Rapporto con gli altri popoli

I Sindar si distinguono per una notevole riservatezza nel manifestare opinioni riguardo alle altre stirpi di Ardania. Persino tra loro stessi, i giudizi espliciti sono rari: la moderazione è infatti una delle loro qualità più riconoscibili, tanto che è difficile sorprenderli in atteggiamenti eccessivi, come ubriachezza o sproloqui. Tuttavia, osservazioni raccolte nel tempo permettono di delineare alcune tendenze nel loro modo di percepire le diverse genti.

Quenya

Esiste una vicinanza riconosciuta tra Sindar e Quenya, ma essa non implica un’approvazione totale. I Sindar rispettano la capacità dei Quenya di costruire grandi città e di conservare le tradizioni elfiche. Tuttavia, si ritiene che essi non abbiano appreso a sufficienza dalla storia, in particolare riguardo alla caducità delle opere mortali. Secondo la visione sindar, solo la Natura è eterna e degna di vera devozione.

Le opere architettoniche quenya, sebbene considerate splendide, vengono talvolta giudicate fredde e sterili, in contrasto con la bellezza intrinseca dei boschi, delle acque e dei cieli. I Quenya, quindi, godono del rispetto per il loro impegno nella preservazione dell’"elficità", ma sono criticati per la distanza che li separa dal mondo naturale. Nonostante ciò, i rapporti tra le due stirpi sono generalmente positivi, e l’amicizia tra esse è frequente.

Teleri

I Teleri sono considerati i membri più eccentrici e “scapestrati” della collettività elfica. Essi appaiono ai Sindar come una stirpe che ha ereditato un rapporto attenuato con la Natura dai Quenya, senza però mostrare lo stesso zelo nella custodia delle tradizioni. I loro modi spesso suscitano disapprovazione.

Tuttavia, i Sindar riconoscono nel profondo amore dei Teleri per il mare un sentimento affine al proprio legame con la foresta. Questo sentimento viscerale è considerato una prova della loro appartenenza, seppur atipica, alla collettività elfica e al suo rapporto con la Natura.

Peredhil

I mezz’elfi (Peredhil) sono generalmente visti con una certa distanza. Il loro sangue umano è considerato un fattore di indebolimento e di allontanamento dalla collettività elfica. Raramente un Peredhel viene considerato pari a un Edhel, sebbene tra i Sindar ciò sia più possibile che presso i Quenya.

Quando il retaggio elfico si manifesta non solo nel fisico, ma soprattutto nell’atteggiamento verso la Natura, i Belain e la collettività elfica, è possibile che un Peredhel venga accolto non solo come amico (mellon), ma addirittura come membro effettivo della collettività stessa.

Edain

Gli umani (Edain) sono percepiti come una stirpe distante e, sotto molti aspetti, “ingiusta”. La loro breve esistenza è vista come una causa di impulsività e scarsa saggezza, ma ciò che più colpisce i Sindar è la loro apparente mancanza di connessione con la Natura.

Secondo la visione sindar, ogni stirpe elfica ha un legame con un elemento naturale: i Tawarwaith con la foresta, i Quenya con i monti, i Teleri con il mare. Gli Edain, invece, appaiono privi di tale radicamento. Pur non essendo considerati intrinsecamente pericolosi, sono visti come potenzialmente dannosi, e difficilmente viene loro accordata fiducia. Quando questa fiducia viene conquistata, tuttavia, è profonda e duratura: coloro che riescono in ciò sono chiamati mellyn en edhil, “amici degli elfi”.

Naugrim

I nani (Naugrim) suscitano nei Sindar sentimenti contrastanti. Vi è compassione per il passato e per le guerre che li hanno coinvolti, ma non vi è accoglienza calorosa. I Naugrim sono visti come rancorosi e lontani dalla visione sindar della vita.

Rappresentano, per i Sindar, l’opposto dell’armonia naturale: esseri che scavano le viscere della terra per estrarne metalli e forgiare armi nelle loro fornaci sotterranee. Di conseguenza, vengono generalmente evitati e trattati con freddezza.