Nel regno di Djare, l’istruzione è sorprendentemente diffusa e capillare. Ogni cittadino Djaredin possiede una solida padronanza della propria lingua natia e dimostra una buona conoscenza della lingua comune. Questa doppia competenza linguistica ha radici antiche: oltre quattromila anni fa, in un momento di vuoto di potere seguito alla morte del sovrano in battaglia, fu il Morgat a stabilire, in qualità di reggente, l’obbligo per i giovani Djaredin di apprendere anche la lingua degli umani. L’intento era duplice: garantire al popolo, una volta libero, la possibilità di stringere alleanze oppure comprendere le strategie dei nemici.
Col tempo, la lingua comune si è evoluta nel mondo di superficie, mentre nel regno sotterraneo è rimasta invariata, studiata come una lingua morta. Nonostante questa divergenza, è ancora possibile comunicare efficacemente con i Djaredin, soprattutto con i membri della casta sacerdotale o con coloro che appartengono ai ranghi elevati.
Il Kyl: Lingua Ufficiale dei Djaredin
La lingua ufficiale del regno è il Kyl, un idioma duro e gutturale, caratterizzato da termini concisi e ricchi di significato. In particolare negli ambiti militare e lavorativo, molte parole condensano concetti complessi in forme brevi e incisive. Alcuni esempi includono:
- Dga – Difendere la posizione attuale
- Grelle (pronunciato “Gle”) – Estrarre minerale
- Zi Do Grelle Merl (pronunciato “Z do gle mel”) – Oggi ho estratto argento
La scrittura del Kyl è composta da simboli più simili a disegni che a lettere. Questi ideogrammi possono rappresentare concetti, parole intere o, in forma più ridotta, singole lettere. Le pareti delle grotte ormai esaurite, non più sfruttabili, diventano supporti per la memoria storica: su di esse vengono incisi episodi e momenti cruciali della storia dei regni Djaredin.
In un contesto dove lo spazio è limitato, queste pareti decorate rappresentano i veri monumenti del regno. Le incisioni, realizzate da fabbri esperti, vengono riempite con metalli preziosi o pigmenti ottenuti da muschi e funghi polverizzati, seguendo una lavorazione meticolosa. Tali opere costituiscono l’unica forma d’arte dei Djaredin, e la loro realizzazione è affidata a una ristretta cerchia di artigiani altamente specializzati.
Il valore della scrittura Kyl non si esaurisce nella sua funzione comunicativa o decorativa, ma assume un significato profondamente spirituale. Armi e armature vengono cesellate con motti, simboli familiari e versi sacri, spesso destinati alla benedizione nei templi dedicati al dio Korg. Alcuni fabbri ritengono che, attraverso queste iscrizioni, una parte della propria anima venga trasmessa agli oggetti forgiati.
Circolano anche dicerie secondo cui certe armature, per ottenere favori particolari, vengano portate dai sacerdoti di Dare, che invocherebbero l’intervento divino affinché i loro portatori ricevano aiuto nei momenti più difficili. Tuttavia, non si hanno notizie certe su quali siano le contropartite richieste né se queste voci trovino riscontro nella realtà.