Il Popolo del Lago

" Pesce! Pesce fresco! Visir volete del pesce?!

Così iniziò quella serata Tremecciana.

Vanish con il suo carretto di pesce iniziò la contrattazione dei prodotti col Visir Dijon

" Sapete prima ne ho pescato uno grande così! Dovreste stare attenti, aveva certi denti! "

Disse la donna indicando il lago di Tremec.

Il Visir non dette alcun peso a quelle parole, esagerazioni di una comune pescatrice pensò.
I due si diressero verso il lago Raya affinchè fosse mostrato a Dijon il fantomatico punto dell'esagerata pescata, quando da sotto il pelo dell'acqua strane ombre sembravano offoscare la luce che dalle lanterne notturne si rifletteva sul lago.
Ad un tratto uno strano vortice si formò al centro di Raya scaraventando fuori dall'acqua piccoli e strani uomini pesce cominciarono a invadere le rige del lago.
L'allarme rieccheggiò presto tra le vie della città, accorsero in aiuto Hasan e Nawal Kamal assieme a Baahir Assad supportati da Garlink Turesu ospite dell' Oasi.
Iniziò una feroce battaglia, apparentemente per il controllo dello stesso del lago, i piccoli esserini blu sembravano non finire mai, saltavano fuori dal lago a decine a centinaia..
Quando i tremecciani sembravano ormai avere la meglio un enorme pesce alto quanto tre tende, e largo quanto due lentamente si fece strada fuori dal lago.
Non fu facile abbatterlo ma grazie al coraggio degli uomini del deserto anche quell'ultimo bestione stramazzò al suolo privo di vita. Mentre il Visir si feceva strada tra i cadaveri sparsi sulle sponde del lago un piccolo uomo pesce dal colore verdastro, spaventato alzò le mani in segno di resa.
Dijon rimase profondamente stupito dalla scena e dopo le prime titubanze risparmiò la vita al piccolo essere.
Lo sbigottimento aumentò quando la bestiolina cercò di comunicare con gli umani, dei versi scomposti e incomprensibili accompagnavano i movimenti della strana bocca e nonostante gli sforzi i tremecciani non riuscirono a comprendere quei suoni...quando tra lo stupore generale con una specie di mano iniziò con maestria a disegnare sulla sabbia.
Qualcosa era sicuramente successo al popolo delle acque...mentre il suo dito ricoperto di scaglie scorreva tra la sabbia ripeteva parole sconosciute alla lingua umana ma l'interpretazione dei disegni raccontava una storia al popolo di Tremec...

I solchi raccontavano distintamente la storia...
Un ofidiano dalla pelle blu rubò qualcosa alla tribù del lago..una piccola gemma molto importante per lo strano popolo, fu sotratta dagli ophidiani e portata gelosamente verso la piramide insabbiata.
E lui..da quel che riuscirono a capire, era lo sciamano della colonia deputato alla protezione e adorazione della gemma.

Gli occhi dell' uomo pesce sembravano chiedere aiuto..aiuto che tra lo stupore dei presenti il Visir gli concesse.
Saltellante e apparentemente contento si tuffò nascondendosi tra le profonde acque del lago.
I Tremecciani si prepararono..scimitarre..martelli e coraggio li condussero come tante altre volte tra il buio della piramide insabbiata.
I rumori delle armi rimbombavano tra le pareti di pietra e ad ogni ofidiano morto i tremecciani mangiavano strada avanzando sempre più. Il secondo piano appareva diverso dal solito..una strana sensazione accompagnata da visioni dell' ofidiano blu li colse di sorpresa quando proprio al centro dell'enorme spiazzo centrale fece la sua comparsa un enorme matriarca dalla pelle blu che nel pugno stringeva qualcosa.
La battaglia fu faticosa, numerosi serpenti proteggevano la matriarca, ma ancora una volta come in secoli di storia una scimitarra dorata colpì a morte l' ofidianio.
Mozzatone il braccio e apertone la mano si mostrò agli uomini l'oggetto narrato nei disegni:
era un piccolo e forse semplice rubino dai grezzi contorni ma di un colore rosso intenso come pochi il Visir aveva visto. Infilato in saccoccia tornarono di gran carriera a Tremec stravolti dalla battaglia.
Lo trovarono lì in riva al lago con l'aria disorientata, forse dalle parole di alcuni ospiti che cercavano di spiegargli quacolsa..ma la vista della gemma nella mano del Visir riportò l'eccitazione nel suo volto.
Saltellando bramava la gemma dalla mano del Visir il quale si rifiutò di consegnargliela.

"Cosa sei...tu...bestia?"

" Fhydhyas! Fhydhyas!"

Urlò la bestiolina osservando la gemma, probabilmente non capì nemmeno cosa il tremecciano gli stesse chiedendo, e Dijon stesso non capì il significato di quella parola...ma fu così che decise di battezzarlo:

Fhydhyas

Fhydhyas offrì al tremecciano una strana scimitarra dalla lama blu, forse preparata per combattere l'ofidiano, lama blu come le scaglie che ricoprivano il corpo dei suoi compagni morti poco prima e la pelle della matriarca...un dono apparentemente offerto in cambio della gemma.
Il Visir aprì i palmi delle mani afferrando la scimitarra con una e offrendo la gemma con l'altra.
La gioia era evidente nello strambo viso di Fhydhyas, con aria interrogativa fece un ultimo disegno sulla sabbia raffigurante la città...

" Tremec "

Gli rispose... Il piccolo Fhydhyas sembrò questa volta capire...e dopo un cenno di consenso si tuffò nuovamente nel lago scomparendo tra le profonde acque...
Il Visir stringeva tra le mani la scimitarra..dono del popolo delle acque del lago alla città Tremec, il popolo di Fhydhyas, forse, per la prima volta nella storia conobbero l'esistenza di quella popolazione...proprio nel giorno in cui il Sultano Abdul abbassò la sua di scimitarra, lasciando il trono della città.
Dijon strinse quel prezioso dono tra le mani, sancendo il divieto di pesca nella parte del lago ove il piccolo essere si era tuffato..

Fu così che a Tremec iniziò la leggenda di Fhydhyas, Popolo delle Acque di el-Raya.