Quando giunse il giorno stabilito, gli umani rimasero fedeli alla parola data. Nessun esercito si presentò accanto ai nani, ad eccezione del solo condottiero umano, che si recò dal Re dei Djaredin per donargli la propria vita in cambio dello scioglimento del patto. Il gesto fu respinto o forse ignorato: i Djaredin, poco preoccupati dagli umani ancora arretrati e poco sviluppati, scelsero di lanciare comunque l’assalto.
Quando le armate delle montagne penetrarono le mura delle città elfiche, trovarono rovine e silenzio. Gli elfi, nel preparare la ritirata, avevano distrutto ogni bene utile, lasciando dietro di sé solo un contingente scelto: un reggimento di arcieri e i membri dell’Ordine dell’Antica Via.
Fu allora che si scatenò quella che nei testi elfici sarebbe stata ricordata come la Battaglia delle Generazioni, e nei testi dei nani come la Sconfitta Sanguinosa. I Djaredin, armati di acciaio e forza bruta, si trovarono di fronte all’antica potenza della magia elfica. La battaglia fu feroce, e si concluse con una schiacciante sconfitta dei nani, decimati nel corpo e nello spirito.
L’Ordine dell’Antica Via, sopravvissuto allo scontro, vegliò sul completamento dell’esodo elfico e riaccompagnò i prigionieri Djaredin superstiti nelle profondità delle montagne. A quel punto, l’Oracolo entrò in meditazione per due lunghi anni, cercando una via per assicurare la pace duratura su Ardania.
Durante quel tempo, gli elfi si accorsero di un nuovo e inquietante elemento: gli uomini erano in grado di apprendere i rudimenti della magia, a differenza dei Djaredin. L’Oracolo comprese allora che un futuro riavvicinamento tra nani e umani avrebbe potuto minacciare di nuovo l’equilibrio del mondo.
Fu decretata quindi la deportazione definitiva del popolo Djaredin su un’isola remota. Le grotte furono sigillate con antiche magie perdute, rendendo impossibile ogni ritorno alla superficie. Gli umani, ancora ignari della navigazione, non avrebbero potuto raggiungerli, e i nani, privi di magia, non avrebbero mai spezzato quei sigilli.
I pochi Djaredin sopravvissuti, perlopiù appartenenti alla parte più pacifica del loro popolo, furono così separati per sempre dalla luce. Sedati gli ultimi focolai di ribellione e uccisi i facinorosi, il popolo delle montagne fu cancellato dal ricordo dei viventi. Gli elfi raccontarono che tutti i nani erano morti nella battaglia e che i crolli nelle caverne avevano ucciso i superstiti, rendendo inutile ogni ricerca o salvataggio.
Nessuno mise in dubbio le parole dell’Oracolo, custode della verità assoluta. La Dama Bianca, rimasta al potere, governò con saggezza, assistita dagli ultimi otto membri dell’Ordine.
Intanto, i Djaredin, esiliati nel buio, diedero inizio a una nuova storia, nutrendo nei secoli l’odio per gli elfi e giurando vendetta per l’oblio forzato e l’inganno subito. Così ebbe fine il loro legame con la superficie, e cominciò la lunga attesa della nuova ascesa del popolo guerriero delle montagne.