Gli orchi, feroci e territoriali, hanno un’organizzazione sociale che si estende su un territorio molto vasto nella zona ad est del continente umano. Il popolo è diviso in clan, guidati da un capo e stanziati in fortini o accampamenti disseminati per l’intero territorio. Capitale è la fortezza di Dunthragnir, sede anche del Sovrano indiscusso al quale gli altri debbono obbedienza, attorniato dalle divisioni militari più feroci e dagli sciamani custodi di reliquie e bottini di guerra.
Le faide tra clan e le lotte interne non mancano mai ma gli orchi sono uniti dal senso di appartenenza alla razza, nonché dall’odio comune per le altre razze. In special modo contro gli elfi per la storia passata, perché hanno scartato gli orchi come imperfetti e per le vicende che hanno riguardato Ghaunadaur; gli uomini sono odiati per tutto quello che ha rappresentato Amon; i nani perché sono in competizione per il controllo del mondo sotterraneo e per le risorse che questo può offrire.
Ma la guerra non è motivata solo dall’odio, la guerra è il legante che tiene insieme la società degli orchi e anche il sistema per selezionare i più forti, i capi che governano i clan e il Sovrano dell’intero regno. La guerra, intesa come strumento di conquista e di stabilità sociale, è l’anima del popolo orchesco.
I capiclan presiedono al Consiglio di Guerra permanente, strumento di controllo del Sovrano e fulcro del mantenimento del potere che dai superiori si riflette via via sulla scala gerarchica. Nel consiglio di guerra si stabiliscono gli approvvigionamenti delle risorse, gli addestramenti dei giovani o i rapporti tra clan. Le femmine rappresentano il gradino più basso, non hanno tendenzialmente ruoli di guida né militari ma vengono addestrate alla stregua dei maschi affinché siano esse stesse ad avviare alla guerra i cuccioli che mettono al mondo, fin da piccoli. Gli orchi non svolgono lavori di coltivazione né di allevamento poiché in netto contrasto con il loro modo di vivere fondato sullo sterminio e mai sulla continuità delle attività. Unica eccezione, nell’operatività orchesca, si nota nell’arte mineraria, sia d’estrazione che di forgiatura, che segue rituali, a volte animisti e religiosi, e viene praticata da orchi operai, per il lavoro in miniera, o da maestri della forgiatura per ciò che riguarda la creazione di armi rudimentali e protezioni. Particolarmente fiorente è l’art di costruire passaggi sotto le loro terre per l’estrazione.
Gli orchi sono poligami ed il numero delle femmine a disposizione di un orco maschio è direttamente proporzionale al valore in battaglia e quindi alla sua posizione militare nella scala gerarchica. Lo scopo di questo costume è sia rafforzare la struttura del clan mediante i legami di sangue dei più alti in grado, sia mettere al mondo il maggior numero di figli dei guerrieri più dotati.