Organizzazione di Dunthragnir
Per molto, moltissimo tempo gli orchi si dedicarono all’organizzazione della loro nuova dimora edificando e razziando le terre circostanti. Dunthragnir venne circondata da alte palizzate di legno, al suo interno pochi edifici fortificati con pietre custodivano reliquie per lo piú in forma di teste mozzate, ossa e corpi appesi al sole, trofei delle battaglie con bestie e creature trovate in quelle terre. Rimanevano costantemente alimentati gli alti falò dedicati allo Spirito del Fuoco. Prese piede anche la religione del dio Nadeesh (Signore degli Elementi), uno spirito che governava tutti gli elementi naturali coi quali gli orchi stessi erano in continua lotta. La legge del piú forte decretava di volta in volta il capo dell’Orda, senza che però mai nessuno spiccasse per doti organizzative o capacità di guida, né avesse lunga durata. Alcuni gruppi ben presto si staccarono, in cerca di minerali, nuove zone dove insediarsi o semplicemente per controllare quel vastissimo territorio che ora gli orchi si ritrovavano a dominare.
Furono edificati piccoli fortini che venivano affidati a dei clan con simboli e capi propri. Erano frequenti le lotte interne o tra clan, guerre che miravano ad uccidere, decimare, creare scompiglio. Tutto però ebbe fine quando tra gli orchi si fece strada Rozmund, un orco alto piú della media, in grado di brandire armi rudimentali pesantissime con una sola mano che, spietato e sanguinario, seppe imporsi come capo sconfiggendo tutti i suoi nemici e creandosi un nutrito gruppo di seguaci che con lui condividevano la follia della furia cieca.
Avvento di Rozmund
Quella che oramai appariva come la capitale del territorio orchesco, Dunthragnir, divenne il simbolo del potere di Rozmund, ampliata e resa impenetrabile. L’abilità della nuova guida fu quella di riuscire ad impiegare ogni orco valorizzandone le caratteristiche: gruppi di orchi piú piccoli, gli orchetti, furono inviati per nuove esplorazioni sui monti Orquirian, altri addestrati all’uso di armi veloci e letali, i pochi in grado di praticare arti magiche furono impiegati per la costruzione di artefatti rudimentali esplosivi e le femmine, fino ad ora relegate ai margini della società, addestrate all’uso delle armi e maestre dei piccoli orchi che nascevano dai disordinati accoppiamenti.
Rozmund diffuse anche il culto ed i sacrifici ad un’altra divinità, che andava ad affiancarsi a Ghaunadau: Azghork, il dio della Guerra.
Quando un gruppo di esploratori comunicò al Rozmund la possibilità di valicare gli Orquirian, egli diede un nuovo scopo all’intero gruppo orchesco: razziare le terre di quella nuova razza che avevano imparato a conoscere, gli umani.
Prima battaglia con gli umani
Rozmund uní tutti i clan sotto il proprio comando, copiosi gruppi di orchi marciarono al suono di corni da guerra oltre i monti, riversandosi nelle terre umane, fino al fiume Faver dove sorpresero l’esercito del Re hammin Zarquon e lo distrussero completamente. Per oltre due anni gli orchi saccheggiarono e depredarono quelle terre, fino alle porte della capitale umana Hammerheim, eliminando ogni villaggio, incendiando ogni insediamento. Era l’Anno Imperiale 104 e Rozmund da quel momento venne conosciuto come il Sanguinario.
Sconfitta di Rozmund
Con la morte del Re hammin e la battaglia che infuriava alle mura della Capitale, il regno umano era nel disordine e con un esercito quasi inesistente. Hammerheim stava per cadere sotto la furia dei clan di Rozmund quando i Primarchi della città di Edorel giunsero in soccorso e sgominarono il nemico con l’uso massiccio di magia, alla quale gli orchi erano impreparati e costringendoli, di fatto, a ritirarsi verso il fiume Faver. Ma la peggiore sconfitta avvenne per mano dei Cavalieri di Auron, un anziano e saggio Gerofante, a guida di combattenti preparati e letali che nel frattempo avevano riformato l’esercito hammin sotto la loro guida. La protezione della Vecchia Foresta, che rispondeva ai poteri naturali di Auron, portò un esercito di alberi semoventi e di cavalieri armati a riversarsi sugli orchi, fino alla morte di Rozmund sconfitto per mano del misterioso cavaliere Auron. Dopo quasi dieci anni gli orchi furono costretti a ritornare oltre i monti Orquinian, senza una guida, e a difesa di quei valichi montani gli umani edificarono strutture di rinforzo e di controllo. L’insediamento piú importante prese il nome di Amon, fortezza militare eretta attorno al valico piú ampio di collegamento tra le terre umane e le terre orchesche.
Avvento di Kattlekah ‘Zanna’ e del clan degli Ulah Kreen
Dopo la sconfitta nelle terre umane, per diverso tempo i clan orcheschi furono senza guida e in continue guerre caotiche tra loro, finché ancora una volta l’orda fece emergere un forte e terribile guerriero, Kattlekah, conosciuto dagli umani col nome di Zanna, il terrore con una zanna sola. Egli si impose come guida della capitale e posizionò i suoi piú fedeli seguaci a capo dei vari clan che si stavano riformando.
In quel medesimo periodo, intorno al 189, gli orchi divennero interesse di Surtur, il Re Nero primo sacerdote di Vashnaar, e furono raggiungi da cinque cavalieri oscuri, i Necrarchi, Luogotenenti Oscuri, su enormi destrieri dall’alito di fuoco, suoi emissari che proposero il patto di Surtur: egli li avrebbe fatti indottrinare ai rudimenti della magia oscura, donandogli enormi poteri da sfruttare contro i nemici, in cambio della loro assoluta obbedienza. Gli orchi per paura o per ambizione accettarono ed i piú indicati furono scelti da Zanna per divenire gli Ulah Kreen, clan di guerrieri dotati di grande forza e potere, istruiti dai Necrarchi di Surtur e primo manipolo armato di Zanna.
Grande guerra del 191
Nella prima notte di autunno dell’A.I. 191 un imponente esercito di dimensioni mai viste da occhio umano scese dai monti orientali di Amon. Gli orchi si erano riuniti, cercavano la loro rivalsa dopo la sconfitta di qualche decennio prima, ma non si trattava piú degli orchi disordinati e caotici di un tempo: dinanzi le porte di Amon si schierò un esercito disciplinato, compatto, intelligentemente organizzato, grazie all’addestramento dei Necrarchi e all’opera di guida del clan degli Ulah Kreen.
L’assedio ad Amon durò ventuno lune poi la città, l’estrema difesa dei Regni Umani, capitolò nel sangue. Amon fu distrutta completamente, l’esercito messo in rotta e massacrato, la popolazione sterminata con scientifica crudeltà, il Re amoniano Agravain morí nell’ultimo scontro. Negli stessi anni Surtur agiva nella zona a nord del continente umano, inviando i propri Necrarchi nella zona dell’Orus Maer dai quali monti si aprirono enormi caverne da cui cominciarono a fuoriuscire esseri mostruosi: giganti a due teste e ripugnanti creature capaci di rigenerarsi e letali in combattimento.
Furono anni di grandi battaglie e di resistenza per gli umani e di possibilità per gli orchi di giungere fino ai fiumi Anduvian e Faver, fino a sfondare le difese hammin che nel frattempo erano scese in campo. Nel 194 gli orchi riuscirono a superare le difese del Regno, oltre l’Anduvian e il Faver, penetrando nella regione continentale di Hammerheim e dando luogo a scempi e devastazioni inaudite.
Ritorno a Dunthragnir
Il quindicesimo giorno di autunno del 199 ebbe luogo quel grande sanguinoso scontro che passò alla storia come la “Battaglia dei Grandi Fiumi”. Gli orchi di Surtur, i Necrarchi e le loro infernali creature combatterono senza risparmio contro l’Esercito Reale hammin, supportato sul fronte nord dai maghi di Edorel e dai combattenti di Helacaraxe, mentre da sud e da ovest le squadre di arcieri elfici decimavano le retrovie del nemico. Molti perirono ma tutti combatterono in quei giorni che avrebbero decretato il futuro dell’intero continente umano. Il dispiego di tutte quelle forze alleate tra di esse, umani ed elfi, portò alla sconfitta dei Necrarchi, ad un’ingente decimazione dei clan orcheschi.
Infine la ritirata di questi ultimi nella loro capitale Dunthragnir e da quel momento, per molto, degli orchi non si seppe piú nulla.