Incastonata tra le alture di Monte Zefiro, Darkhold è un villaggio minerario dalla storia travagliata, oggi tornato a essere un rifugio operoso per molte famiglie. Un tempo colonia minore del regno di Hammerheim, fu quasi cancellata dalla Peste Scarlatta e successivamente travolta dal passaggio delle armate del Re Nero, che ne determinarono l’abbandono per diversi anni.
Con il passare del tempo, la zona iniziò lentamente a ripopolarsi. Minatori, artigiani e rifugiati provenienti da ogni parte di Ardania, in cerca di libertà dalle imposizioni dei regni, cominciarono a stabilirvisi. Le vecchie baracche furono ricostruite e i picconi tornarono a battere la roccia. Alcuni dei nuovi abitanti avviarono anche piccole attività commerciali, fornendo ai residenti quanto necessario per una vita semplice ma dignitosa.
Nei sotterranei e negli anfratti nascosti del villaggio si cela il Covo dei Briganti del Corvo, un gruppo criminale che ha sempre mantenuto una presenza discreta ma costante nella zona.
Negli anni tra il 284 e il 286, un gruppo di mercenari senza scrupoli tentò di sottrarre il controllo di Darkhold al regno di Hammerheim, stringendo rapporti con gli stessi Briganti e insediandosi nel villaggio, camuffandosi tra viandanti e minatori. In un clima di crescente insofferenza verso le autorità centrali, Darkhold sembrò allora emergere come una sorta di isola di libertà nel cuore del territorio hammin. Il villaggio, pur formalmente sotto la sorveglianza del regno, ospitava rifugiati e uomini senza patria che si dichiaravano liberi da cariche e gerarchie, e si organizzavano in modo autonomo, arrivando perfino a far crollare l’accesso principale per scoraggiare le ronde dei Martelli Dorati.
Ma la trama fu infine sventata: i traditori furono sconfitti e i Briganti ricacciati nei sotterranei, dove tuttora si dice continuino a tramare nell’ombra.
Oggi, Darkhold è tornata a essere un tranquillo insediamento sotto il controllo hammin, abitato da famiglie di minatori che cercano solo pace e lavoro. Tuttavia, tra le gole montane e le vecchie miniere, le storie non dette si mescolano al sudore della roccia, e qualcuno giura che certi strani movimenti dopo il tramonto rivelino che la libertà di Darkhold sia ancora una conquista fragile, sempre sul filo tra autonomia e sovversione.