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Qui i giocatori di The Miracle lasciano imprese, poesie, narrare eventi e grandi avventure avvenute e in svolgimento su Ardania. Linguaggio strettamente ruolistico.

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By Thorgad
#2760
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Il vento ululava gelido sull’isola di Helcaraxe. Le onde si infrangevano sulle aspre coste dell’isola.
All’Ombra della Rocca Stridente dei ghiacci, in uno degli stretti fiordi si ergeva il Villaggio di Kaek Valdar.
Oltre le sicure mura e lo sguardo vigile delle guardie la calma regnava.
Solo il suono del vento e dei tuoni lontani si sentiva.
La sala grande, maestosa e imponente sovrasta le piccole e semplici case.
Al suo interno le memorie di eroi passati e i trofei di valorosi Nordici sono esposti con Orgoglio.


Thorgad si accingeva ad affilare con cura la sua ascia runica. Lo scuro Orialkon brillava alla luce del grande fuoco mentre gli intarsi e le incisioni finemente lavorate, risplendevano debolmente di una strana luce mistica.Le sacre rune di Aengus ornavano l’ascia del vecchio guerriero. Pronte per essere bagnate nel sangue di chi osava compromettere con le sue arti il delicato equilibrio del Livmor.

La porta si spalancò di colpo un gelido vento smosse la barba del Nordico intento a curare la sua arma.
Con passi pesanti si fece avanti una figura, un enorme ascia venne scagliata su una panca, conficcasoli solida nel legno Artico delle panche.
Herger lo Jarl del Clan Valdar si imponeva davanti a Thorgad.


“Kveda Syskar, ti stavo cercando”
Disse con voce rauca.

Alzando la testa dall’arma seguì i movimenti del capo Clan siano a quando non si lasciò cadere pesantemente su quello che sembrava grezzo trono.



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“Ho delle faccende del branco da farti sbrigare.”
Disse con voce sicura e decisa.

A quelle parole il viso di Thorgad cambiò, i suoi occhi scuri fissarono il Nordico intensamente lasciando riflettere nei suoi occhi di pece le fiamme vive del bracere.

“ Ti ascolto…”

Sistemandosi meglio sul suo Trono, Herger sospirò pesantemente fissando il fuoco prima di proferire parola…
“ Avrai sentito le voci del mago che crea scompiglio nelle valli verdi…
Voglio che scenda nella grandi città del continente e prenda quante più informazioni possibili. Se abbiamo anche la minima possibilità di uccidere quel mago dobbiamo farlo.”


Ascoltando le parole del suo Jarl, il nordico smise di affilare la sua ascia e la soppesò, poi prese parola.

“Ho sentito alcune voci...pare stia creando scompiglio ovunque tranne che qui.
I folli uomini delle valli abusano della magia, stanno pagando caro l’enorme squilibrio delle loro terre.”


Per alcuni attimi fissò lo jarl i suoi occhi erano accessi di rabbia, riprese parola.

“Non ho ancora nessun buon motivo di visitare quelle terre. Ma capisco che i confini sono vicini e la minaccia è grande...Farò quello che chiedi Jarl.”

Herger con tono scontroso e furibondo prese parola.
“ Devi averlo sentito pure tu Thorgad. L’ho percepito tempo fa, lo squilibrio si propaga sino alle nostre isole. Dobbiamo ricercare e distruggere la fonte.”

Brandendo la sua ascia a due mani socchiuse gli occhi e disse con tono pacato.

“Non percepisco ancora i turbamenti del Livmor come te. Gli allenamenti per entrare in comunione con gli spiriti che abbiamo fatto sull’isola mi hanno aperto gli occhi, certo....ma i miei sensi devono ancora svilupparsi.”

Herger prese parola.

“Allora parti e affina la tua abilità, hai tutto quello che ti serve per partire...E ora non perdere altro tempo Syskar.”

Alla fine delle sue parole Thorgad si alzò dirigendosi verso lo Jarl. Posò una mano sulla sua spalla e disse…

“Ha det bra Syskar...avrai mie notizie presto.”
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By Thorgad
#3088
La luna era alta in cielo, la strada era libera. le mura del Monastero dei cavalieri scintillanti ormai erano alle sue spalle. Tutto quello che aveva di fronte era una lunga cavalcata verso Amon.


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Le voci arrivate fino alle fredde isole del mago pazzo erano vere. Thorgad doveva sapere di più, le rivelazioni del monastero non potevano bastare come prova da portare al suo Jarl.
Deciso nel suo intento, tirò quasi allo stremo il purosangue nordico. Il rombo degli zoccoli del suo destriero erano l’unica cosa che poteva udire durante il tragitto.

Tirando le briglie imputò il cavallo davanti alle maestose mura di Eracles.
Osservò l’alta barriera con un senso di disprezzo. Non amava la fredda pietra messa in difesa della cittadella. Gli enormi massi intagliati oscuravano la città , lasciavano un senso di freddezza, che mai aveva provato al Nord. La natura aveva ceduto il passo all’uomo, dove si imponeva in tutta la sua arroganza. Helcaraxe era diversa, la natura germogliava a stretto contatto con i suoi abitanti, Il Livmor aveva il suo equilibrio. Le palizzate servivano a delimitare più i confini che a difendere, la vera forza di Helcaraxe erano i suoi abitanti.

Oltrepassando le mura il Nordico vide un popolo quasi in festa. La gente del posto continuava a giocare e danzare come se non avvertissero il pericolo della magia. Gli enormi padiglioni con colori di ogni tipo si stagliavano davanti a lui. Osservando turbato le tende pensò: “ Queste enormi affari sono fatti di stoffa malconcia, si strapperebbero alla prima folata di vento del Nord. Inutili e sfarzosi.”
Decretando duramente il popolo di Eracles continuò la cavalcata.


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L’aria si faceva sempre più pesante per lui, l’odore della manipolazione del Flux era forte.
Un fetore proveniva dalle grandi mura di Amon, come la selvaggina dilaniata da giorni e lasciate per cacciare prede più grosse.
Entrano nella città di fronte a lui trovò una insolita torre in mezzo alla strada.
La mania degli amoniani di mettere tutto in ordine non poteva di certo lasciare che un costruttore ubriaco potesse edificare una torre in mezzo alle loro amate strade.
Doveva essere la torre delle voci, e poi il fetore pareva proprio condurlo in quella direzione. Scuro in volto Thorgad imbracciò la sua Ascia Runica e avanzò verso lo strano edificio. La torre si stagliava di fronte a lui silente, riusciva a intravedere strani simboli in alto. Nessuna luce o rumore, quindi si avvicinò. Un inaspettato un forte dolore al petto lo colpì come se un pugno invisibile lo avesse colpito. Stupito dall’accaduto non si perse d’animo e avanzò ma le fitte si fecero sempre più terribili.
Doveva essere un sortilegio creato dal mago, finalmente davanti ai suoi occhi aveva trovato la torre delle voci. Il dolore era ancora forte ma un sorriso comparve sul suo volto. Finalmente la sua preda era davanti a lui.



Lasciandosi la torre alle spalle iniziò a cercare più informazioni, vagando per la città arrivò fino al mercato.

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Chiedendo ai passanti informazioni sulla torre quando a un certo punto la sua attenzione venne catturata. In uno dei banchi veniva esposto in bella vista un infuso come una comune pozione. Il commerciante vendeva quella pozione come acqua. L’espressione di Thorgad si trasformò , le sue vene si ingrossarono e sul suo volto si dipinse l’ira più funesta.
Sbattendo il pugno sul bagno iniziò a Urlare…

“DI CHI E’ QUESTO BANCO!?! NON POTETE VENDERE QUESTA POZIONE DANNATI!!!”

Sbraitando e iniziando a maledire in dialetto nordico il povero mercante attirò l’attenzione di tutti, alcuni coraggiosi commercianti lo spinsero via dal bancone. Spintonato dai mercanti la sua attenzione si volse verso un manto rosso, aveva riconosciuto la cappa di un aspirante.

“HEY TU!!! Ja proprio tu orecchie a punta!”

L’aspirante volse lo sguardo colmo di stupore, sembra fosse incredulo delle parole udite.
Appena realizzato quello che era successo si fece avanti allontanando i mercanti per redarguire il nordico sul suo linguaggio.
Thorgad non comprendeva tale accanimento, lo aveva solo chiamato con il suo tratto distintivo. Il diverbio si accese, le parole dell’aspirante andavano avanti come una cantilena e la rabbia del Nordico era sul punto d’esplodere, quando di fronte a lui.

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In un baliore di magia squarciò il velo della realtà e di fronte agli occhi di Thorgad si palesò un vecchio dalla barba grigia e i capelli lunghi.

Senza pensarci neanche due volte l’enorme Nordico estrasse la sua ascia e si lanciò contro il mago. Alatariel keldor si mise davanti spingendolo con tutta la sua forza gridando..
“FERMO FOLLE! E’ un amoniano.”
Le sue parole sembravano non essere colte dal nordico infuriato che gridava minacce di morte verso il vecchio stolto manipolatore.
Sentendosi minacciato il mago sentenziò
“Adesso vado a chiamare i miei superiori...così vedremo se farai ancora il gradasso.”
Così dicendo corse via.

Il mezzelfo tentò di portarlo alla ragione, tentando di fargli capire che quel vecchio non era il pericoloso stragone ma un amoniano, aveva intuito che il Nordico non notava la differenza.
l’ira di Thorgad si placò ma con forza gridò contro il mezzelfo tutto il suo disappunto.

“Voi dannati stolti avete una torre in mezzo alla vostra città! Un mago che porta disastri in ogni dove e vivete insieme a quegli stessi manipolatori del Flux.”

prendendo fiato continuò

“Siete forse ciechi ? vivete nel fetore della corruzione della magia, non la rinnegate ma la incoraggiate! Quanti maghi volete vedere impazzire prima di capire ? quanti disastri ? quante morti ? I maghi sono il male di queste terre, di questo mondo. Devono essere eliminati.”

Sputando fuori tutta la sua rabbia e il suo disappunto un cavallo giunse con il vecchio mago al seguito.
In sella al destriero un umano si ergeva, era Sten.
Con sguardo severo guardò la scena che si palesava davanti a lui e gridò…

“Che cosa sta succedendo qui ?!?”

Senza proferire una parola, come se fossero intimoriti da Sten, i due amoniani indicarono in silenzio il Nordico. Scendendo da cavallo il Console riconobbe il il viso davanti a lui e con tono confidente disse.

“Thorgad...posa quell’arma e seguimi.”

Il Vecchio orso guardandosi intorno sbuffò per un attimo e ripose l’arma iniziando a seguire l’amoniano. Passando davanti al mago per andare via lo fulminò con lo sguardo.Il console militare e l’Yggdrasil camminarono verso la torre del mago placando gli animi dell’irascibile uomo del nord e riportando l’ordine.
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By Thorgad
#3419
Sten e Thorgad camminarono fino alla nefasta torre che svettava sulla piazza, immobile silente.
Il nordico, con il suo solito modo di fare , cercò di far comprendere al Console quali gravi implicazioni avesse la magia. Il turbamento dell’equilibrio del Livmor non poteva portare a nulla di buono.
Il vecchio orso incalzava l’amoniano facendo notare cosa poteva succedere quando un mago assetato di potere impazziva; presto o tardi tutti i maghi avrebbero fatto la sua fine.
Sten stanco della paternale tagliò corto il discorso facendoli notare che nella città guerriera le cose si facevano diversamente che al Nord e che tutto era sotto controllo.

I due erano di fronte alla torre ormai, camminarono poco più lontano dove un costruttore si stava dando da fare con pergamene, schermi, matite e attrezzi di ogni tipo. Il mastro indaffarato senza neanche dire una parole mise nella mani di Thorgad alcuni attrezzi e progetti e ordinò di lavorare invece che stare a guardare. Con aria colta dallo stupore il nordico rimase a guardare per alcuni attimi gli attrezzi e poi si voltò verso il Console. Di tutta risposta l’uomo alzò le spalle non proferendo una parola.
Preso dalla curiosità aprì il progetto e iniziò a eseguirlo. Le sue abilità alla forgia si erano rivelati utili. Sten incoraggiò il Nordico, dicendo che stava dando una grossa mano per una giusta causa. La realizzazione della macchina da guerra che avrebbe permesso di abbattere quella torre era vitale per la città. Thorgad lasciò da parte il suo orgoglio e mise tutto il suo impegno nella realizzazione dell’opera militare.

Dopo aver finito di realizzare il primo pezzo di quel macchina da guerra, Sten si congratulò con lui...

Qualcosa però cambiò, il vento iniziò a soffiare forte per le strade di Amon.
Il cielo si fece nero come in tempesta. Un vortice innaturale di nuvole e lampi torreggiò amon.
Il pazzo mago comparve sulla cima della sua torre, e con le braccia al cielo iniziò a formulare parole incomprensibili.

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L'aria era carica di magia, fulmini e saette cadevano sulle strade di Amon.
le guardie della città iniziavano a gridare ordini allontanando i cittadini per cercare di metterli a sicuro.Il cielo scuro sopra le testa, con le folate di vento magico e i tuoni rendevano l'atmosfera terrificante.

Thorgad colmo di rabbia stava impazzendo, i suoi sensi non avevano mai provato una sensazione del genere. Era la prima volta nella sua vita che respirava così a pieno un tanfo di corruzione magica tale da farlo cadere in delirio.
Estraendo la sua Ascia iniziò ad agitarla, urlando con tutta la sua forza con il manipolare del Flux.

Il vento iniziò a vorticare di fronte a tutti i presenti, uno spettacolo assurdo era in atto.
dalle spire magiche comparve un globo. il vento cambiò di colpo, tutto sembra essere risucchiato dalla sfera bluastra.

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Una forza assurda richiamò il nordico alla sfera subito dopo essere entrato in contatto con essa venne sbalzato lontano.

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l’impatto fu tremendo, sputando sangue il vecchio orso si contorceva dal dolore. doveva avere due costole rotte. Sten vedendo la scena accorse in suo aiuto, aiutandolo a rialzarsi.
Guardandolo dritto negli occhi disse...


" Tutto sotto controllo dicevi..."

Ancora stordito dalla tremenda botta guardò verso la torre, il mago ancora pronunciava i suoi diabolici versi. la malevola palla magica era sparita ma la tempesta intorno a loro ancora continuava. come il mago che vide poco tempo fa comparve davanti a lui delle figure immonde. Diversi abomini si mostravano davanti ai loro occhi, le loro fattezze erano di dubbia provenienza. Tutto quello che poteva capire Thorgad era che un altra magia stava strappando l’equilibrio dei Livmor.
Ebbro di sangue si dimenticò della ferita e preso dalla furia si lanciò contro i mostri.

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Alla fine della battaglia il mago scomparve insieme al mal tempo. I Feriti vennero portati in salvo e il vecchio nordico salutando Sten riprese il suo viaggio.

Finalmente aveva qualcosa da riferire al suo Jarl.
Last edited by Thorgad on Sun Nov 10, 2019 8:23 pm, edited 3 times in total.
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By Thorgad
#7637
Il tempo del Mago Blu era finito. Alcuni dei Mastri Djaredin mi avevo informato tramite missive del loro arduo scontro. In cuor mio la battaglia mancata mi turbava ma allo stesso tempo l’eliminazione di una corruzione tale del Livmor mi rallegrava.


Il mio compito non era ancora finito. Dal turbamento del Livmor che era forte in quelle terre avevo ancora molto da apprendere, la violenza con il quale veniva dilaniato l’equilibrio mi richiamava. Come la preda ferita richiama i suoi predatori, così i maghi attirano l’attenzione di chi vuole difendere il Livmor.


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Amon era una città curiosa, suscitava molto il mio interesse. Abili guerrieri, Uomini di fede ma soprattutto persone speciali. I maghi forse per la mia presenza cercavano di non vantarsi delle loro sacrileghe abilità per quanto possibile e questo lo apprezzavo.

I miei allenamenti continuavano in tranquillità sino a quando fui richiamato dallo Jarl Bianco in persona tramite una missiva scritta da qualcuno, richiedeva la mia presenza al villaggio di Kaek Valdar con urgenza.


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Herger seduto sul suo trono mi aspettava. Al suo fianco una figura conosciuta.
Grande e profonda voce disse: “ Finalmente sei tornato Syskar...viene a sedere al fuoco...abbiamo molti di cui parlare con questo nuovo Vargoso.


Con passo deciso raggiunsi il focolare e con sguardo d’intesa capii che quel Vargos poteva essere quello che cercavamo da tempo…
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By Thorgad
#7862
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Il vento soffiava freddo sull’isola di Helcaraxe. Un manipolo di Nordici si riparava dai venti gelidi ai piedi della Rocca dei ghiacci intorno ad un piccolo focolare. I guerrieri erano intenti a raccontarsi le avventure della giornata quando un rombo di cavallo irruppe davanti a loro.
Liah la Valchiria. Fissò per alcuni attimi i presenti con i suoi occhi rossi e spiritati ed urlò:

Syskar! Aengus mi ha concesso una visione. FIAMME E MORTE. Fra i flutti incandescenti della sua Forgia il nostro signore mi ha fatto vedere il suo desiderio. Brama sangue e armi.
Unitevi a me! se Aengus chiama noi rispondiamo. Se il Dio della guerra chiede delle armi per la sua forgia noi gliele porteremo


I nordici si guardarono perplessi, vociferando fra di loro per alcuni attimi ma al grido di guerra della Valchiria scattarono tutti in piedi e imbracciarono le loro armi.

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Fieri e convinti della loro missione i Valdar si incamminarono verso la Baronia, navigarono senza troppi problemi sino al loro molo celato per poi percorrere le gallerie verso Hullborg. Cormak, baluardo del Clan Valdar fece prendere uno degli infimi tragitti che portava dritto a Zallhomen, il villaggio del Clan ribelle Bergtatt.

Famelici e assetati di battaglia i Nordici di addentrarono fra le foreste adiacenti al villaggio cogliendo di sorpresa le sentinelle che controllavano il perimetro.
Poco prima dello spiazzo ebbri di sangue e guidati dallo Jarl Herger si lanciarono fra le genti del Clan ribelle al grido di : “ Vittoria o Valhalla”

La battaglia infuriò. Il clan Bergtatt ebbe pochi attimi per capire cosa stava succedendo, i loro campioni e cavalieri furono i più reattivi ma nulla potevano contro il gruppo agguerrito dei Valdar.


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Diverse frecce mortali scoccarono dall’arco di Bartas dei Van Duvel mentre l’immonda bestia al suo seguito dilaniava le carni dei suoi nemici Ruggendo fiamme roventi sui corpi inermi e spaventati.
Liah la devota richiamava a lei i doni del Dio mentre il Golem creato dal soffio vitale della Forgia di Aengus schiacciava sotto i suoi pugni con impassibile mostruosità i nemici.
Cormak solido come la roccia e dalla sua volontà di ferro non lasciava oltrepassare nessuno dalla sua linea. Jarl Herger e l’Yggdrasil Thorgad mietevano vittime in una danza di morte. Tranciati dall’enorme ascia e frantumati dal pesante Martello.

Raccolsero le armi dei caduti sul campo di battaglia. Guidati da Liah si diressero alla Forgia del Dio.
Ai piedi del vulcano l’aria si faceva già pesante, il solo respirare mandava a fuoco il petto.Ma il volere di Aengus doveva essere compiuto. Iniziarono così l’insidiosa e rovente scalata verso la bocca incandescente.
Davanti a loro Immenso e silente si stagliava il Sacro Menhir portato con l’aiuto dei mastri Djaredin.
Una pila immensa venne fatta con le armi dei loro avversari caduti.
I Valdar guardarono per alcuni attimi in silenzio il Menhir con i doni raccolti. L’aria rovente e la lava incandescente Gorgogliava sempre più forte intorno a loro.
Liah prese la parole e disse :
Aengus i tuoi figli hanno dato morte ai loro nemici e portato in dono le armi dei caduti come richiesto! IL TUO VOLERE E’ STATO COMPIUTO!!! HUAAAA!!!

I Nordici estasiati dalle sue parole iniziarono ad urlare anche loro agitando le armi quando di colpo Liah si ammutolì indicando con occhi di gelo di fronte a lei.

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Una danza di lava incandescente si alzava i fumi lavici divampavano ed una figura di un uomo di fronte a loro si mostrava.
un incandescente figura umana li fissava con occhi severi e compiaciuti guardava il manipolo di uomini annuendo.

Lo scompiglio si creò fra di loro, il tempo di capacitarsi dell’accaduto e guardarsi increduli l’uno con l’altro che la visione dell’uomo di fuoco scomparve. Lasciando solo un trionfo d’orgoglio fra i Valdar.


Fieri di aver compiuto l’impresa tornarono a Helcaraxe, finalmente i Nordici stavano riacquistando l’attenzione degli Dei.
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By Thorgad
#10438
Quella mattina le fondamenta stesse della Terra era state scosse da una sola pergamena. Kaek Valdar aveva parlato!

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Il suo messaggio rompeva tradizioni e battaglie durate anni, ma sono un folle o un saggio incompreso poteva aver pensato ad un tale rivoluzione.
Thorgad guardava la bacheca di fronte alla Rocca ancora incredulo, fissava per minuti forse per ore quel pezzo di pelle. Tutto quello che conosceva fino a quel tempo, tutte le tradizioni che aveva difeso stavano cambiando.

La ragione del cambiamento proveniva dalla Continua lotta interna dei due grandi Clan. Avevano portato la disfatta in alcune battaglie recenti, tanto da evitare di difendere per motivi ignoti i propri mercantili a largo delle coste dell’isola contro alcune navi Pirata che battevano la bandiera dei Teschi di Tortuga.

Ora ogni figlio del Nord veniva richiamato alla Rocca stridenti dei Ghiacci.
Nidhing, Ribelli, Liberi Nordici, tutti coloro che potevano difendere il Regno erano stati convocati.
Tutti i vecchi taglia gole, Nordici senza onore avrebbero solcato le strade della città ancora una volta e se fosse stato il caso sarebbero stati perdonati rientrando nel Regno oppure andandosene per la loro strada.
In tanti lunghi inverni Thorgad non aveva mai visto un evento così epocale, ma se la rabbia era il primo sentimento che prendeva il sopravvento poi con il passare del tempo la ragione incominciava a parlare.
Nella mente del nordico iniziare a rieccheggiare a granvoce che se veramente Kaek con il suo editto sarebbe stato capace di portare a se tutti i Clan del Nord.
Tutto il Regno sarebbe diventato più forte.


La notte del giorno seguente tutta Helcaraxe venne richiamata dentro la Rocca, tutti i guerrieri giovani o temprati erano stati spogliati dei loro status, da quel giorno non esistevano più.
Uden, liberi cittadini del Nord, così dovevamo essere chiamati da oggi in poi.

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Rinuiti ai piedi del trono, i Nordici aspettavano frenetici, chi curioso chi furente per la situazione. Appena Kaek si prese posizione sul trono di Orialkon, mise a tacere il vociferare e portò tutti a sedere al piano di sopra nella sala del Concilio dei Ghiacci.

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La riunione si faceva accesa, alcuni fra i più vecchi guerrieri erano adirati tanto da cercare
di inveire contro Kaek ma ahimè, quando Thorgad guardandosi attorno vide così tanti dei suoi syskar preoccupati più del loro status che delle sorti del Regno comprese che quel cambiamento andava fatto.
Quella notte accesa di parole infiammate dall’ardore e della rabbia si concluse con i 3 nuovi ordini, le nuove vie che Kaek aveva pensato per ogni Uden.
I Vikingr, L’Hugr Rath e infine i Toskr.

Una volta finita la riunione il Konungur concesse a chi si sentiva in grado d’iniziare quella sera stessa uno dei tre percorsi. Alcuni dei Syskar rimasero in disparte la libertà da Uden gli dava modo di pensare invece altri come Thorgad aveva già chiare le proprie idee su cose servire il Regno...

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Con grande sorpresa oltre di Thorgad anche altri Syskar lo seguirono nel cammino che aveva scelto. Colmo di Gioia e trepitante di fare sentiva che finalmente un nuovo Branco si stava formando.

Fu così che una volta diretti al villaggio di Kaek Valdar venne rivelata una antica leggenda, fra lo stupore generale i guerrieri iniziarono i loro racconti e il fuoco di Aengus negli occhi mostrarono quanto c’era di veritiero nelle antiche storie.

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Finalmente le Zanne erano tornate.
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By Norton
#10460
Come molti suo fratelli, Aksel non accettava la modifica dell'organizzazione del Regno.
Per quanto Kaek fosse stato saggio, lui aveva lottato più di un anno per arrivare dove era: aveva accettato e compiuto con successo ogni missione, aveva servito sempre il Regno, si era dato da fare per aiutare i nuovi Nordici, era stato reputato degno di essere chiamato Vargos, aveva compiuto le prove e recepito gli insegnamenti del Branco, venendo giudicato pronto; ma ora gli veniva detto che era un semplice cittadino, un Uden..


"Svalutato e sminuito, dopo tutto quello che ho fatto?! Vediamo come va a finire!" Pensava tra sè.

Lui era molto legato al suo Clan, il Clan Valdar, che fu di suo padre prima che suo.
Molto legato alla sua Isola e alle sue Tradizioni, al villaggio di Kaek Valdar appena fuori le mura, ora si sentiva spogliato della sua identità, era quasi in preda alla confusione.

Confusione che svanì come il Konungur presentò il nuovo assetto di Helcaraxe con i suoi tre Ordini.
Il Branco era tornato, con un nuovo nome ma l'importante era la famiglia. Erano appena stati istituiti i Toskr, guidati dal Kunnigr. Aksel scelse quella via, l'aveva già intrapresa con il Branco, sebbene guidare i suoi fratelli in battaglia sarebbe stato a volte necessario, ma spettava ai Vikingr.

Altri due fratelli fecero la sua stessa scelta, oltre alle vecchie Zanne. Sebbene non pronti e senza insegnamenti, Kaek si volle fidare e li premiò facendoli entrare nei Toskr, insieme alle tre vecchie Zanne..dopotutto parliamo di un Yggdrasyl e un Vargos, gente che aveva servito per anni il Regno.

I cinque, usciti dalla Rocca, si diressero nella loro Tana, Kaek Valdar.
Il nuovo cammino stava iniziando e gli obbiettivi ottenuti di Aksel, erano oltre la metà del totale.
Era riuscito a diventare un Valdar, un Vargos, una Zanna...per completare gli obbiettivi con cui ritornò al Nord, doveva andare oltre. C'era da riportare il Nord in auge.
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By Thorgad
#11609
Kaek il Canuto aveva convocato il suo popolo.
Con il calare delle Tenebre i Nordici di Helcaraxe si raccolsero ai piedi della Rocca stridente dei ghiacci, con grande sorpresa di alcuni , si presentarono anche il gruppo di guerrieri che da qualche tempo si raccoglieva a Nuran Kar.

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Thorgad guardava con curiosità il gruppo di manti scuri che si era presentato al cospetto del Konungr, fra i di loro aveva riconosciuto alcuni Suver o Nordici già visti in passato.
Tutti era lì per lo stesso motivo, onorare la memoria dei Syskar che avevano solcato quelle terre in passato e che ora vegliavano su di loro dalle sacre sale dorate del Valhalla.

Quando tutti si raccolsero al focolare il Konungr diede il via per andare nella valle degli Dei dove aveva fatto erigere un Menhir di fronte alla Cattedrale dell’Hugr Rath.
Maestoso e imponente la Roccia si ergeva di fronte alla platea nella valle, pietra nuda e pulita.

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Quando Kaek prese parola, con tono possente e sicuro mostrò ai presenti il Menhir e il motivo per cui l’aveva fatto erigere.
Ogni caduto che aveva solcato quelle terre doveva essere ricordato, quel monito si ergerva per ricordare a tutti i presenti che i valori di un Nordico dovevano essere ricordati sempre come i loro nomi.
Con forza risuonarono le parole del Konungr nella valle e nel suo verbo, Thorgad scorse il suo grande messaggio…
“ Mai più il sangue di un Syskar venga versato per mano di un altro Syskar! “

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Questo grande messaggio univa ancora di più il popolo Nordico, con la consapevolezza che tutti erano infine i figli del Dio della guerra Aengus e che uniti avrebbero reso Helcaraxe più forte che mai. Così dopo quelle parole si mise in fila come il resto dei presenti per scolpire eternamente la memoria dei Syskar passati.

Dopo le sue parole, due fra il gruppo venuto a Helcaraxe chiese di prendere parola. Helena, una chierica del culto di Crom e Bjolf un fedele del culto del fuoco.
Il Konungr nonostante non ci fosse un membro della chiesa presente abbia permesso ai due di officiare una cerimonia di buon auspicio.
Le parole della donna del sud lasciarono perplessi molti Nordici, che inaspettatamente non avevano mai sentito parlare con così tanto ardore di un culto a loro lontano e differente.
Infine Bjolf prese un Purosangue Nordico e chiedendo ad Herger come membro di Helcaraxe e Thorgun come nordico del gruppo fuori dal Regno di sacrificare con le loro lame il Maestoso cavallo, come segno di una fratellanza nordica ritrovata.
Una volta sacrificato tutti i presenti si dipinsero con il sangue ancora caldo delle rune di buon auspicio.

La serata continuò nella locanda del Troll ubriaco quando ad un certo punto Kaek decise di dichiarare il Clan degli Uruznidir come uno riconosciuto nelle terre di Helcaraxe, presa quella decisione i Nordici e i Suver venuti alla cerimonia si diressero in Rocca e fra lo stupore generale decisero di unirsi tutti insieme sotto i vessilli di Helcaraxe.

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By Thorgad
#13999
il vento sferzava con folate gelide.
Il mare del Nord tagliava come una fredda lama di un coltello.

Thorgad era abituato a quell’aria tremenda e non curante del gelo, attaccato alla testa di drago scrutava l’orizzonte. La Drakkar cavalcava le onde veloce, come se il legno sotto i razziatori volasse sulla superficie dell’acqua.

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Nonostante il vento e il mare impervio, i Nordici avevano deciso di andare a pescare. Incuranti del maltempo agguerriti e decisi, in onore della Dea Danu si misero alla prova.

Fra l’equipaggio,il crestone rosso, il più esperto fra i presenti nella pesca si fece avanti sul bordo dell’imbarcazione e con un gesto Deciso e potente roteò sopra la sua testa le enormi e pesanti reti. Con tutta la sua forza scagliò a largo invocando a gran voce la Dea.

La Furia del mare si stava scatenanto, saette scendevano dal cielo illuminando con i bagliori le acque mosse.
Attacco all’albero maestro un Nordico puntò il dito verso un punto nel mare Urlando a squarcia gola :

“ Serpi in Vista!!!! Syskar atten…”


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Non fece in tempo a finire la frase che spire lucenti si levarono dalle acque come in una danza contorta. dalle profondità emerse un drago marino…
I nordici entusiasti della sfida aspettavano con ansia l’attacco della bestia marina, una nuova occasione per mostrare il loro valore, una possibilità per aprire le porte del Valhalla.

Alla fine dello scontro, la carcassa inerme della bestia abissale galleggiava senza vita e mentre uno dei syskar si apprestava a staccare le scaglie preziose intravide qualcosa nelle acque scure.

“ Syskar, qualcosa si muove! SYSKAR!!! “

Tutti i nordici si gettarono a guardare fuori dalla Drakkar, qualcosa di enorme si agitava vorticosamente sotto di loro. tra le onde scosse dalla brezza marina qualcosa di mostruoso si celava. Davanti a loro stupiti e meravigliati si levarono alti 4 tentacoli.
Ma lo stupore dei Nordici non veniva dal fatto che un Kraken gli avesse attaccati, quei tentacoli erano Bianchi come la neve.
Davanti a loro era emerso in tutta la sua grandezza e potenza il leggendario Kraken delle ballate, il Kraken Albino!

Carichi e assetati di fama leggendaria i Nordici si scagliarono contro i tentacoli che avvolgevano in strette spire la drakkar!


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Come fruste impazzite le braccia del mostro abissale volteggiavano sopra i guerrieri di Helcaraxe. Uno di loro venne catapultato fuori dalla nave, ma abilmente il resto dei Nordici risposte agli attacchi come ferocia inaudita.

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La battaglia fu tremenda, i colpi inferti erano inauditi, ma il valore Nordico ancora una volta risplendeva più forte e deciso.

Al grido di Vittoria o Valhalla i nordici entrarono nella leggenda…


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By Thorgad
#20355
In quei giorni alcuni mercanti provenienti dal Picco dell’Aquila portavano notizie a Hullborg di una forte scossa che avevano sentito durante la notte. Non era stata un esplosione Djaredin dicevano i viandanti.
La quiete della Baronia era stata turbata da questa scossa proveniente da chissà dove provocata da qualcosa o da qualcuno.


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La notizia arrivò sull’isola di Helcaraxe alle orecchie dell’Ordine dei Toskr .
Nel villaggio di Kaek Valdar le Zanne iniziarono i loro mistici rituali per prepararsi alla ronda imminente.
Rune, tracciate sui loro volti , dipinte con il sangue preso dalle loro prede. Inebriava i loro sensi rendendoli più feroci di quanto non fossero già.


Una volta portato a compimento il loro rituale si riunirono con alcuni Gael del Nord.
Quei Nordici credevano nella difesa dell’Equilibrio degli elementi poiché conoscevano gli orrori e le aberrazioni che scaturivano dalla distorsione del Flux. Per questa ragione si ergevano come baluardi in difesa dell’intero Nord.

Il gruppo iniziò la sua ricerca , perlustrando ogni angolo remoto della Baronia. Conoscevano bene quei territori, molto meglio di chiunque altro. Ma un volta arrivati in angolo remoto della vasta terra ghiacciata, videro davanti a loro uno sinistro spettacolo.
Menhir con simboli e rune antichi si mostravano davanti ai loro occhi. poco distanti si trovavano delle porte bloccate da massi Runici.


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Il Kunnigr, colui che divina le Rune rimase a studiare le scritture cercando di trovarne un senso. Il resto del gruppo invece si diede all’esplorazione, cercando informazioni utili su quelle strane costruzioni mai viste prima.

Molte domande e molti dubbi assalirono il gruppo di Nordici, ma la più terribile che tormentava la guida del gruppo era il perchè vi erano diverse entrate come se fossero state delle cripte, ma sopratutto perchè l’architettura sembrava Nordica.
Non era nella loro cultura la sepoltura, tutto aveva poco senso. Dovevano sapere di più.

Prima di lasciare il luogo sinistro, officiarono un breve rito, lasciando dei doni in segno di rispetto per quel posto.


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By Thorgad
#23214
Il popolo si riuniva intorno al fuoco per scaldarsi e raccontare alcune storie, una figura nera attirò l’attenzione dei presenti. Era un suver vestito con abiti e pellicce scure ed un ghigno maligno fisso in volto.

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Senza perdere tempo, l’umano attirò subito l’attenzione dei Nordici parlando di un grande pericolo dovuto a dei maghi che stavano per compiere un rituale in Baronia. In quanto difensori di quelle terre e acerrimi nemici di chi praticava la magia, l’uomo pensava di ottenere il loro aiuto per sventare tale rituale.

I mormorii furono pesanti fra i Nordici, indispettiti dalla presenza del Suver e soprattutto con il fare arrogante di chi sapeva cosa succedeva nelle loro terre. Thorgad come altri erano adirati da tale parole, ma la lingua infima degli uomini del sud portava poche volte parole veritiere.
Il Suver vestito di nero si guardò intorno e capii che i nordici gli credevano poco, così per dare prova delle sue parole li invitò all’accampamento che aveva costruito insieme a dei suoi compagni per dare prova di quanto diceva.
Considerando la possibilità del grave pericolo tutti i presenti decisero di seguirlo...

Una volta arrivati all’accampamento videro persone in catene, straziate nelle carni ed infine un poveraccio legato ad un albero privo di coscienza.
L’uomo vestito di nero, con il suo ghigno malefico, diede fuoco al prigioniero legato all’albero accusandolo di essere uno dei famosi maghi che dovevano fare il rituale.


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Il popolo di Helcaraxe non rimase impressionato da tale tortura, perchè molto probabilmente avrebbe fatto di peggio a quel mago.
I Nordici insistettero per avere un luogo del rituale, non erano venuti lì a vedere qualche miserabile torturato. Dovevano controllare e proteggere la loro terra.
L’idea di mettere in pericolo l’equilibrio del Livmor ancora una volta dopo tutte le faccende riguardanti altri Regni e i loro maghi risuonava in testa ai presenti e cresceva la rabbia di alcuni.

Una volta arrivati nel luogo indicato, tutti i dubbi si dissiparono. Streghe, Maghi e mostri infimi di ogni genere occupavano quell’antro.
L’ira dei Nordici colse tutti, le Zanne fra le prime file lasciarono fluire la loro collera, scagliandosi contro le avversità, seguiti dal resto dei syskar agguerriti e decisi a portare la morte ai manipolatori.


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La Battaglia fu tremenda, mai prima d’ora si era visto qualcosa del genere in Baronia. Le parole arcane risuonavano forti in quel posto, i manipolatori ed i loro famigli sembravano occupare l’antro in gran numero, tanto da non distinguere bene le loro folli risate dalle loro corrotte parole. Lo scontro fu lungo e faticoso, ma i nordici non si fermarono fino a quando il silenzio regnò sovrano ed una distesa di cadaveri si stagliava sotto di loro.

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Come da tradizione raccolsero tutti libri e gli oggetti magici che trovarono intorno a loro e tornarono all’accampamento del losco figuro. Il quale aveva già iniziato a preparare un grande falò.
Ogni Nordico diede il suo contributo, e con aria soddisfatta tutti iniziarono a gettare nella pira le diavolerie trovate e fissare le fiamme purificatrici di Aengus divorare tutto.
Guardarono a lungo il fuoco che divampava forte nella notte, con aria soddisfatta per l’impresa compiuta.


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Il massacro dei manipolatori era stato compiuto, ma dentro Thorgad delle domande affioravano…

Perché non mi ero accorto di tale rituale prima?
Perché erano così tanti ?
Perché erano qui ?
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By Thorgad
#25171
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Intorno alla meteora i Nordici si stavano raccogliendo, le urla si facevano sempre più alte e il fervore dei syskar si poteva sentire da lontano. Thorgad incuriosito si avvicinò e notò con piacere un viso familiare. Helga del Clan Von Kessel era tornata, finalmente era approdata nel Nivard. Contenti i syskar di salutarla si agitavano come delle bestie spintonando e ridendo a squarcia gola. La Nordica prese a parlare ai suoi compagni del motivo per cui era approdata in quelle lande, voleva cimentarsi in una impresa che aveva sempre sognato, domare una chimera. I syskar a quel nome iniziarono a borbottare fra di loro guardandosi intorno, mentre Helga si guardava in giro ansiosa. Il guardiano dei ghiacci prese parola : “ Armatevi Syskar , rendiamo questo sogno VERO” alzò l’arma incitando i presenti. Thorgad si fece avanti, sporco di terra da lavoro di una giornata : “ Fratello, fra di noi non ci sono infervorati dagli Dei e io le ho già affrontate quelle bestie, non è semplice.” “ Vorrà dire che la Gloria sarà maggiore Kunnigr !!! “ Scoppiarono tutti e due in una risata.

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L’antro delle bestie era davanti a loro, Bartas Van Duvel, uno dei Vargos più esperti di Helcaraxe si fece avanti per andare a controllare la zona. Ritornando indietro sui suoi passi avvertì dei pericoli, così che i suoi fratelli si potessero organizzare al meglio. Thorkin e Leonard si fecero avanti e come due baluardi si contesero i colpi tremendi della bestia mentre Thorgad e Thorgun sferravano i loro fendenti potenti con le loro armi ad asta e Bartas , Dulbur ed Helga scoccavano frecce contro la tremenda fiera.
Farsi avanti in quel nido non fu semplice, i soffi tremendi di quegli esseri mettevano a dura prova la volontà dei Nordici ma alla fine trovarono quello che stavano cercando, un cucciolo di chimera…

Lanciarono le catene per imbrigliare la bestia mentre Helga piegava alla sua volontà l’essere. Una volta che la bestia era stata domata il Kunnigr si diresse verso la bestia più grande e con il suo coltello squarcio la schiena infilando la mano dentro, lordandola di sangue.


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I nordici si levarono tutti il copricapo e Thorgad iniziò a segnare sulle loro fronti delle rune Urlando a gran voce : “ Valorosi guerrieri del Nord, io vi dono la Runa di URUZ, perchè questa notte anche senza l’aiuto diretto di nostra Madre e nostro Padre avete dimostrato loro la nostra forza.” Dopo quelle parole i Nordici urlano con ardore dirigendosi verso Bjornstall dove banchettarono tutta la notte accompagnati dalle canzone sconcie di Dulbur che rallegravano la notte bui
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