Aengus

“Bagnata di fuoco la mia arma risplenderà della sua arte, non cenere ma fiamma che forgia, Potenza e Perfezione dalla roccia del cuore della sua Montagna.”

Nomi

“Dio del fuoco e della roccia”, “Il Fabbro degli Dei”, “Il Dio degli Artigiani”.

Simboli sacri

Un Martello da fabbro, talvolta una Forgia, o alte Montagne lambite dal Fuoco. A seconda del luogo può essere rappresentato con altri tipi di attrezzi da lavoro, come un piccone o un mantice; generalmente tutte le raffigurazioni presentano motivi fiammeggianti e colorazioni tendente al rosso.

Festività

Comunemente a lui viene dedicato il martedì e il primo del mese di Madrigale.

Iconografia

Aengus viene raffigurato come un uomo dalla corporatura tozza ed una lunga barba di fuoco, le mani possenti e ferme, temprate e salde come quelle dei fabbri, i capelli sono crespi, i lineamenti marcati e duri, mentre la pelle è lucida e annerita dal lavoro e dal fumo.

Storia e leggende

Figlio di Crom ed Althea e fratello di Danu e Awen; si tramanda che egli creò, dalle carni di Nyp, la terra, le rocce e le montagne di lava che controlla con fermezza.
Al dominatore del fuoco viene attribuita la sacra forgiatura delle due armi di Crom, Oscillante e Risplendente; si crede che la sua fucina sia da qualche parte nel cuore di un vulcano delle isole del Sud di Ardania e che lì dia vita ad armi, destinate solo agli Dei, dai poteri magici e incommensurabili. Si narra che solo i più abili artigiani e fabbri dopo la morte possono avere l’onore di essere accolti da lui nella sua fucina per poter lavorare accanto a lui, forgiando instancabilmente per l’eternità artefatti leggendari e straordinari oggetti.
Ad Aengus è legata la leggenda del drago Niflhel che si racconta sia stato creato dal dio dallo stesso cristallo di Algera che uccise Nyp.

Caratteristiche

Dio del fuoco, dell’artigianato, delle tradizioni e dell’onore

Aengus è il protettore di ogni artigiano, in special modo di coloro i quali lavorano metalli e creano leghe, dunque anche orafi, maniscalchi, stagnini.
Il Dio del Fuoco protegge gli instancabili lavoratori e dona loro le migliori abilità soprattutto se si tratta della lavorazione dei metalli. I laboratori artigianali e le forge vengono consacrati a lui, armi e armature vengono benedette in suo nome affinché  chi ne fa uso possa beneficiare della sua forza e della sua veemenza. L’inamovibile roccia è simbolo di forza, così anche Aengus domina con l’irruenza e la passione che la caratterizzano divenendo, quindi, emblema di potenza, tenacia e abnegazione.
Il fuoco è elemento purificatore, così Aengus lo utilizza per depurare ogni forma di imperfezione, errore o colpa.

Seguaci

Non è difficile trovare fedeli di questa divinità in ogni regno umano, villaggio o comunità, essendo protettore dei lavoratori e di chi instancabilmente produce artigianato.
Aengus mette a nudo il cuore della roccia e per la sua abilità riesce a costruire armi, armature ed oggetti di pregevole fattura, perciò ogni artigiano auspica la sua protezione ed i suoi favori. Lavorare i metalli nel migliore dei modi, scavare fin nel cuore dei monti, è il miglior modo per onorarlo e sperare di assumere in sé le sue abilità. Lavorare con meticolosità è, per i seguaci di Aengus, un modo per purificare se stessi attraverso il fuoco e avvicinarsi al divino attraverso la perfezione delle loro opere. La loro ambizione è essere ricordati dai propri discendenti, comunità e persino regni, per le egregie opere che portano il loro marchio; per questa ragione, frequentemente, sulle tombe dei più grandi artigiani fedeli al dio della forgia vi è scolpito, generalmente in metallo, un busto raffigurante il volto del deceduto, affinché egli non venga mai dimenticato.
I seguaci di Aengus, avendo dedicato gran parte della loro vita al lavoro e all’allenamento, non si sono dedicati molto allo studio e al pensiero, pertanto i loro modi risultano spesso rudi e poco raffinati e denotano una ristrettezza di vedute dovuta all’acquisizione di dogmi su cui raramente si interrogano. Sono spesso sanguigni e preferiscono la forza al dialogo. Sono frequentemente di natura rissosa e chiassosa e amano vantarsi delle loro imprese. Molto sviluppato in ciascuno di loro è il senso dell’onore, non si rimangerebbero mai la parola data considerandolo un affronto verso il proprio dio e andrebbero incontro alla morte pur di mantenere una promessa fatta.
Di indole conservatrice, i seguaci di Aengus sono molto legati alle tradizioni che rispettano sempre e vogliono far rispettare. La costante ricerca della perfezione nella creazione dei loro artefatti, li porta frequentemente ad estendere tale ricerca anche al di fuori del loro lavoro.

Clero

I sacerdoti di questa divinità sono molto spesso artigiani e fabbri, esperti di armi ed abili lavoratori di metalli. I rituali che gli vengono rivolti sono poco sfarzosi, intimi e riservati a suggellare l’unione che questi umani percepiscono col proprio dio dopo ore di lavoro faticoso e spesso solitario all’interno di miniere e sui monti. E’ diffusa la credenza che solo chi lavora per molto tempo col fuoco e il metallo rovente può comprendere la solennità dei loro rituali.
Spesso riservato oppure vivace come fiamme, chi diffonde il credo di Aengus benedice gli artigiani e le attività lavorative dei vari regni invocando la protezione della sua divinità.
Molti sacerdoti di Aengus non si limitano a benedire le forge e i luoghi di lavoro e a consacrare armi e armature, ma si impegnano attivamente nella formazione e nell’equipaggiamento degli eserciti combattendo essi stessi con coraggio ed onore.
I paladini di Aengus servono con impeto il loro dio lanciandosi senza timore contro i nemici impugnando armi benedette da loro stessi.

Atti di devozione

  • Raggiungere la perfezione nel lavoro artigianale.
  • Consacrare al dio armi e armature.
  • Rispettare le tradizioni.
  • Difendere e proteggere i lavoratori.

Crimini gravi:

  • Oziare.
  • Essere codardi.
  • Offendere il lavoro e i lavoratori.

Rapporto con Vashnaar e i suoi seguaci: Diffidenza

I seguaci di Aengus non riescono a comprendere fino in fondo le motivazioni che portano Crom e Vashnaar in conflitto, ma, se obbligati, sceglieranno di unirsi alla causa del Padre sostenendolo con la forgiatura di armi e armature oppure schierandosi accanto a lui in una eventuale battaglia.

Visioni in particolari aree geografiche

Nelle terre nordiche, prima della riscoperta dell’Antica Via nel 285, Aengus era il dio maggiormente venerato. Egli incarnava ideali di eroismo in battaglia e avrebbe guidato i deceduti in battaglia verso le grandi sale del Valhalla.

Personaggi storici fedeli

Oltre allo splendente Ocelon, paladino di Aengus e grande in bellezza e nobiltà, un altro paladino ricordato è Drell Van Reld il Grande Fabbro, che forgiò un’argentea corazza per proteggere la vita di Ulrich nella battaglia contro Kirowon: il bianco splendore contro la nera lama d’ombra.