Religione e morte

La religione

La religione è parte integrante della vita su Ardania: l’esistenza degli dèi è un fatto, non una credenza. Le divinità influenzano il mondo e la loro volontà si manifesta, per quanto in modo spesso enigmatico, attraverso eventi, visioni, chierici e paladini.

  • Non è possibile interpretare personaggi atei.
  • È invece consentito giocare personaggi poco spirituali, peccatori o scettici, purché non neghino l’esistenza del divino.

Chierici e paladini sono tenuti a seguire e rispettare i precetti della loro divinità:

  • Comportamenti in contrasto con tali precetti sono considerati peccati.
  • Il peccato comporta una perdita di Spiritualità e quindi la perdita, temporanea o permanente, dei poteri divini.
  • Il recupero richiede giocate coerenti di pentimento, confessione e riconciliazione con la propria divinità.

Se la condotta peccaminosa persiste, lo staff può intervenire imponendo il cambio di divinità o di classe.

Si consiglia a tutti i personaggi, non solo a chierici e paladini, di leggere la documentazione relativa alle divinità e rivolgersi allo staff per ogni dubbio.

La morte

La morte su Ardania può non essere definitiva, grazie al potere degli dèi e all’intervento dei chierici. Tuttavia:

  • Non esiste certezza di poter essere riportati in vita.
  • Ogni personaggio deve comportarsi come se la morte fosse definitiva.
  • Nessuno affronta con leggerezza la possibilità di morire: è vietato fare gli spavaldi o ignorare il pericolo solo perché “tanto si torna”.

Esempi di comportamenti scorretti:

  • Rientrare ripetutamente in una battaglia dopo essere resuscitati.
  • Farsi uccidere volontariamente per comodità.
  • Usare pozioni esplosive per “uscire” da una paralisi, ferendosi da soli.
  • Sfidare la morte senza giocarsi il rischio, la paura e l’istinto di sopravvivenza.

Ripetute morti hanno conseguenze meccaniche (riduzione di stats) e l’interpretazione superficiale della morte è passibile di sanzioni da parte dello staff.