Miti

Nelle tradizioni del continente umano sopravvivono numerosi elementi mitologici legati alle forze naturali, agli dèi e ai loro simboli di potere. Queste figure e reliquie, tramandate nei racconti, contribuiscono a delineare l’ordine e il conflitto che governano il mondo.

I Quattro Venti

Essi rappresentano la personificazione dei venti che soffiano sul continente. I loro nomi derivano dalle direzioni da cui provengono, secondo le denominazioni dei punti cardinali: Austri, Vestri, Sudri e Nordri. Governano il tempo atmosferico e agiscono indipendentemente dal controllo delle altre divinità, sebbene alcune di esse ritengano di poterli dominare. Famigerate in quest'ambito sono le litigate tra Althea e Danu, che hanno come conseguenza tempeste e burrasche.

Oscillante

È l’arma con cui il dio Crom scende in battaglia. Dotata di una propria intelligenza, una volta scagliata nella mischia continua a colpire il nemico senza tregua, fino alla sua morte.

Risplendente

È lo scudo con cui Crom affronta la battaglia. Interamente dorato, emana luce propria, da cui prende il nome. Si narra che, durante la lunga notte del Gotterdammerung, illuminerà il cammino del dio come mille torce, guidando la sua armata.

Sssi Rooch

Serpente di Vashnaar, al tempo stesso compagno e cavalcatura, è una creatura immensa e devastante. Il suo sguardo è in grado di paralizzare, mentre il suo movimento è rapido e fulmineo; può inoltre soffiare fuoco.

Paravone

È il carapace sul quale dimorerebbe Danu. Emergendo dalle acque una volta ogni cento anni, rimane in superficie per un anno intero, durante il quale la dea dispensa i propri doni.

Saetta

È il cavallo da battaglia di Crom. Le leggende narrano che fosse capace di cavalcare il vento alla velocità del pensiero. Fu inghiottito in un solo boccone da Sssi Rooch, dando così inizio al secondo conflitto tra Crom e Vashnaar.

Gli Imperituri

Si dice che, a volte, gli Dei consentano a santi ed eroi di ridestarsi temporaneamente dalla morte per recare ai vivi messaggi celesti, assisterli nelle difficoltà o colpirli con i castighi divini.
Altre volte, per ragioni misteriose, ai peccatori particolarmente spregevoli gli Dei infliggono come maledizione l'impossibilità di lasciare il mondo dei vivi dopo la morte, condannandoli a perdurare in condizioni miserabili.
Le Chiese distinguono questa rara tipologia di risvegliati dai più comuni Nonmorti e li definiscono "Imperituri". Ritenendoli conseguenze dirette della volontà degli Dei, in genere riveriscono quelli scelti come emissari celesti e si tengono distanti da quelli frutto di maledizioni.