Viverna


Il flagello dei deserti.

Aspetto fisico

Questa creatura è un rettile dalle grandi dimensioni, e dalle spiccate peculiarità che possono risultare però letali. La sua lunghezza, coda inclusa, si attesta intorno ai 4-5 metri; invece la sua altezza, quando si solleva sulle zampe posteriori, raggiunge anche i 3 metri. C’è da dire che tali dimensioni possono variare da animale ad animale, e da maschio a femmina. Al termine della lunga coda è presente uno spesso aculeo lungo un paio di spanne circa, contenente un veleno molto potente, capace di uccidere in pochi minuti anche grandi creature.
Il muso è appuntito e lungo, somigliante ad un becco, e sulla sua punta sono presenti uno o due corni; la dentatura seppur non eccezionale presenta però una disposizione su più file. Ha delle lunghe e sottili zampe anteriori, che terminano in robusti artigli, e da cui si stendono ampie ali membranose che si riallacciano all’altezza del bacino. Ha una specie di pinna dorsale robusta, più vistosa nei maschi che nelle femmine. Le zampe posteriori sono leggermente più corte e robuste.
Quasi tutto il corpo, tranne il ventre, è ricoperto di scaglie gialle con sfumature giallo-verde, che permettono il mimetismo con il deserto in cui l’animale vive.

Abitudini e tratti particolari

Questi animali sono generalmente solitari, tranne il caso in cui abbiano formato una coppia e instaurato un nido, di solito in zone rocciose sopraelevate, al margine o in mezzo a vaste zone desertiche. Cacciano battendo in volo il deserto, predando presumibilmente piccole creature come linci, uccelli e piccoli erbivori, senza disdegnare qualche carcassa (il deserto non è ambiente in cui ci possa permettere di scegliere dopotutto). La loro conformazione fisica gli permette di volare per piccoli tratti, prevalentemente a media quota sfruttando i venti, prediligendo il volo planare. Una volta a terra, si muovono spesso a quattro zampe, in maniera un po’ goffa ma sufficientemente agile per i loro scopi; spettacolo degno di nota è la carica o l’atterraggio di uno di questi animali, che si fa annunciare e seguire da violenti turbinii di sabbia e folate di vento.
Quando si trovano a dover combattere invece, solitamente lo fanno in piedi sulle zampe posteriori, alternando artigliate dalle zampe anteriori, a colpi di coda (sia lateralmente che in profondità), per tentare di avvelenare la vittima; spesso tentano di mordere, spingendosi in avanti e tornando sulle quattro zampe.
Non ho ancora osservato bene queste creature in cattività, poiché a quanto ho avuto modo di provare gli unici in grado di imporsi e addomesticare una di queste creature sono coloro che vengono conosciuti tra gli elfi come seguaci del Tulip, grazie alle loro antiche conoscenze e poteri; comunque fino ad oggi dai pochi esemplari addomesticati di cui ho notizia non ho avuto segnalazioni di alcun episodio negativo.

Habitat e Natura

Inutile rimarcare che abita nelle zone desertiche dei due continenti. E’ solita tenere come punto di riferimento un punto sopraelevato della zona abitata, sia come nido che come rifugio.
Considerata per molto tempo come un drago minore, la sua intelligenza di tipo istintivo però ha messo in dubbio tale ipotesi. A detta di molti è una delle principali avversità per le carovane che attraversano i deserti: spesso, soprattutto se affamata, si spinge ad attaccare animali e carovanieri possibilmente isolati dal resto del gruppo.