Edorel

Un tempo, Edorel era una città maestosa, protetta su due lati da solide mura e sugli altri due dal mare e dalle montagne, che le conferivano un’aura di sicurezza e inaccessibilità. Tra le sue architetture più rilevanti spiccava il palazzo reale, incavato direttamente nella roccia montuosa: non solo dimora del Monarca, ma anche custode di impenetrabili prigioni celate nei sotterranei.

A sud, in posizione sopraelevata, sorgeva l’Accademia delle Arti. Sebbene l’edificio avesse ormai perso la sua funzione originaria, il suo aspetto semplice, interamente ligneo, continuava a emanare un fascino particolare, quasi mistico. A nord, invece, si aprivano le ricche miniere cittadine—tre in totale, di cui una posta in altura—e la celebre Piazza del Mercato, cuore pulsante degli scambi e della vita urbana.

Le strade di Edorel erano animate da una miriade di botteghe e negozi: fabbri, falegnami, sarti e artigiani di ogni tipo davano vita a un tessuto urbano vibrante e laborioso. All’interno delle mura si trovavano anche gli alloggi delle guardie, accompagnati da aree dedicate all’addestramento, con manichini pronti all’uso.

Al di fuori della cinta muraria si estendevano campi coltivati, fattorie operose e una serie di appartamenti riservati ai cittadini lavoratori. L’insieme formava una città completa, efficiente, armoniosa: un gioiello incastonato tra pietra, mare e cielo.

Ma tutto questo finì in un solo istante.

L’undicesimo giorno di Adulain dell’anno 267 dell’Era Imperiale, una cometa si abbatté su Edorel, annientandola. Oggi, di quella splendida città non resta che un abisso di fiamme e rovine, un paesaggio infernale contaminato da forze oscure e incomprensibili. Tra le macerie si aggirano orde di non morti, e un’aura maligna, densa e soffocante, si insinua nei sensi di chi osa avvicinarsi. In lontananza, tra le nebbie e le fiamme, si staglia l’ombra di una sinistra torre…