Non tutti i Quenya si accontentavano di una vita idilliaca entro le bianche mura di Ondolinde; per alcuni di loro quella vita era priva di stimoli e di prospettive. Così, sin dagli anni immediatamente successivi alla fondazione della Splendente, un gruppo di Quenya guidati dall’intraprendente Marip’in Elenion si lasciarono i monti Elverquisst alle spalle e intrapresero un lungo viaggio verso sud. Dopo i primi anni trascorsi a portare e scambiare merci per tutto l’Hildoriath, Marip’ in e la sua gente si stabilirono sulla costa orientale e fondarono la città che sarà poi conosciuta come Rotiniel. Marip’in ne divenne re, ma lo spirito mercantile ed errabondo dei Teleri, come vennero chiamati gli elfi di Rotiniel, era ben lungi dall’essere sopito. I Teleri infatti, divenuti esperti navigatori, stabilirono rotte attraverso l’Oceano Orientale e raggiunsero il Continente umano.
Allora si verificarono i primi, discreti contatti fra le due razze dopo il periodo del Falò senza Luce. Per gli elfi comunque il tempo di rivelarsi nuovamente agli umani non era ancora giunto, e all’inizio gli incontri rimasero segreti e avvolti dal mistero, fino a sconfinare nella leggenda. Ad essi non fu dato alcun peso dai regnanti umani. Ma intanto dalle prime clandestine relazioni fra umani ed elfi nasceva la generazione dei Perhidil, i mezz’elfi o mezzarazza, come venivano chiamati con disprezzo, i quali erano invero molto pochi e ben nascosti. Durante la Grande Guerra gli elfi si avvidero che più che dagli uomini, il grande pericolo per Ardania tutta era rappresentato da Surtur e dalle sue ambizioni di conquista. Così Quenya, Sindar e Teleri riuniti in Consiglio come non accadeva da secoli, seppur a malincuore decisero di inviare pattuglie di guerrieri elfi sul Continente umano.
Persino i Sindar, famosi per la loro insofferenza verso ogni evento esterno al Doriath, si convinsero a mandare alcuni dei loro rinomati e infallibili tiratori. Come gli umani ben sanno, il contributo degli elfi si rivelò determinante per la vittoria sugli orchi. Da allora i contatti tra elfi e umani si fecero più frequenti e di conseguenza il numero dei mezzi elfi aumentò notevolmente. La loro duplice natura era allo stesso tempo una virtù e una condanna. Disprezzati e allontanati dagli elfi come risultato di un incrocio con una razza inferiore; temuti e visti con sospetto dagli uomini, che li consideravano bizzarre e curiose creature, i Perhidil furono condannati a non avere una terra cui appartenere o una città in cui abitare. Ma ciò fu anche la loro fortuna: in poco tempo divennero i più grandi viaggiatori e mercanti delle terre emerse; ogni scambio commerciale tra elfi e umani avveniva di fatto attraverso la loro mediazione. I mezzi elfi mercanti cominciarono ad accumulare grandi ricchezze e iniziarono a insediarsi nell’unica città dove gli elfi si dimostravano più aperti e tolleranti: la città di Marip’in e patria dei Teleri, Rotiniel. Essa divenne il più importante centro di scambio fra i due continenti, essendo anche l’unica città portuale che li collegava. Come suole accadere nella società umana, la versatilità, l’astuzia commerciale e sopratutto la ricchezza di alcuni mezzi elfi servì loro a guadagnarsi anche fama e rispetto nel Continente.