Valinor è il nome con cui viene oggi indicato il regno unitario degli Alti e dei Silvani, risultato dell’unione tra Ondolinde e Tiond, le due città madri delle rispettive stirpi elfiche. Tale unione ha avuto luogo in seguito all’Abbraccio Elfico tra Makindur, primogenito di Finwerin Eldamar e Aran di Ondolinde, e Beriannen en Nimbreth, Bereth di Tiond e nipote della leggendaria Arabella.
Makindur, tornato a Ondolinde dopo un lungo e misterioso viaggio, governa Valinor insieme a Beriannen, seguendo i princìpi di Pazienza, Saggezza e Lungimiranza, le tre virtù fondamentali del popolo Quenya. Tali virtù sono alla base del codice etico dei Geis, un insieme di norme che regolano la vita morale e pratica degli Alti.
A seguito della caduta di Tiond, i Sindar sono stati accolti all’interno della Valle Celata, dove, per ordine della Corona, è stato fondato un nuovo insediamento silvano: Tindunan. Il villaggio è sorto tra gli alberi dell’Antico Bosco mediante la costruzione di Telain — piattaforme arboree collegate da ponti, scalette, balconate e sentieri sospesi — nel pieno rispetto della foresta, alla quale ogni struttura si adatta senza mai alterarne la natura. Il nome “Tindunan” condivide la stessa radice della parola “Tiond”, proveniente da “Tinnu”, ovvero “volta stellata”.
Tindunan ha ospitato laboratori, locande, sale comuni e luoghi di studio, sempre realizzati in modo semplice e naturale, accanto a spazi dedicati a fiori e fiere, fino a includere un Tempio consacrato a Suldanas, la divinità più venerata tra i Sindar.
Negli anni più recenti, a seguito di profonde ricerche spirituali e fisiche, il popolo Sindar ha riscoperto il proprio legame con tre Spiriti Maggiori: il Lupo, la Quercia e il Granito. Queste forze hanno permeato la Valle Celata con la propria essenza, trasformandola radicalmente in una sola notte. Il villaggio di Tindunan è stato dismesso, e la valle riflette ora un nuovo equilibrio armonico tra le due stirpi, fondendo gli stili architettonici e spirituali dei Quenya e dei Sindar in una visione unificata di Valinor.
I Sindar continuano la loro esistenza in simbiosi con gli spiriti-guida, organizzandosi in schiere secondo le mansioni attribuite da tali presenze. L’equilibrio della valle è custodito con la stessa dedizione riservata alle tradizioni più antiche, tra cui spicca la leggenda del Drago Smeraldo, una delle reliquie più preziose e misteriose della cultura silvana.
Tra i segreti meglio custoditi del popolo Sindar figura anche il legame sacro con il legname dorato, considerato dono diretto del dio Earlann e pertanto ritenuto materiale sacro, oggetto di una tradizione spirituale profonda e gelosamente protetta.