L’aspetto relativo alla fede merita un approfondimento e un chiarimento per indirizzare al meglio il GDR clericale o del semplice fedele.
Risulterebbe, infatti, estremamente riduttivo suddividere le divinità in "buone" e "malvagie": le divinità, come gli uomini, hanno pregi e difetti e possono entrare in contrasto tra loro in continuazione.
Prendiamo, ad esempio, le divinità del pantheon umano (quello più "semplice"): esse hanno la prerogativa di essere litigiose tra loro esattamente come gli umani:
- Crom non avrebbe nessuno scrupolo a giudicare colpevole il ragazzino denutrito che ruba due mele al mercato per sfamarsi, condannandolo alla pena prevista dalla legge.
- Danu nella stessa situazione farebbe di tutto per far scappare il ragazzino a costo di infrangere la legge.
- Awen si offrirebbe di pagare la multa al posto del colpevole pur di non farlo soffrire.
- Althea lo porterebbe a casa sua per nutrirlo.
- Vashnaar imporrebbe un castigo esemplare e minaccerebbe chiunque gli impedisse di portarlo a termine.
- Aengus si porterebbe il ragazzo a bottega come apprendista e lo educherebbe a suon di scapaccioni.
- Oghmar a sua volta si preoccuperebbe di fare in modo che gli eventi siano riportati correttamente e trascritti in modo da essere tramandati.
Tutti questi esempi, per quanto possano sembrare banali, dovrebbero essere all'ordine del giorno e non hanno nulla a che fare con l'eventuale suddivisione in "buoni" e "cattivi" a cui potremmo essere affezionati o indotti erroneamente ad applicare in game.
Lo staff si auspica che siano giocate, soprattutto da chierici e paladini, tutte le situazioni e soprattutto le compromissioni relative alla divinità venerata e di assistere ad interpretazioni come quella dell’esempio, anche di fronte al rischio di arrivare a un contrasto/conflitto più o meno profondo.