La stirpe nera

La Stirpe Nera, come usano chiamarsi i Tremecciani, è una razza scura di pelle e capelli e molto resistente fisicamente. Per centinaia di anni dediti alla vita nomade, ne conservano molte usanze ed abitudini. Sia gli uomini che le donne sono soliti adornarsi di gioielli, truccarsi e ungersi con oli profumati, vestire indumenti leggeri e larghi, adatti al clima del deserto. Cavalcano ostard e lama, apprezzati per le loro qualità di resistenza al clima.

La vita all’Oasi non è incentrata sugli stessi valori riconosciuti nelle Terre Verdi; più che un contrapporsi tra bene e male, giusto o sbagliato, la Stirpe Nera vede il mondo intero in ogni suo aspetto come il perfetto disegno di Akkron. Per inserirsi degnamente in questo piano divino, il Tremecciano segue l’ideale di perfezione incarnato dai Quattro Pilastri della Fede. I Sacri Pilastri sono gli attributi di perfezione di Akkron, l’Unico Dio, ergo chi segue i pilastri utilizza uno strumento per avvicinarsi alla perfezione di Akkron. I Pilastri e la loro osservanza sono i principali accorgimenti che consentono la vita nel deserto, ragion per cui esiste un legame diretto tra la vita nel deserto e la vicinanza ad Akkron, tra la perfezione e l’utilità pratica. Un tremecciano che vive, per dire, a Rotiniel, potrà essere devoto, ma vivere a Tremec lo aiuterà maggiormente nella sua vicinanza con l’Unico proprio per la necessità dei quattro Pilastri nella vita del Deserto. In conclusione i Pilastri quindi sono attributi divini ma anche regole ferree che consentono di sopravvivere nell’inospitale terra in cui vive il Tremecciano.

Accettata e diffusa all’Oasi è la schiavitù, solitamente praticata a spese delle genti Qwaylar, detti comunemente Jumba. Lo schiavo, proprietà assoluta del padrone, può essere liberato solo dal proprietario o dal Sultano stesso, solitamente svolge i lavori più pesanti o spiacevoli e sebbene sia considerato come un oggetto dalla Sunnah, è comunque ritenuto indegno per un Tremecciano maltrattare fisicamente uno schiavo, ma anzi ne è incoraggiata l’istruzione e addirittura la conversione, che ne segna la liberazione immediata.