IL FONDO COMUNE
Prima di ogni altra cosa i Guardiani sono elfi, e il dovere verso la Collettività viene prima delle divisioni religiose.
Un fratello che venera i Gemelli resta un fratello. È considerato nell’errore e può essere avversato, convertito o combattuto, ma non viene equiparato a un forestiero. Quando possibile si preferiscono persuasione, compromesso e cattura. La morte di un fratello è considerata una perdita anche quando necessaria.
Lo stesso principio vale per il Doriath. La sua difesa riguarda tutti gli Eldar, indipendentemente dalle città, dai culti o dagli schieramenti a cui appartengono. Di fronte a una minaccia esterna i Guardiani possono combattere accanto a elfi che, in altre circostanze, sarebbero loro avversari.
Questa fratellanza non implica accordo. Impone soltanto un limite al conflitto.
L'IMPERIALISMO DELLA TERRA
I Guardiani aderiscono all’Imperialismo della Terra e lo considerano parte del Disegno che prepara il ritorno del Primo. Per loro la supremazia degli Eldar non è soltanto una questione politica: appartiene al mondo che Luugh dovrà trovare al proprio ritorno.
Non cercano necessariamente di conquistare un territorio o governare chi lo abita. Preferiscono diventare una presenza stabile e difficile da sostituire, facendo in modo che la propria influenza cresca insieme alla necessità che gli altri hanno di conservarla.
Questa pazienza, tuttavia, non deve essere confusa con debolezza o tolleranza. Quando vengono oltrepassati i confini imposti dalla fede, quando qualcosa minaccia il Disegno o quando qualcuno ha esaurito il ruolo che poteva svolgere al suo interno, la forza torna a essere uno strumento naturale. In quei momenti i Guardiani combattono secondo l’insegnamento del Perfetto, perché anche attraverso la forza Luugh possa essere servito e onorato.
L’Ordine non rinuncia quindi alla conquista: sceglie semplicemente quando essa sia davvero necessaria. Ciò che può essere ottenuto con il tempo viene fatto crescere; ciò che non può essere piegato senza tradire il Disegno deve essere spezzato.
LE ALTRE VIE DELL'IMPERIALISMO
I Guardiani non considerano le altre forme dell’Imperialismo elfico nemiche per principio. Condividono l’idea della supremazia degli Eldar, ma differiscono per metodo e priorità.
L’Imperialismo antico cerca la sottomissione attraverso forza militare e dominio diretto. I Guardiani ne comprendono il fine, ma considerano questo metodo costoso e difficile da mantenere. Chi lo segue viene trattato come un alleato possibile quando gli interessi coincidono, non come un avversario ideologico.
L’Imperialismo del Cielo dei Quenya cerca egemonia attraverso cultura, prestigio e influenza. I Guardiani ne riconoscono l’efficacia e possono collaborare facilmente con chi lo pratica. La differenza è che per loro l’influenza non dovrebbe fermarsi al prestigio: deve produrre rapporti abbastanza profondi da trasformarsi in necessità.
L’Imperialismo Etico dei Primi Nati è la corrente più vicina ai Guardiani sul piano religioso. Condivide il fine di riportare gli Eldar alla Verità del Primo, ma concentra il proprio lavoro soprattutto sulla fede e sulla conoscenza, mentre i Guardiani cercano di estendere quel progetto anche alle strutture e ai rapporti che circondano gli individui.
Le diverse forme di Imperialismo possono quindi collaborare. Per i Guardiani la differenza principale non riguarda il fine, ma il modo in cui si cerca di raggiungerlo.
PERCHÉ SERVE ALLA STIRPE
I Guardiani ritengono che il proprio metodo risponda alla condizione attuale degli Eldar. Le altre stirpi possono contare su numeri maggiori, territori più vasti e generazioni che si susseguono rapidamente; gli elfi, invece, possono costruire sul tempo e sulla continuità.
Per questo l’Ordine preferisce creare posizioni capaci di durare, diventando necessario dove non può imporsi direttamente. Ciò che viene costruito con pazienza può sopravvivere a chi lo ha fondato e continuare a servire la stirpe molto dopo che gli equilibri intorno sono cambiati.
VERSO LE STIRPI ELFICHE
I Quenya e i Sindar di Valinor
Per i Guardiani un Eldar resta un fratello anche quando è nell’errore. Le differenze di culto, città o visione politica possono creare conflitto, ma non cancellano il dovere verso la stirpe.
Quando possibile, un fratello viene quindi ricondotto alla Verità prima di essere definitivamente perduto. Le battaglie religiose tra Eldar possono però rendere il contrasto inevitabile, soprattutto quando le differenze di fede diventano inconciliabili.
I Teleri di Rotiniel
La loro apertura al commercio e ai rapporti con l’esterno li rende particolarmente accessibili alla Via delle Trame. I Guardiani cercano con loro soprattutto scambi, accordi, contatti e presenze stabili. L’obiettivo è inserirsi nella rete di rapporti della città senza richiedere inizialmente nulla che ne provochi il rifiuto.
I Drow
Condividono parte della fede, ma non vengono considerati parte della stessa fratellanza elfica. Il loro ricorso alla distruzione e alla guerra permanente è contrario al metodo dei Guardiani. Conoscenze, rovine, territori e interessi comuni possono giustificare rapporti o collaborazioni, ma non costituiscono un modello da seguire.
I pereldar
Non vengono riconosciuti come fratelli. Per i Guardiani rappresentano un abominio, una mescolanza che offende la stirpe e contraddice il Disegno che intendono preservare.Per questo sono gli ultimi a essere scelti come interlocutori o strumenti. Possono essere utilizzati solo quando non esiste un’alternativa migliore, senza ricevere le tutele riservate agli Eldar né la stessa possibilità di essere ricondotti alla Verità.La loro esistenza non viene considerata qualcosa da accettare o incoraggiare, ma il segno di un confine che la stirpe non dovrebbe mai oltrepassare.
VERSO LE ALTRE RAZZE
Umani, nani, nordici e le altre stirpi di Ardania possono diventare alleati momentanei, interlocutori o strumenti del Disegno, ma non vengono considerati pari agli Eldar.
Quando possono scegliere, i Guardiani preferiscono legarsi alle stirpi dalla vita più breve. Un rapporto utile può così esaurirsi naturalmente con chi lo ha stretto, senza trasformarsi in un vincolo destinato a durare per generazioni.
Allo stesso modo evitano, quando possibile, le razze con cui gli Eldar trascinano faide o inimicizie antiche. Non perché ogni rapporto sia impossibile, ma perché una radice piantata in un terreno già avvelenato richiede più di quanto spesso possa restituire.
Quando un rapporto ha raggiunto il proprio scopo, la radice viene recisa. Se invece un forestiero diventa un ostacolo al Disegno, i Guardiani non hanno verso di lui la stessa cautela che riservano a un fratello elfo.