Serpenti giganti


Enormi creature striscianti e silenziose.

Aspetto fisico

In tutte le sue “varianti”, questo tipo di creatura presenta sempre delle caratteristiche comuni: una lunghezza compresa tra i due e i tre metri, un larghezza del tronco che può raggiungere il terzo di metro, grosse fauci con denti acuminati e più o meno sporgenti, un manto di scaglie quasi sempre maculato, di tonalità che dipendono dalla razza e dall’ambiente cui vive. Si tratta in tutti i casi di rettili che depongono uova.
Il tipo più comune e diffuso presenta tonalità che variano tra il verde, il giallo, e il rosso chiaro, che variano con l’ambiente che abita; la variante artica invece ha un manto molto chiaro, un bianco quasi splendente, con leggere chiazze grigie, che gli permettono di mimetizzarsi nella neve, mentre il serpente gigante vulcanico ha una pelle rossa scura, con piccole variazioni e chiazze più accese o più scure.
I tre tipi di creature presentano altre piccole differenze che dipendono probabilmente dall’adattamento ai vari ambienti, come piccole variazioni di dimensioni, leggere differenze di dentatura e di conformazione della testa, ma si tratta di dettagli a mio avviso marginali.

Abitudini e tratti particolari

Sono predatori carnivori, e allo stato brado sono si nutrono di prede ancora vive o da poco morte, inghiottendole di solito interamente, grazie alla mandibola sganciabile e alla notevole elasticità di pelle e fasce muscolari; dopo i pasti trascorrono immobili molto tempo, nascosti nei loro ripari, prendendo il tempo necessario per la digestione. In cattività si accontentano anche di carne in pezzi data con maggior frequenza, anche se di tanto in tanto ritengo sia indicato permettergli di cacciare il proprio pasto e di nutrirsi alla loro maniera.
Queste creature possono sembrare indolenti e pigri ad un’analisi esterna: difatti trascorrono la maggior parte del tempo o nascosti (tra la neve, la sabbia, le rocce, o il sottobosco) in attesa di una preda che passi dalle loro parti, o riparandosi per digerire un pasto, o semplicemente crogiolandosi al sole, probabilmente per mantenere costante la temperatura del corpo (il serpente vulcanico invece è solito accamparsi vicino a fonti di calore naturale, vivendo spesso nel sottosuolo); sotto tale staticità però nascondono un’agilità, dei riflessi, e se vogliono, anche una velocità davvero eccezionali. Inoltre sembrano avere anche un olfatto molto sviluppato, che usano sia per avvertire i pericoli che per individuare potenziali bersagli; con un buon addestramento tali creature possono essere impiegate anche come segugi.
La strategia di combattimento e di caccia è analoga a quella dei comuni serpenti predatori: con grande reattività saettano verso la vittima, spesso senza farsi scorgere, colpendola ripetutamente col proprio morso, e una volta indebolita con l’effetto di tale attacco, che sia avvelenamento, ustione o congelamento, la stritolano avvolgendola tra le loro spire.
Si mostrano tranquilli e docili in cattività, forse anche per la loro natura placida e “pigra”; sembrano mostrare un minimo attaccamento al padrone, e sono soliti arrotolarsi attorno a lui avvolgendolo senza ferirlo, magari attorno ad una gamba o risalendogli sulle spalle.

Habitat e Natura

I serpenti giganti più comuni sono presenti in grosso numero, seppur con lievi differenze comportamentali e di aspetto, nei deserti e nelle giungle e foreste più incontaminate; sono presenti anche nei boschi dei due continenti, ma questi pochi esemplari che tendono a nascondersi nelle zone più fitte senza mostrarsi.
Il serpente artico gigante abita le pianure e i boschi delle terre del nord, e delle alte catene montuose dove il clima è estremamente rigido; l’omologo del fuoco invece si trova nelle zone molto calde di Ardania, come caverne sotterranee molto profonde, o isole brulle e rocciose, in vicinanza magari di vulcani e fiumi scoperti di lava.
Vi sono storie che narrano di altri tipi di serpenti, dalle scaglie totalmente argentate, o dorate, e da strane caratteristiche; magari nel cuore di qualche giungla o nel profondo di qualche isola inesplorata ne esiste traccia, ma per ora non ne ho potuto avere riprova.