Con il termine “Druido” ci si rivolge a particolari adoratori della Madre, i principali interpreti del suo “culto”. Sono individui che hanno instaurato un fortissimo legame con Ardania e con la natura, dal quale riescono a trarre poteri e conoscenze capaci di influenzare ciò che li circonda.
Inizialmente con questo termine si faceva riferimento ai druidi “dell’antica roccaforte”, il primo ordine druidico che sia mai stato costituito, l’Ordine della Quercia, ed attualmente l’unico in attività. Esistono altre figure in altre culture accumunate nella fede e nella missione, ma sono minoritarie.
Il Culto della Madre non ha una venerazione rigida e codificata. I druidi svolgono comunque il ruolo di interpreti della sua volontà sulle lande di Ardania, e di tramite dei suoi insegnamenti per le genti. I loro compiti sono tra i più svariati: dalla benedizione delle messi e dei terreni, alle cerimonie per il solstizio, passando per qualunque attività mirata al mantenimento degli equilibri naturali e vitali di Ardania.
Molto spesso viaggiano alla ricerca di ispirazioni, conoscenze, o questioni che richiedono la loro attenzione. Spesso sono saggi a cui si possono rivolgere sia le persone comuni che governanti. Può capitare anche che siano individui non interessati al sapere e alla conoscenza, immersi nelle dinamiche della natura o interessati più agli animali che agli esseri umani. Quello che accomuna tutti i Druidi è che sono è il rispetto del concetto di Equilibrio e l’impegno alla difesa del suo mantenimento, che comprende anche la lotta alle creature che lo minacciano, e la salvaguardia dei cicli naturali.
Regole sull’interpretazione
Il druido è una classe complessa e sfaccettata. Generalmente vigilanti degli equilibri, possono anche svolgere ruolo attivi all’interno dei cicli naturali: possono dedicarsi al rimboschimento e al controllo della crescita delle vegetazioni, alla difesa di alcune specie o di alcune aree. Riportiamo comunque altri punti fermi per la sua interpretazione:
- Un druido non prega la Madre, ma la venera quotidianamente con ogni sua azione. Muovendosi in sintonia con il suo volere si lascia avvolgere dalla sua essenza, certo che grazie ai suoi disegni ogni sistema naturale, tenderà ad uno stato di bilanciamento tra le forze che lo agitano. Vi saranno sempre delle alterazioni, ma l’Equilibrio, presto o tardi, si ripristinerà.
- Sicuramente un druido deve esercitare una buona dose di neutralità nella sua vita quotidiana, anche se questo non significa che non debba avere opinioni personali su ciò che lo circonda e che, pertanto, non possa agire di conseguenza. Può essere influenzato dalla cultura di provenienza e può seguirne le tradizioni, ma spesso con distacco.
- Un druido non abusa mai dei Doni della Madre, non danneggia il creato se non per casi estremi, includendo nel termine “creato” piante, animali, e tutti gli esseri appartenenti al ciclo naturale.
- Un druido non si dedicherà mai alla professione bellica, e non può fare il mercante, seppur comprenda l’utilità del denaro e se ne serva.
- Un druido considera alcune creature in apparenza mostruose, quali ad esempio i membri delle Corti Silvane, i Draghi, gli Arieti Giganti, e i Naa’har, come parte dell’Equilibrio e del volere della Madre, ed eviterà di arrecare loro danno. I druidi dell’Ordine della Quercia hanno uno speciale legame storico e spirituale con alcuni Draghi, cosa che gli permette di attingere a particolari poteri.
- Un druido considera Aberrazioni, Demoni, Non-morti, e altre creature in chiaro contrasto con le leggi della Natura come nemici naturali.