La Magia

“Magia?” chiese il vecchio nano inarcando un sopracciglio.
“Puah! Credi che i nani abbiano bisogno della magia!? Se così fosse la Triade ce ne avrebbe fatto dono!” sbuffò il nano.
“Ma non è così! Il punto è semplice gambelunghe: i nani non hanno alcun bisogna della magia!”

Da sempre i popoli di Ardania si domandano come mai i nani siano l'unica razza a non fare uso della magia. Perfino orchi, goblin e altre creature orripilanti sono in grado di manipolarla. Eppure i nani no.I nani nutrono una profonda e radicale avversione nei confronti della magia. Avversione diventata odio con radici storiche che risalgono ai tempi della Battaglia Sanguinosa combattuta contro la stirpe elfica: battaglia che il popolo di Djare perse a causa della magia, che venne usata anche per esiliarli e rinchiuderli nella profondità della terra.
Nessun altra razza sarebbe sopravvissuta in un ambiente simile.Magia? No…semplicemente tenacia, determinazione, il rifiuto ad arrendersi e l’ingegno.
Forse soprattutto quest’ultimo è la forma di magia che i nani sono in grado di praticare. Ma è qualcosa di reale, tangibile e concreto, il frutto di una profonda conoscenza ereditata dagli antenati e una ricchezza condivisa da tutti e per il bene del proprio popolo.
Caratterizzati da un innato e profondo pragmatismo, i nani non capiscono la magia: la vedono come qualcosa di astratto e irreale; una forma di potere e ricchezza certo ma non condivisa e accessibile a tutti e raramente al servizio del bene comune.
La magia è pericolosa e selvaggia e i nani credono che non tutti gli esseri mortali siano in grado di praticarla senza che la propria anima venga corrotta.

Confronto Magia e Tecnologia

I nani sono la civiltà con il più elevato e avanzato sviluppo tecnologico: laddove in molte società è la magia a ricoprire un ruolo importante, tra gli djaredin è la tecnologia a farlo.
Se i maghi ricorrono alla magia per spostarsi velocemente da un luogo ad un altro, passeggiando per Kard Dorgast si può ammirare l’intricato sistema di binari: binari su cui carrelli carichi di metallo e altre risorse, viaggiano rapidamente raggiungendo ogni punto strategico della città sotterranea.
I maghi sono in grado di manipolare gli elementi della natura: acqua, aria, fuoco e terra. Altrettanto fanno inventori e ingegneri nanici: complessi sistemi di pompaggio dell’acqua permettono di portare questa preziosa risorsa in tutto il Regno; mastodontici condotti di ventilazione, che partendo dalle profondità del sottosuolo raggiungono gli sbocchi in superficie, controllano il flusso dell’aria; esperti ed abili artigiani conoscono ogni segreto del fuoco, lo manipolano per i propri lavori e lo sfruttano per creare armi micidiali; infine la terra: esiste forse un popolo più legato ad essa dei nani e che ne conosca e apprezzi segreti e doni?
Un incantatore arcano può convocare a sé creature e servitori per i suoi fini. I nani sono in grado di costruire guerrieri di metallo e se non bastasse, data la loro profonda fede, richiamare lo spirito di un antenato.
La magia insomma è stata completamente rimpiazzata dalla tecnologia: anche per questo i nani ne mettono in dubbio la sua reale utilità.
Una civiltà basata solo ed esclusivamente sulla profonda fede e sviluppo razionale, sulla conoscenza attraverso scoperte tangibili e patrimonio per i discendenti, ha sicuramente un futuro più certo e consolidato rispetto invece ad una civiltà che si basa sull’evoluzione grazie allo sfruttamento di poteri derivanti dalla magia.

Origini della Magia secondo i Nani

È opinione diffusa tra i nani, che la magia sia stata creata dai demoni o forse rubata agli dei stessi per i loro scopi caotici.
La magia è una forma di potere difficile da controllare e non tutti gli esseri mortali sono in grado di farlo e soprattutto di non rimanerne corrotti. Per questo secondo i nani gli Dei mai avrebbero permesso che finisse nelle loro mani: la magia distorce lo stato naturale delle cose, del mondo creato e quindi minaccia la perfezione degli Dei stessi.
I nani quindi sostengono che i demoni abbiano insegnato la magia agli elfi: l’uso della magia avrebbe portato scompiglio e caos su Ardania e queste immonde creature avrebbero così ottenuto ciò per cui sono state create.
In seguito la stirpe elfica avrebbe insegnato a sua volta la magia agli umani: questo sarebbe avvenuto al tempo della Battaglia Sanguinosa. Gli elfi, accortisi che gli umani, al contrario dei nani, avevano una certa propensione nei confronti della magia e promisero che li avrebbero istruiti in cambio della loro neutralità durante la guerra imminente. Gli umani, avidi e assetati di potere, accettarono. Così gli elfi allontanarono gli umani dai nani e li resero in un certo senso più simili a loro.
Dal punto di vista dei nani, gli umani muoiono troppo presto per rendersi conto dei reali effetti che la magia produce e soprattutto non hanno il tempo necessario per conoscerla a fondo. Gli elfi invece, hanno tutto il tempo e la saggezza per imparare a fare uso della magia senza creare danni irreparabili, ma nessun nano lo ammetterebbe mai.
Un mago di per sé non è malvagio e non è detto che venga corrotto dal potere. Può usare la magia a fin di bene, ma ogni volta che ricorre ad essa indebolisce la realtà delle cose, porta caos nell’ordine, rende tutto meno perfetto. In sostanza a lungo andare fa il gioco dei demoni, che non desiderano altro.