sia l’attività principale di tali creature, e che se possono conservare le energie non disdegnano prede già uccise, magari conquistate scacciando il legittimo proprietario, o anche abbandonate.
Una delle spiccate caratteristiche della creatura è il suo peculiare soffio: come anche alcuni draghi, sebbene in maniera molto più ridotta e incontrollata, e talvolta “goffa”, la creatura è capace di emettere col suo fiato un soffio che può causare molteplici e diversi effetti; è molto probabile che ciò sia frutto di una capacità magica innata della creatura.
Altra peculiarità dell’animale sono le grandi ali, che l’animale usa per volare per alcuni brevi tratti e a bassa quota, aiutandosi a sollevarsi da terra con la spinta delle potenti zampe. Risulta difficile da cavalcare per la particolare posizione che bisogna assumere per riuscire a sistemarsi tra il collo e l’attaccatura delle ali, e per i movimenti bruschi e potenti che compie; infatti anche quando porta un cavaliere non rinuncia all’abitudine di compiere occasionalmente i suoi balzi, planando leggermente per un metro o due (con il peso che deve portare non riesce a fare di più).

Habitat e Natura

E’ un animale incredibilmente raro, e i pochi esemplari osservati si trovavano in zone che per conformazione del territorio, o per altri motivi, si sono mantenuti isolati dal resto di Ardania; presumibilmente predilige zone ricche di fauna, ricche di “prede” facili, e che danno la possibilità di avere un riparo sicuro. I giovani esemplari, invece, si trovano sempre isolati in zone a volte anche inspiegabili, mentre nei gruppi o nei “nidi” originali spesso non v’è traccia di loro; ciò sarebbe spiegato da quanto asserito riguardo il loro comportamento sociale.
Riguardo la sua origine, esistono tuttora molte ipotesi: qualcuno sostiene che discenda da stirpe draconica, altri sostengono che sia una bestia magica sempre esistita e mantenutasi col tempo sfuggevole agli occhi di chi calpestava Ardania, mentre vi sono anche dicerie che dicono che tale creatura sia nata da procedimenti magici, magari ai tempi in cui gli Yu plasmavano ancora i mondi; non è nemmeno da escludersi che la verità sia nel mezzo.
Da segnalare però è la storia del suo nome: pare infatti che i primi esploratori che scorsero tale creatura, e poterono osservare le sue proprietà, le diedero tale nome per la sua somiglianza, almeno per gli effetti delle sue caratteristiche, con una bestia mitologica conosciuta con diversi nomi, tra cui appunto quello di Chimera. Secondo i miti di alcune culture tale creatura alata (un drago per alcuni, una lucertola per altri), era in grado di dominare e imbrigliare gli elementi, come ghiaccio, fuoco e anche il veleno e asservirli al suo già notevole potere. Sarebbe curioso scoprire che tale mito sia nato proprio dalla nostra Chimera, anche se non vi sarà probabilmente mai riprova di ciò.