Quando i mortali giungono al temine delle loro vite, si ritiene che le loro anime debbano attraversare il regno nebbioso degli spiriti per raggiungere la Città dei Morti, il luogo preposto al loro giudizio da parte di Crom.
Si tratta di un viaggio pericoloso, durante il quale potrebbero perdersi, essere prelevate da necromanti o diventare preda di demoni. Preservarle da questi destini è una delle mansioni di Vashnaar, che durante i funerali deve essere propiziato affinché invii i suoi corvi spettrali a guidarle a destinazione.
La possibilità della resurrezione e diversi eventi paranormali suggeriscono che il giudizio non avvenga immediatamente ma sia preceduto da una lunga attesa, la cui causa viene ricondotta alla lunghezza del cammino delle anime, al numero dei defunti da giudicare o alle molteplici incombenze di Crom.
Secondo la condotta tenuta in vita, Crom può sancire per un'anima uno dei seguenti destini: l'ascesa al reame della Divinità di cui il defunto condivise gli ideali oppure la sua dannazione tra i tormenti di Vashnaar.
Crom risiede nel Reame degli Eroi, in cui sorge il luminoso Salone dei Valorosi circondato da campi di battaglia in cui si combatte tutti i giorni dall'alba al tramonto.
Althea risiede nel Parco dai Mille Giardini, un luogo idilliaco ricco di vegetazione dai frutti deliziosi e labirinti di siepi.
Aengus risiede nella Fucina di Lava, un laboratorio infuocato in cui si lavora incessantemente ad opere splendide.
Danu risiede in un regno che gli antichi definivano Cascata della Tartaruga ma assunse il nome di Mare Stellato e l'aspetto di un arcipelago oceanico rischiarato dalla luna, quando la Dea acquisì il dominio dei mari.
Awen risiede nella Casa Senza Notte, una magnifica villa circondata da giardini ornati da opere d'arte su cui non tramonta mai il sole.
Oghmar non ha un reame e i suoi fedeli credono che lo seguiranno nei suoi viaggi trasformati in pergamene per fornirgli le loro conoscenze e assistere alle sue scoperte.
Vashnaar risiede in un oscuro reame infero privo di precisi confini che viene definito Abisso, dove i suoi seguaci si dedicano alla tortura dei dannati o li sfruttano come schiavi.
Alcune scritture sostengono che esista un ulteriore destino possibile per le anime e venga riservato a quelle senza colpe e senza meriti. A causa della loro ignavia, verrebbero relegate ai Prati di Asfodelo che circondano la Città dei Morti, per condurre un'esistenza malinconica, simile a una pallida ombra della perduta vita terrena. Molti ritengono che anche i miscredenti virtuosi e i pagani lodevoli, vissuti senza mai conoscere i Sette, siano destinati a questa sorte, mentre quelli che li rifiutano consapevolmente finiranno nell'Abisso. Altri credono che le anime dei pagani saranno consumate dalle entità a cui si erano votati e alimenteranno il loro potere invece che quello dei Sette.
La destinazione dei mezzosangue invece ad oggi è un mistero.