Struttura militare

Il Regno di Djare, pur ristretto nel numero dei suoi abitanti, possiede una cultura profondamente improntata alla difesa armata. Sebbene l’esercito regolare non sia numeroso, ogni Djaredin, uomo o donna, è pronto a impugnare le armi per difendere la propria casa e la propria terra. Questa predisposizione naturale alla lotta compensa ampiamente la scarsità numerica, rendendo ogni combattente una risorsa preziosa e determinata.

Al centro delle forze armate si trova la milizia, nucleo portante dell’apparato militare. Si tratta di soldati temprati dal combattimento nelle gallerie più anguste e nelle caverne più ampie, armati pesantemente con asce, martelli e corazze robuste. Abili anche sul piano tattico, questi guerrieri prediligono scontri frontali e si sono adattati alle esigenze del territorio sotterraneo. In tempi di pace, vengono impiegati nel pattugliamento e nella salvaguardia delle zone di confine, dove sorgono piccoli avamposti e caserme.

L’unico conflitto rilevante della storia recente risale all’“anno delle corazze di pelle”, quando alcune tribù di lucertole, forse spinte in superficie da un crollo o un’alluvione nelle loro caverne, tentarono un’invasione. L’attacco fu respinto, e i Djaredin conservarono a lungo le pelli delle creature sconfitte come simbolo di quel successo.

A fianco della milizia, un ruolo fondamentale è affidato all’“Ordine degli Esploratori”. Questo corpo scelto è formato da soldati e minatori specializzati nell’individuare nuovi giacimenti o ambienti abitabili. Guidati da un ingegnere-minatore, esperto di rocce e geografia sotterranea, gli esploratori si avventurano negli angoli più remoti del sottosuolo, dove spesso devono affrontare creature ostili. Per facilitare le lunghe marce e le operazioni di scavo, si equipaggiano con corazze leggere e armi maneggevoli, spesso completate da scudi pesanti.

Quando il nemico risulta troppo forte, gli esploratori ricorrono a una tattica consolidata: si asserragliano in un punto difendibile, mentre una staffetta corre a chiamare rinforzi. In alcuni casi, la caverna viene fatta crollare per guadagnare tempo, con gli scavatori che lavorano sotto la protezione degli scudieri. Tra le imprese memorabili si ricorda quella compiuta dalla squadra dei Bortrox, guidata da Tydor il Martellatore, primo cugino del Re, che riuscì a sottrarre a un Drago delle Caverne una grotta colma di adamantio.

Infine, non va dimenticata la milizia cittadina, semplice ma fondamentale per la vita quotidiana del Regno. Sotto la guida di un Supttore, essa è incaricata di mantenere l’ordine, far rispettare le leggi e vigilare sulle zone interdette allo scavo. È un corpo dedicato alla sicurezza urbana, piuttosto che al combattimento in campo aperto.

La guida suprema di tutte le forze armate, in tempo di guerra, resta il Re. Solo lui ha l’autorità e l’onore di guidare il popolo in battaglia, fianco a fianco con i suoi soldati. Per le operazioni quotidiane, però, è l’Archon a farsi carico della gestione dell’esercito: un guerriero rispettato dallo stesso sovrano, incaricato di organizzare le campagne, supervisionare le strutture militari e condurre le truppe in missione. Insieme al Morgat, egli rappresenta il fulcro del potere accanto al trono.