Quenyalambe

La lingua parlata dai Quenya è denominata Quenyalambë, più comunemente abbreviata in Quenya. Si tratta di un idioma armonioso e articolato, sebbene meno musicale del Sindarin. Mentre quest’ultimo ha preservato molti suoni dell’antico elfico arricchendoli con elementi fonetici nuovi per aumentarne l’eufonia, il Quenya ha mantenuto una fonetica più semplice e talvolta più aspra, ma ha conservato la struttura grammaticale complessa delle sue origini.

I Quenya mostrano una spiccata inclinazione alla creazione linguistica: coniano frequentemente parole nuove e articolate, dando vita a un vocabolario in costante evoluzione, sebbene con lentezza. I saggi elfi tengono registri e pergamene contenenti neologismi, curando con attenzione la crescita della loro lingua.

Il Quenya è utilizzato non solo nei dialoghi tra membri della stessa stirpe, ma anche in conversazioni con altri elfi – inclusi i Teleri – o razze differenti. I Quenya, infatti, non sono soliti adattare la propria lingua all’interlocutore: è piuttosto richiesto agli altri di sforzarsi nella comprensione del Quenya.

Dal punto di vista culturale, il Sindarin è generalmente percepito dai Quenya come una lingua musicalmente gradevole ma inferiore dal punto di vista culturale e linguistico. È considerato adatto a canti e poesie, ma non a disquisizioni complesse. Nonostante questo giudizio, molti Quenya lo apprendono per il piacere del suo suono. Il Telerin, invece, è spesso ritenuto una degradazione del Quenya, privo di interesse o valore per lo studio, e chi lo parla può essere cortesemente invitato a esprimersi nel “vero Quenya”.

Lessico utile

(Singolare/Plurale = significato)

  • Elda / Eldar = elfo / elfi
  • Tareldar, Calaquendi = appellativi per i Quenya (elfi alti, elfi della luce)
  • Atan / Atani = umano / umani
  • Perelda / Pereldar = mezz’elfo / mezz’elfi
  • Lestanore / Hildoriath = Terra degli Elfi (Lestanore è la forma antica in Quenya, Hildoriath in antico Sindarin; la seconda è più comunemente compresa)
  • Quel fara = buona caccia
  • Quel du = buona serata
  • Quel kaima = buon riposo
  • Aiya = saluto d’arrivo informale (“salve”)
  • Veduì = saluto d’arrivo formale
  • Namárië = saluto di congedo
  • Vala / Valar = dio / dei
  • Valië / Valier = dea / dee
  • Aran / Arani = re / re (pl.)
  • Tári / Tárir = regina / regine
  • Ninquë Heri = la Bianca Dama
  • Ay / Nay = sì / no
  • Diolla lle / Annon lle = grazie / prego
  • Tiond (detta anche i Calen) = la Verde
  • Rotiniel (detta anche i Marilla) = la Perla
  • Sëler / Sëlerin = “sorella / sorelle”, appellativo fraterno usato tra elfi
  • Tór / Tóronin = “fratello / fratelli”, appellativo fraterno usato tra elfi
  • Ondolindë (detta anche i Silala = la Splendente)
  • Gondolin = nome alternativo in Sindarin per Ondolinde
  • Tuima – Cittadini
  • Curu – Scienza Arcana
  • Kuru Raen – Sapiente Arcano
  • Silima Angwar – Il Sentiero del Grifone d'Argento (Cammino Quenya)
  • Morn Draug – Il Sentiero del Lupo Nero (Cammino Sindar)
  • Neth Draug/Angwar – Soldato Semplice (Giovani Lupi o Grifoni)
  • Minya en'Rim – Comandante di Sentiero (Primo Grifone o Primo Lupo)
  • Beriardir en'Rim – Bianco Generale
  • Talorn – Tradizione inscritta nelle Radici di Valinor
  • Eruanna – Il Dono di Morrigan
  • Istar – Mago, stregone
  • Amar Aire – Sommo Sole
  • Amar Phajanar en'Valar – Sommo Sacerdote dei Valar

Sul nome della capitale settentrionale

Il nome originario del reame settentrionale dei Quenya è Ondolindë, che significa “pietre cantanti” in Quenya. Tuttavia, è frequente l’uso del termine Gondolin, che corrisponde alla traduzione in Sindarin. L’adozione di questo nome deriva da un evento leggendario: circa un millennio fa, sotto il regno di Finwerin, una carovana quenya in viaggio per omaggiare la regina sindar Arabella fu assalita da una orda improvvisa di minotauri. Fu allora che la guida sindar, gridando “An Tiond! An Gondolin!”, aprì la via e salvò i viaggiatori. Da quel momento, in segno di gratitudine e apprezzamento per la musicalità del termine, i Quenya iniziarono a usare Gondolin come appellativo affettuoso per la loro capitale.

Nota d’uso linguistico in gioco

Per l’utilizzo in contesti di gioco, si raccomanda l’uso esclusivo delle parole riportate in questa sezione. L’utilizzo di termini diversi da quelli qui elencati è sconsigliato, in quanto le parole sopra riportate sono di conoscenza comune tra i giocatori; usarne altre rischierebbe di compromettere la comprensibilità delle interazioni.