Scritto da Damior Lyrann
Redatto a Ceoris il 27 Forense 274 C.I.,
28 Ninui della 35a parte della 21a fioritura
In questo capitolo, riporto tutto ciò che sono riuscito a raccogliere, leggere o ascoltare riguardo alla stirpe dei mezz'elfi: che si tratti di pettegolezzi, leggende, favole o storie non confermate. Non dubito che molte narrazioni siano sfuggite alla mia attenzione, e sono certo che ne nasceranno altre in futuro.
I Figli di Surtur
Tra gli umani, soprattutto nelle classi sociali meno elevate, circolano molte storie e credenze, spesso prive di fondamento. Per il popolo comune, un mezz'elfo è destinato ad attirare guai su di sé, coinvolgendo anche le persone innocenti che gli stanno vicino. Le origini di questa fama, probabilmente immeritata, sembrano risalire agli eventi che hanno segnato la nascita stessa dei mezz'elfi. Non di rado, tra gli individui meno colti, si pensa che essi siano collegati, in qualche modo, all'oscuro potere di Surtur, il quale, anche se indirettamente, ne avrebbe causato l'esistenza. Questa superstizione si è rapidamente diffusa, adattata alle diverse culture e trasformata in una reputazione di malefici, sfortuna e disgrazie.
Nelle terre occidentali, il legame con Surtur è più evidente. Qui, i mezz'elfi sono visti come portatori di pestilenze, inguaribili bugiardi e, secondo alcune credenze popolari, in grado di rendersi invisibili o di trasformare i bambini in mezz'elfi attraverso rituali macabri.
Nelle Terre Selvagge, invece, sono considerati araldi di sventura, segnali di disgrazie e catastrofi in arrivo. Secondo la leggenda, una forza oscura e malevola guiderebbe i loro passi, indirizzandoli verso le terre da colpire, come un avvertimento per i suoi alleati. Questa credenza si sta lentamente estinguendo di fronte ai fatti, ma continua a sopravvivere tra mendicanti e persone squilibrate.
Gli eracliani, invece, credono che i mezz'elfi rubino le ombre delle persone che incrociano inconsapevolmente il loro sguardo. Per evitare questo, molti evitano di fissare negli occhi un mezz'elfo e, per scongiurare il pericolo, legano nastri neri attorno alle caviglie per "legare" la propria ombra.
Sulle coste e nelle isole, una convinzione più radicata è che i mezz'elfi siano segretamente dediti alla pirateria e che sacrificano marinai catturati nelle loro scorribande ai Kraken delle profondità marine, per placare la loro ira e proteggere le loro navi.
Un'usanza comune tra gli umani è quella di segnarsi la fronte con l'unghia del pollice destro, un gesto per allontanare la sfortuna che si ritiene un mezz'elfo possa portare con sé. Sebbene questo gesto sia diffuso, è considerato maleducato e vagamente offensivo se mostrato in pubblico.
Altre superstizioni, più o meno false, includono: l'idea che i mezz'elfi praticanti di magia siano più inclini alle arti oscure, che il loro sangue sia velenoso o allucinogeno per qualche misterioso processo alchemico, o che i fumi derivanti dalla combustione dei loro capelli abbiano effetti simili. Si dice anche che i denti canini di un mezz'elfo morto violente siano ottimi talismani portafortuna e che la loro vista sia particolarmente acuta durante la notte, mentre alcune credenze sostengono che le loro ferite guariscano più rapidamente alla luce di Nut.
Gli Ibridi
Le discriminazioni razziali verso i mezz'elfi si manifestano anche tra le popolazioni barbariche e nelle terre elfiche. Al nord, il sangue elfico che portano dentro di sé è visto come un segno di debolezza, come una vulnerabilità alle illusioni e alle menzogne, e li rende inaffidabili. I nani, già di per sé diffidenti verso gli stranieri, nutrono un sospetto particolare nei loro confronti per questa stessa ragione.
Nel Doriath, invece, la visione è opposta: per gli elfi, è il sangue umano a "macchiare" i mezz'elfi, rendendoli superficiali, avidi e troppo impulsivi. Questi pregiudizi sono particolarmente forti tra i Sindar e, a volte, anche tra i Quenya, mentre i Teleri tendono ad avere opinioni più concilianti.
I Priminati
Secondo una leggenda, prima del periodo dei Falò senza Luce, gli elfi avrebbero generato alcuni mezz'elfi con gli uomini, forse per studiarli o per impiegarli nelle loro comunità. Tuttavia, ben presto si persero le tracce di questi Priminati. Non è chiaro se ciò avvenne per l'abbandono del progetto da parte degli elfi, per un atto di fuga volontaria da parte dei Priminati o se furono semplicemente annientati durante i Falò. Alcuni credono che la loro discendenza sia sopravvissuta attraverso i secoli, vagando per Ardania, accumulando conoscenze e esperienze, fino a trascendere la mortalità e oltrepassare il confine verso un altro mondo. Altri considerano queste storie come favole senza fondamento.
Dualità
Per gli elfi, la duplice natura dei mezz'elfi ha un forte significato simbolico e spirituale. Tra i Sindar, si crede che il mezz'elfo, ascoltando con attenzione, possa sentire il contrasto tra il sangue elfico e quello umano che scorre dentro di lui, una lotta per il controllo del suo corpo.
I Teleri, invece, vedono questa dualità come una risorsa utile, che consente ai mezz'elfi di comunicare con successo con ogni tipo di interlocutore. Questa visione, basata sull’esperienza, è forse la più vicina alla verità.
Altri, sia tra i Teleri che tra le altre stirpi, ritengono che i mezz'elfi siano creature destinate a un posto speciale nei piani di Morrigan, la Dea dai due volti, ma il loro destino rimane ancora avvolto nel mistero.