Il Novilunio

Il Novilunio è il consiglio dell’Ordine. Vi siedono l’Astro Nero, custode dei principi dei Guardiani e le Voci, i punti di riferimento di ogni Via, si riunisce nella notte senza luna, da cui prende il nome. 
Il numero delle Voci non è fisso. Una nuova Voce nasce quando una materia diventa abbastanza importante, specifica e duratura da richiedere qualcuno che ne risponda davanti all’intero Ordine.

Non si tiene verbale: ciò che il Novilunio decide appartiene a chi era presente, finché non diventa azione. Ogni seduta si apre con la stessa formula, pronunciata dall’Astro Nero.

Stanotte la luna non guarda.
Quel che si dice nel buio resta nel buio.
Parli la radice che tocca la pietra. Le altre crescano in silenzio.

Alle sedute possono assistere i Guardiani che lo desiderano, ed è consuetudine che siano molti. Non hanno diritto di parola: intervengono quando una Voce li interroga e, altrimenti, ascoltano. Chi ha condotto l’opera di cui si discute viene sempre ascoltato.

Nel Novilunio non si vota. Su ogni questione l’ultima parola spetta alla Voce cui quella materia è affidata. Le altre possono discutere, contestare, portare informazioni e proporre alternative, ma non esiste maggioranza. Quando una decisione coinvolge più materie e le Voci non trovano accordo, l’Astro Nero stabilisce quale competenza debba prevalere. Non decide cosa fare. Decide chi debba decidere.

Il principio su cui si regge il Novilunio è semplice: su ogni cosa decide chi quella cosa la conosce meglio. Chi sa sceglie per tutti, gli altri mettono a disposizione ciò che sanno fare.

LE VOCI

Una Voce è il massimo referente dell’Ordine per una materia riconosciuta dal Novilunio. Non è necessariamente il membro più anziano né quello di grado più elevato. È colui al quale i Guardiani riconoscono una conoscenza abbastanza profonda da assumersi la responsabilità delle decisioni in quel campo.

Estelan — Voce del Perfetto. Chi porta la fede. Custodisce all’interno dell’Ordine la dottrina e il culto di Luugh, i suoi riti e la loro interpretazione.

Berethan — Voce della Regina. Custodisce il culto di Kelthra, i suoi riti e le conoscenze legate alla progenie, ai luoghi consacrati e alle discipline della Regina.

Vandan — Voce del Velo. Riferimento della Via delle Trame per ciò che riguarda diplomazia, mercati, rapporti con l’esterno, informazione e ciò che dell’Ordine può essere mostrato o deve rimanere nascosto.

Nurran — Voce del Fondo. Riferimento della Via del Profondo per ciò che riguarda esplorazione, vie sotterranee, cartografia e operazioni sul campo. È il riferimento dell’Ordine quando occorre agire senza esporsi apertamente o condurre operazioni che richiedano discrezione e preparazione sul terreno.

Altre Voci possono essere riconosciute quando l’Ordine individua una materia abbastanza importante e distinta da non poter essere ricondotta alle competenze esistenti. Una Voce non possiede coloro che appartengono alla propria Via. Possiede una responsabilità.

L’ASTRO NERO

Morel, l’Astro Nero, è la guida dell’Ordine. Non è colui che decide ogni cosa.

L’Astro rappresenta i Guardiani davanti a Barad Dhaerim e agli stranieri, custodisce il Morthel — il Disegno Oscuro, l’insieme dei principi che definiscono ciò che l’Ordine è e ciò che non può permettersi di diventare, e risponde dei giuramenti pronunciati davanti ai Guardiani. A lui spetta decidere chi può iniziare il cammino nell’Ordine e chi deve esserne allontanato. Il reclutamento e l’espulsione sono le sole materie che non vengono affidate a una Voce.

Non appartiene ad alcuna Via. Quando partecipa a un’impresa affidata a una Voce, ne segue le decisioni come qualsiasi altro Guardiano: la materia appartiene a chi la conosce, non a chi porta il titolo più alto.

L’Astro possiede tuttavia il diritto di veto. Può fermare una decisione del Novilunio quando ritiene che essa non sia semplicemente sbagliata, ma contraria al Morthel e ai principi per cui l’Ordine esiste. È una facoltà usata di rado. Quando viene esercitata, non si discute.

Ogni Voce conosce la propria materia. L’Astro conosce il disegno.

A lui spetta inoltre designare chi assume il comando quando l’Ordine viene chiamato alle armi. Non esiste un comandante militare permanente. L’Astro sceglie, per ogni scontro, il Guardiano che ritiene più adatto al terreno, all’avversario e allo scopo dell’operazione. Spesso la scelta ricade su un Guardiano della Via del Profondo ma Nulla impone che sia così.

INIZIATI E GUARDIANI

Chi viene accolto nell’Ordine entra come Iniziato. Non appartiene ancora ad alcuna Via. Durante questo periodo percorre le Vie dell’Ordine: scende con la Via del Profondo, assiste ai riti del Perfetto e della Regina e accompagna le Trame quando trattano con l’esterno.

Non è un periodo stabilito in anticipo e non termina con una singola prova. Finisce quando le Voci ritengono che l’Iniziato abbia visto abbastanza dell’Ordine da comprendere quale contributo possa realmente offrirgli. In questo percorso l’Astro lo accompagna e lo consiglia, indicando dove ritiene che le sue capacità possano essere utilizzate meglio. La scelta finale, tuttavia, appartiene all’Iniziato.

Quando viene ammesso presta giuramento e diventa Guardiano. Da quel momento sceglie una Via e, insieme a chi la guida, individua il compito nel quale dovrà specializzarsi. Scegliere una Via non significa smettere di percorrere le altre. Significa scegliere la materia della quale, con il tempo, ci si aspetta che diventi referente per tutti gli altri.

È così che i Guardiani intendono crescere. Non soltanto aumentando il proprio numero. Aumentando le cose che sanno fare.

IL GIURAMENTO

Il giuramento viene prestato davanti all’Astro Nero e alle Voci riunite.

Sono sceso, e ho visto le Vie dell’Ordine.
Ne ho scelta una. Delle altre rispondo come della mia.
Giuro sul Padre che attende sotto le radici,
e sulla Regina che misura ciò che resiste.
Non ho fretta. Non avrò fretta.
Quel che comincio lo finirà un altro, e va bene così.
Se tradirò, che il Profondo mi trattenga
e nessuna via mi riporti indietro.

L’ESERCITO

I Guardiani non possiedono un corpo d’armi separato. Lo sono tutti.

Chiunque abbia prestato giuramento risponde alla chiamata quando l’Ordine è in armi, indipendentemente dalla Via scelta. Durante lo scontro obbedisce al comandante designato dall’Astro Nero.

La funzione militare non appartiene quindi alla Via del Profondo né a una casta particolare. Un sacerdote, un mercante, un esploratore e un diplomatico rimangono Guardiani prima di ogni altra cosa. La differenza sta nel compito che verrà loro affidato.

COMPETENZE E IMPIEGO

Le Vie indicano competenze, non confini. Una Voce che ha assunto una decisione può richiedere le capacità di qualunque Guardiano se necessarie a portarla a compimento.

Chi trascorre la propria vita nel Profondo può essere chiamato a una trattativa perché conosce il territorio di cui si discute. Chi appartiene alle Trame può essere mandato sottoterra perché la via da aprire richiede prima di tutto di convincere chi la custodisce. Un sacerdote può essere chiamato in guerra e un guerriero inviato a proteggere un negoziato.

Ogni Guardiano deve essere impiegato dove le sue capacità possono produrre il risultato maggiore. Per questo decide chi conosce la materia. E per questo esegue chi è più adatto, non chi appartiene alla stessa Via.