Tiond, l’antica capitale dei Sindar, nota anche come la Verde o Calen, fu fondata da Jerzat, uno dei primi Aran succeduti ad Arabella. Sorgeva nel cuore del Sacro Bosco dorato di Earlann, nella parte occidentale del Doriath settentrionale: un luogo impenetrabile, intricato e avvolto da una vegetazione rigogliosa, pressoché impossibile da attraversare per chi non appartiene alla stirpe Sindar. Solo questi ultimi, infatti, conoscono i passaggi segreti, i sentieri più nascosti e le vie più sicure che attraversano l’antica foresta.
Le rovine della vecchia Tiond, ancora infestate da presenze ostili, sono custodite tra le anse del Salkien Duin, il Fiume Danzante. Eppure, recentemente, Tiond è stata ricostruita. La nuova città, come la precedente, è celata alla vista degli stranieri, nascosta tra le fronde della foresta, in perfetta continuità con l’essenza dei Sindar: discreta, protetta, quasi irreale.
Con malinconia e struggente nostalgia, tra i popoli elfi si continua a cantare del fascino incantato della capitale perduta, della sua vitalità e della sua bellezza selvaggia ma intrisa di grazia: visioni che oggi sopravvivono nei ricordi e nelle memorie tramandate.
Nelle antiche canzoni Sindar, si celebrano le sale dorate nate dall’intreccio di fronde millenarie, ornate dalle venature stesse degli alberi che le sostenevano, o si rievoca la presenza degli Spiriti Fatati, che danzavano sopra i numerosi laghetti e lungo i sentieri dell’intero Sacro Bosco.
L’unicità architettonica di Tiond e il suo splendore naturale restano un tesoro custodito nel cuore dei Sindar e nei ricordi dei pochi che, oltre a loro, hanno avuto il raro privilegio di posare lo sguardo su un luogo tanto magico, irripetibile e non imitabile in tutta Ardania.