Eracles

Dopo la caduta di Amon, nell’anno 191, fu una comunità di mercanti e girovaghi del Regno umano, nota come I Vaghi, a prestare i primi soccorsi ai profughi in fuga verso est. Con spirito solidale e capacità pratiche, questi nomadi contribuirono alla riorganizzazione delle truppe superstiti della città sconfitta. In segno di riconoscenza, dopo la Battaglia dei Grandi Fiumi, Amon donò loro un lembo di terra dove potessero sostare dai lunghi viaggi, condividere esperienze, commerciare… e poi ripartire. Nacque così Eracles, un nome che nel dialetto dei Vaghi, da allora chiamati eracliani, significa “Libertà”.

Situato sulla sponda orientale del fiume Anduvian, Eracles non è un villaggio nel senso tradizionale. È il più grande accampamento eracliano di tutto l’Impero: un crocevia di tende, carri decorati, mercati improvvisati e fuochi da campo. Gli eracliani, gitani per vocazione, si radunano qui solo in determinati periodi dell’anno, trasformando l’intero insediamento in un vivace punto d’incontro.

Due sono le caratteristiche che rendono celebri gli abitanti di Eracles: l’incessante desiderio di viaggiare, anche per anni, e una spiccata inclinazione per il commercio. Le due cose vanno di pari passo. Durante le stagioni in cui Eracles brulica di vita, la zona si trasforma in un gigantesco bazar: qui è possibile trovare merce esotica e oggetti rari provenienti dai luoghi più remoti dell’Impero… e oltre.

Proprio per la loro capacità di muoversi con naturalezza tra terre sconosciute, l’Impero ha riconosciuto negli eracliani i suoi esploratori più talentuosi. Tuttavia, si tratta solo di una piccola parte della popolazione. In generale, gli eracliani mostrano una marcata diffidenza verso ogni forma di autorità. Sebbene Eracles sorga nel territorio della provincia di Amon, gode infatti di un’evidente autonomia.

Come prevedibile, all’interno del villaggio non esiste alcun governo: le gerarchie sono fluide e dettate più dalla ricchezza e dall’influenza dei mercanti che da leggi o titoli formali. Le famiglie più benestanti vivono in condizioni migliori, ma la vita ad Eracles resta quella di un popolo nomade e fiero, che ha scelto la libertà come sua unica vera patria.