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Il Cammino oltre le Bianche Mura

Posted: Thu Jul 23, 2020 11:15 pm
by Veyron
*Colonna Sonora*
https://www.youtube.com/watch?v=nRkiA30gOyk


Era una notte silenziosa, quella che l'Elfo stava guardando; il cielo era nero, quasi privo di stelle. La neve, oltre la gola, scendeva lenta ma inesorabile ed il suo candore riusciva a riflettere quelle poche fiaccole che si stagliavano nella volta celeste.
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"Miriel..."

In un sussurro, accompagnato da una pallida nuvola di vapore, il suo amore perduto era stato invocato.

I ricordi saettarono verso momenti più felici, tempi in cui riusciva a dichiararle tutto il suo amore, riuscendo a carpirne le emozioni che in essa scaturivano.


"Mh?"

Il rumore di un ramo spezzato lo destò dal suo profondo pensiero ad occhi chiusi; dopotutto, era entrato in un luogo ostile, dove delle bestie lo stavano incalzando.

In un riflesso incondizionato, la sua mano afferrò saldamente l'elsa della sua spada ed in una danza mortale, quanto elegante, iniziò a trucidare i nemici che si facevano avanti.

Granitico, saldo ed equilibrato come solo un Eldar può combattere, non vi era nessuno scampo.

Ed ancora il ricordo del suo Abbraccio innanzi al Tulip.


"Miriel!! No!"

Nella sua mente, il nemico che aveva davanti era Sharakir, il traditore devoto all'Invidioso che osò uccidere la sua amata.

Estrasse una seconda spada ricurva ed incomincio ad aggredire con impeto controllato quella bestia che inerme, si abbandonò ai colpi di Veyron. Quella danza di lame era inarrestabile; laddove le spade fendevano l'aria, la neve accompagnava il flusso del sangue regalando un macabro gioco di scie candide e cremisi che si miscelavano, per poi schizzare a decine di passi dall'Elfo.

Ma la bestia non morì subito, i fendenti dell'Elfo erano precisi e potenti fin quando, con un'ultima sferzata, separò la testa dal resto del corpo, mentre la seconda lama un attimo dopo affondò nel petto, fino a trapassarlo completamente.

Vi furono diversi attimi di silenzio, Veyron rimase immobile per diversi minuti, continuando a sorreggere con la lama, il peso di quel corpo esanime.


"Perché non sei tu?"

Inutile quesito. Le risposte avrebbero riaperto una ferita profonda, così con gesti repentini, liberò il corpo dalla lama e, successivamente, la lama dal sangue.

In quella buia notte, l'Elfo camminava con passo cadenzato ed imponente; cosciente di essere tornato il combattente di una volta. Nessuno avrebbe osato sfidarlo da solo, una volta saggiata la sua abilità.

Valinor aveva una nuova colonna.

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Una colonna fatta di carne, sogni, ricordi e speranze.