Nelle notti calme, sotto la protezione delle fronde sacre della foresta di Earlann, i Sindar si raccolgono spesso intorno ai fuochi per condividere racconti e memorie del passato. Queste narrazioni, tramandate oralmente di generazione in generazione, spaziano da favole ricche di elementi fantastici a storie che, pur permeate dal mito, contengono dettagli di sorprendente coerenza con eventi reali o testimonianze oculari. Di seguito vengono riportate alcune delle leggende più diffuse tra gli edhil mhithrin.
I Faerin in Ithryn – Gli Spiriti dei Maghi
Secondo una delle credenze più radicate, quando un elfo dotato di poteri magici muore, il suo spirito può scegliere di non attraversare il Tulip, ma di rimanere nella foresta per vegliare sui propri cari. Tali spiriti si manifesterebbero sotto forma di sfere luminose fluttuanti nell’aria, capaci di lanciare incantesimi e, in rari casi, di comunicare con voce melodiosa e calma, rivelando frammenti di conoscenze dimenticate e antichi eventi. L’esistenza di queste luci è stata segnalata da diversi testimoni nella foresta di Earlann, rendendo questa leggenda una delle più accreditate tra i Sindar.
Le Faerin Anrafn – Gli Spiriti Alati
Note anche come Fate o Spiritelli, queste entità vengono considerate un popolo primordiale, antecedente persino alla comparsa degli elfi. Si narra che siano nate dagli elementi stessi della foresta, e che abbiano vissuto in armonia fino a un misterioso evento—variamente interpretato come un furto o un torto subito—che avrebbe acceso in loro un odio duraturo verso gli elfi. Secondo la tradizione, solo grazie all’intervento di una figura elfica chiamata Arabella fu raggiunta una parziale riconciliazione. Alcune di queste creature, oggi, danzano ancora pacificamente tra gli alberi, mentre altre, restando legate all’antico rancore, aggrediscono ogni elfo che incontrano.
La Thor in Enreinn – L’Aquila degli Eoni
Questa leggendaria creatura, un’aquila di dimensioni straordinarie, è da secoli legata alla storia marziale dei Sindar. Si dice che risponda solo al richiamo del Berith o dell’Haran della Verde, apparendo nei cieli ogni volta che i Sindar devono prepararsi alla guerra. Il suo grido possente è per molti un segnale sacro, che spinge gli edhil mhithrin a radunarsi immediatamente per la battaglia. La costanza con cui la creatura si presenta, sempre uguale e puntuale, alimenta la convinzione che si tratti di un dono degli dèi, in particolare di Suldanas, il Signore del Cielo e della Guerra.