Mummie

Le mummie nonmorte derivano da cadaveri sottoposti all'imbalsamazione. Anticamente, nel Continente Umano questa procedura era considerata un onore riservato a sovrani, aristocratici o eroi. Quelli più avari e privi di scrupoli si assicuravano che le proprie tombe non potessero essere profanate sottoponendosi a riti oscuri che, in caso di intrusioni indesiderate, avrebbero permesso alla loro anima di tornare ad abitare i loro resti terreni per uccidere i responsabili. In alcuni casi, la mummificazione e la successiva trasformazione in guardiani nonmorti erano imposte a miscredenti o criminali come condanna da scontare per le loro colpe. 

Le genti delle regioni desertiche di Ardania, invece, credevano che nell'oltretomba i defunti avrebbero beneficiato delle ricchezze del loro corredo funebre. Di conseguenza, molti individui facoltosi desideravano che la propria salma venisse predisposta da esperti necromanti a poter essere rianimata dai loro spiriti, al fine di proteggere le loro tombe dai saccheggiatori. Frequentemente lo stesso trattamento era riservato alle loro mogli e ai loro schiavi.
È ormai opinione comune che il ritorno forzato di un'anima in un cadavere sia un processo gravemente disturbante e particolarmente pericoloso, perché spesso conduce i defunti alla pazzia o li induce a perdere la via per tornare tra i morti. La maggior parte delle mummie in circolazione a causa di risvegli del genere sono diventate infatti minacce permanenti pronte a scagliarsi come bestie rabbiose contro ogni forma di vita.
Circolano tuttavia voci e leggende a proposito dell'esistenza di mummie dalle qualità superiori, appartenute a temibili stregoni e alti sacerdoti di regni ormai scomparsi. A differenza di quelle più comuni, queste varianti conserverebbero menti integre e sarebbero tuttora guidate dalle oscure brame che le avevano motivate a restare aggrappate a questo mondo.