Scheletro di un combattente

Nel corso dei secoli, molti valorosi guerrieri hanno affrontato le forze oscure, spesso spingendosi in luoghi tetri come la Torre del Male. Pochi sono tornati. I corpi di questi eroi caduti vengono talvolta recuperati e impiegati in rituali proibiti e brutali, la cui descrizione si perde nel silenzio e nell'orrore.

Grazie a questi riti, i necromanti riescono a infondere negli scheletri parte delle abilità che il combattente possedeva in vita. Sebbene la mancanza di muscoli impedisca di replicarne la forza originaria, questi Non Morti restano comunque formidabili. Ne esistono due varianti principali:

Scheletro Mago

Questi scheletri derivano dai resti di maghi defunti. I rituali che li evocano permettono loro di incanalare parte della potenza magica, grazie a un legame diretto con l’artefice della loro resurrezione. Non agiscono con volontà propria, ma ricevono intelligenza riflessa dal negromante che li domina.

I loro incantesimi sono spesso maledizioni: rallentano, indeboliscono e atrofizzano i nemici, rendendoli prede facili sul campo di battaglia. Sebbene incapaci di grande inventiva, la loro capacità di colpire rapidamente e con continuità li rende pericolosi.

Cavaliere Scheletro

Antichi paladini o combattenti d’élite, questi scheletri mantengono una parvenza dell'onore e della disciplina che li guidava in vita, ora corrotti e distorti. Armati di scimitarre e protetti da corazze e scudi, combattono in formazione e vengono usati come onde d’urto nelle armate dei Non Morti.

Presi singolarmente, sono relativamente gestibili; ma quando si muovono in gruppo, la loro forza si moltiplica. L’apparente goffaggine dei loro movimenti si annulla grazie al numero e alla ferocia coordinata. In molte battaglie, queste creature sono schierate in prima linea per sfondare le difese nemiche.