Nascita

Per duemila anni Barad Dhaerim visse protetta dal proprio velo. Finché nessuno poteva trovarla, il silenzio era una difesa sufficiente.

Quando il velo cadde, la città si trovò davanti a un Doriath profondamente cambiato. La Valle di Kelthra veniva costantemente profanata, Ceoris ridotta in cenere, l’intera Lestanore era sul punto di sprofondare sotto le acque e, mentre i conflitti dividevano gli elfi, le lotte intestine indebolivano la stessa Barad Dhaerim. Nemici e rivalità aumentavano, rapporti costruiti con fatica potevano spezzarsi nello spazio di una notte e troppo spesso la sola risposta conosciuta rimaneva quella delle armi.

Fu in questo clima che alcuni elfi chiesero udienza a Lirrath II, Tari dei Dhaerim.

Non proponevano di rinunciare alla guerra, ma di smettere di considerarla l’unica via. 
Barad Dhaerim aveva bisogno di colmare ciò che duemila anni di isolamento avevano reso superfluo: tornare a guardare oltre le proprie mura e recuperare ciò che era stato dimenticato, a cominciare dalla fede.

  Alla stessa necessità apparteneva il recupero di ciò che l’isolamento aveva lasciato frammentarsi: il culto di Kelthra e nuovi strumenti per portare quello di Luugh oltre la semplice predicazione.

Sostenevano inoltre che la battaglia più importante non riguardasse una singola guerra, ma le radici stesse di Barad Dhaerim e il posto che la città avrebbe occupato nel Doriath nei secoli successivi. Per quella vittoria si poteva attendere. Cento anni, trecento, se necessario. Gli altri regni potevano combattere, commerciare, crescere o consumarsi: compito dell’Ordine sarebbe stato fare in modo che, qualunque cosa accadesse, la fede del Primo e la posizione degli Eldar ne uscissero rafforzate.
Da quella richiesta nacquero i Guardiani delle Radici.

«Si racconta che uno dei presenti domandò quanto tempo sarebbe servito perché un simile progetto desse frutto. Uno degli elfi indicò le mura della sala e rispose: “Non so quanto abbiano impiegato a costruirle. So soltanto che sono ancora qui.”»

— memoria anonima dell’udienza presso Lirrath II