I Qwaylar non hanno leggi scritte, ma viola gravemente l’equilibrio spirituale chi compie determinati atti ritenuti empietà o corruzione. Tali colpe non ricadono solo sull'individuo, ma possono attirare sciagure sull'intera tribù.
- Profanare un luogo sacro: incendiare un albero degli Spiriti, contaminare una fonte, distruggere un altare naturale.
- Uccidere senza necessità: abbattere animali sacri o creature protette da uno Spirito Guida.
- Ingannare lo Spirito: fingere una visione, manipolare rituali per fini personali, mentire agli anziani durante una cerimonia.
- Spezzare il legame col proprio Spirito Guida: tradire i propri voti, rifiutare i segni ricevuti, disonorare l’animale totemico.
- Evocare spiriti maligni o corrotti: pratica temuta e condannata, perché può attirare entità distruttive e rompere l’equilibrio.
- Offendere Mawu: atti di superbia o disprezzo verso il ciclo naturale della vita e della morte.
Questi crimini non hanno una pena codificata, ma lo stregone della tribù o il consiglio degli anziani può decidere punizioni rituali: esilio, purificazione, offerte riparatrici o, nei casi peggiori, abbandono spirituale da parte della tribù.