Idiomi tremecciani

L’antico Tremecciano, per definizione la lingua usata nelle sacre scritture come il Tremano, deriva direttamente dalla parlata delle Tende nomadi del passato.
Nei giorni odierni resiste in due diverse sfumature, quella più ruvida ed essenziale degli Assid, e quella più ricercata e melodica delle genti dell’Oasi. Oltre che nei riti e nelle sacre scritture, il Tremecciano resiste alla più moderna tendenza all’uso dell’Ardano (o Comune) solo presso le caste più istruite e le Tende più antiche. Nonostante questo, alcune forme di cortesia resistono nella parlata, come il tipico saluto Salam Aleikun (incontrandosi, Aleikun Salam separandosi), che significa letteralmente Pace su di te/voi.

Altre parole o espressioni che si sono conservate sono:

Tremec: Letteralmente “Colui che viene dal cielo”, nome del Primo Profeta che in seguito diede il nome alla città
Khaab : Tipica erbapipa da masticare o fumare
Sahra’Kbar: Grande Deserto
Simit: Scimitarra
Shamalik: Guerra, battaglia
Jumba: Qwaylar
Maat : Flux o magia
Sahim/a : Mago/a
Djiin: Creatura generata dal Maat
El-Alamyn: Gli elfi, letteralmente gli appuntiti
Drujid: Druido
Akh/ukht: Fratello/sorella
Habibi/nurì: mio amore/ stella mia