Il Khaab

Si definisce Khaab l’erbapipa che cresce spontanea o coltivata all’interno dell’Oasi di Tremec o nelle immediate vicinanze. Esistono numerosi tipi di Khaab, generalmente ne esiste un tipo che viene masticato, uno che viene fumato ed un altro che serve come foraggio ai lama.
Ovviamente i più utilizzati sono i primi due, soprattutto quello fumato, visto che chi ancora lo mastica generalmente sono persone anziane o comunque appartenenti alle vecchie generazioni di beduini.
Il procedimento per ottenere il khaab da fumo è il seguente: dapprima vi è la raccolta della foglia della pianta, poi la foglia viene “dipinta” ossia cosparsa generalmente di letame di lama o comunque lasciata a riposare qualche giorno. Più la pittura è massiccia più il fumo che ne esce risulta nero. Il letame serve principalmente a far morire i parassiti della foglia in quanto nel deserto è impensabile utilizzare l’acqua per lavare i raccolti di Khaab.
Successivamente avviene la tostatura, ossia la cottura su pietra delle foglie, le quali, ripulite dal letame, vengono immerse in un brodo fortemente speziato con aromi di vario genere. La foglia semi-secca viene quindi messa nell’essiccatoio e da qui fumata, generalmente usando un'altra foglia come involucro.
Il Khaab, a seconda della sua tostatura, mantiene differenti proprietà: generalmente ve n’è per tutti i gusti, dall’utilizzo come medicinale, all’utilizzo come afrodisiaco o calmante, ecc... Generalmente il Khaab prodotto da ogni tenda dell’Oasi prende un nome particolare, per cui ad esempio il Khaab prodotto dalla tenda Ibn Mahadi prendeva il nome di Ibna, quella prodotta dalla tenda Shamal era la Shamalla, così come quella prodotta dagli Al-Mulallah era nota come Mullallera. I procedimenti di tostatura sono variabili e pressoché infiniti, cambiano infatti da tenda a tenda.
Si sa che generalmente il Khaab viene speziato pesantemente, per questo a volte risulta infumabile soprattutto da chi è abituato alle dolci erbepipe del continente occidentale. Il fumo nerissimo del Khaab acceso, ed il forte profumo di spezie che esso sparge in aria, sono oramai qualcosa di caratteristico dell'Oasi di Tremec, chiamata anche da taluni “la città dei fumatori” per l’assiduità con cui questo gesto accompagna la vita quotidiana dei suoi abitanti.