Le Vie non sono reparti e non sono gerarchie. Sono il cammino che le radici compiono per crescere e andare in profondità, e i Guardiani esistono per proteggerlo: ogni loro azione serve a far sì che le radici attecchiscano dove sono state messe e arrivino dove non erano ancora arrivate.
Il loro numero non è stabilito. Una Via nasce quando l’Ordine riconosce un campo abbastanza importante e duraturo da richiedere Guardiani che vi dedichino il proprio cammino. Quelle del Perfetto, della Regina, delle Trame e del Profondo sono oggi le principali.
Un Guardiano ne sceglie una e vi si specializza. Non smette per questo di percorrere le altre.
Con la scelta della Via gli viene affidata anche una funzione personale, accompagnata da un titolo che ne renda riconoscibile la competenza. Non è un grado e non pone nessuno sopra gli altri: indica ciò di cui quel Guardiano risponde e ciò per cui può agire con autonomia.
Un titolo non si ottiene per anzianità. Nasce quando esiste un compito e qualcuno ha dimostrato di saperlo svolgere.
In questo modo l’Ordine non sa soltanto quanti Guardiani possiede. Sa chi chiamare quando serve qualcosa.
LA VIA DEL PERFETTO
Estelan, Voce del Perfetto
La Via del Perfetto custodisce il culto di Luugh e fa sì che le azioni dei Guardiani rimangano fedeli ai suoi insegnamenti.
All’Estelan spetta decidere sulle questioni che riguardano la dottrina, i riti e i limiti imposti dalla fede. Quando una scelta dell’Ordine entra in conflitto con il culto del Primo, è la sua Voce a stabilire se possa essere accettata o debba essere rifiutata.
Chi segue questa Via mantiene vivo e diffonde il culto di Luugh. I suoi sacerdoti sono predicatori del Primo: celebrano i riti, tramandano la conoscenza luughita, consacrano altari e luoghi di culto e accompagnano gli Iniziati nel loro percorso religioso. Cercano inoltre gli Eldar che si sono allontanati dalla fede, tentando di ricondurli al culto e, quando possibile, di guidarli fino a Barad Dhaerim.
Il lavoro più paziente della Via consiste nel portare oltre Barad Dhaerim gesti, formule, canti e consuetudini della tradizione luughita. Possono essere insegnati durante un viaggio, lasciati in un luogo frequentato o introdotti nelle abitudini di chi incontra i Guardiani. Non è necessario che vengano subito riconosciuti come parte del culto: ciò che conta è che attecchiscano e possano, col tempo, ricondurre qualcuno alla loro origine.
Chi profana o offende i dettami di Luugh incontra nei Guardiani della Via sangue e forza.
LA VIA DELLA REGINA
Berethan, Voce della Regina
La Via della Regina custodisce il culto di Kelthra, la sua progenie e ciò che le è consacrato.
Al Berethan spettano le decisioni che riguardano la protezione dei luoghi della Figlia e il rapporto con chi vi si avvicina. È lui a stabilire quando cercare il dialogo, quando imporre una distanza e quando affidarne la difesa ai Guardiani.
Quando una trattativa tocca direttamente il culto di Kelthra, soprattutto se viene considerata invasiva o pericolosa per ciò che appartiene alla Regina, sono i seguaci della Via a parlare per i Guardiani e a condurre il confronto.
Alla Via appartiene anche l’impiego dei doni più severi della Figlia. Veleni, malattie e dolore possono diventare strumenti contro gli infedeli; quando il loro uso richiede una scelta deliberata e implacabile, è il Berethan a indicarne la misura e ai suoi seguaci spetta metterla in pratica.
Per questo chi percorre la Via studia sostanze, creature e conoscenze legate a Kelthra con uno scopo concreto: riconoscerle, conservarle e saperle utilizzare quando servono.
I combattenti e i paladini della Via sono conosciuti come Spettri Bianchi: devoti dall’animo freddo e implacabile, chiamati a intervenire quando la volontà della Regina non richiede parole.
Ciò che appartiene alla Regina non si cede, non si sacrifica e non si scambia per convenienza.
LA VIA DELLE TRAME
Vandan, Voce del Velo
La Via delle Trame è il volto dei Guardiani verso l’esterno. Tratta, osserva e costruisce rapporti quando ottenere qualcosa senza combattere è più utile che prenderlo con la forza.
Al Vandan spetta definire l’obiettivo di ogni trattativa e giudicare se un’alleanza strategica sia ancora vantaggiosa o abbia esaurito il proprio scopo. È lui a decidere quali rapporti coltivare e quali recidere.
Chi segue questa Via viaggia, frequenta città e mercati e raccoglie informazioni sul mondo esterno, così che i Guardiani siano sempre al corrente di pericoli e occasioni in cui inserirsi. Una guerra può richiedere armi, una rivalità può rendere preziosa un’informazione, una scarsità può trasformare una materia prima in una leva.
La Via cerca inoltre di collocare mercanti in luoghi strategici, convogliando verso Barad beni preziosi e creando nuovi punti da cui avviare trattative. Quando serve, può cercare mercenari o alleati temporanei da impiegare al posto degli Eldar e sacrificare nel nome del Disegno.
Le Trame possono sfruttare rivalità o favorire conflitti tra altri per indebolire chi ostacola i Guardiani o raggiungere ciò che altrimenti resterebbe inaccessibile. Quando però un rapporto non serve più il Disegno, viene reciso.
Quando una trattativa oltrepassa i limiti stabiliti dal Perfetto o richiede di sacrificare ciò che appartiene alla Regina, la diplomazia finisce.
LA VIA DEL PROFONDO
Nurran, Voce del Fondo
La Via del Profondo opera dove i Guardiani non vogliono essere visti. Attraversa il sottosuolo, riapre vie abbandonate e cerca nuovi passaggi capaci di condurre dove gli altri non arrivano.
Al Nurran spetta decidere come affrontare le operazioni che richiedono segretezza, preparazione del terreno o una strategia militare precisa. È la sua Via a studiare il campo, costruire i piani di battaglia e scegliere come sfruttare accessi, passaggi e vie di fuga.
I suoi membri compiono infiltrazioni, conducono interrogatori e preparano le operazioni che richiedono discrezione. Quando la situazione lo richiede, sono anche coloro che trattano con i Drow, soprattutto quando il rapporto riguarda il sottosuolo o conoscenze che altri Eldar non possiedono.
Chi segue questa Via cerca di trasformare il terreno in un vantaggio. Un passaggio dimenticato può diventare una via d’ingresso, una galleria una ritirata sicura, una strada sotterranea il modo per comparire alle spalle di un nemico.
In battaglia preferisce preparazione e sorpresa allo scontro frontale. Agguati, trappole, guerriglia e manovre nel sottosuolo sono strumenti naturali della Via quando permettono di colpire meglio e perdere meno.
I membri della Via vigilano anche sulla presenza dei forestieri nel Doriath. Quando incontrano chi non è considerato una presenza gradita, ricordano che quella terra non appartiene a loro e li invitano ad andarsene. Lo fanno senza richiamarsi ai Guardiani, ma nel nome del Perfetto e della Figlia, come difensori del Doriath e della sua integrità.
Ogni passo aperto nel Profondo, ogni nemico respinto e ogni presenza allontanata dal Doriath serve a preparare una terra più salda per gli Eldar e più degna del ritorno del Primo.
TITOLI E APPELLATIVI
La Via scelta non definisce soltanto dove un Guardiano opera. Definisce il contesto nel quale dovrà costruire la propria competenza.
A ciascun Guardiano può quindi essere affidato un titolo individuale, legato a una funzione reale: la custodia di un luogo, una conoscenza particolare, una rotta, un mercato, una pratica, una missione permanente o qualunque altra responsabilità che l’Ordine abbia bisogno di affidare stabilmente a qualcuno.
Quel titolo gli concede autorevolezza nella propria materia e permette agli altri di sapere chi ne risponde. Se il compito cambia, può cambiare anche il titolo.
Accanto a questi esistono appellativi d’uso, privi di autorità formale.
I devoti del Perfetto e della Regina vengono spesso chiamati Veglianti. Quelli delle Trame Tessitori. Quelli del Profondo Solcatori. Nessuno è obbligato a usare questi nomi, chi preferisce chiamarli tutti semplicemente Guardiani non sbaglia.