Storia

Tutto cominciò a nord, tra i ghiacci di Helcaraxe, dove i sogni si gelano sulla pelle prima ancora che nelle ossa. Ma Henry Morgan, vargos di flotta, era fatto d’altro materiale: un uomo che guardava oltre l’orizzonte. Sognava mari caldi, sabbia sotto i piedi e una ciurma libera da ogni padrone.
Chiese al Concilio dei Ghiacci il permesso di guidare una spedizione con i suoi uomini e colonizzare una grande isola nel profondo sud. Il patto fu chiaro: Morgan avrebbe scelto il suo equipaggio e mantenuto fedeltà al manto di Helcaraxe. In cambio, il Consiglio lo armò con un galeone nuovo, la Perla dei Ghiacci, e gli concesse piena autonomia operativa.

Così nacquero i Corsari Scarlatti, fratelli legati non da sangue nobile, ma da cicatrici, bottini e tempeste. Per un anno solcarono i mari in cerca della loro isola, fino a che, nell'A.I. 268, approdarono su un lembo di terra che pareva la corazza di una tartaruga adagiata sull’oceano: Tortuga.

L’isola era splendida: tropicale, lussureggiante, viva. Ad abitarla vi era una popolazione indigena fiera e radicata, ma tutt’altro che ostile. Non ci furono scontri né prevaricazioni: tra i Corsari e gli abitanti locali nacque un’intesa, uno spirito di collaborazione che li portò a condividere l’isola. Tortuga divenne così rifugio, porto e patria.

Ma quella nuova casa non rimase a lungo un segreto. Le acque attorno attiravano più navi di quante ne potesse contare una vedetta sobria. La Marina Imperiale di Hammerheim la bramava, volendone fare un avamposto militare. Le tensioni crebbero fino a diventare schermaglie: i Corsari, però, non si fecero trovare impreparati.
Con l’aiuto di pirati, bucanieri e filibustieri da ogni parte del mondo, respinsero gli imperiali. La vittoria consacrò Tortuga come terra libera, e i Corsari Scarlatti come suoi padroni indiscussi.

Nel 269, appena un anno dopo lo sbarco sull’isola, il cuore pulsante della ciurma si spense. Henry Morgan morì, lasciando un vuoto grande come il mare. Il giorno del suo funerale, l’intera isola si fermò. I Corsari non piangevano spesso, ma quel giorno l’aria pesava. I marinai controllavano le armi con le mani tremanti, non per paura, ma per rispetto.

Giunsero delegazioni da ogni angolo d’Ardania, persino da Helcaraxe. Il primo ufficiale parlò con voce spezzata, e lo Jarl del Nord ricordò il vecchio Capitano come un uomo allegro, audace, sempre pronto a brindare o a combattere. Undici palle di cannone squarciarono il cielo. Poi, come in ogni funerale degno di un pirata, si brindò, si litigarono le bottiglie e si ruppero i tavoli.

Con o senza Morgan, la ciurma restava padrona dei mari.

Negli anni a seguire, nuovi alleati giunsero sull’isola. I Ramjalar, spiriti liberi come il vento, trovarono in Tortuga un rifugio e nei Corsari fratelli di ventura.
Nel 277, vi approdò anche la tribù dei Qwaylar, costretta a fuggire dalla loro terra sacra di Waka Nui. Furono accolti come ospiti e fondarono il villaggio di Timata Ora, tra le foreste dell’entroterra, convivendo pacificamente con i Corsari e con gli indigeni dell’isola.

Ma come ogni storia di libertà, anche questa mutò. Nel 282, un uomo dal volto noto e dalla lingua affilata prese il potere: Edward Morgan, che affermava di essere figlio del leggendario Henry. Verità? Menzogna? Poco importava. Chiunque sa che, su Tortuga, non conta chi sei, ma cosa riesci a ottenere con le armi, la voce o la paura.

Con l’appoggio dei Corsari, Edward si proclamò Governatore, inaugurando una nuova era.

Sin da subito si instaurò un rapporto di fiducia tra il Governatore e i Corsari, ai quali egli affidò la responsabilità dell’isola in sua assenza e il compito di assisterlo nella sua amministrazione, convinto che avrebbero agito secondo la sua volontà. E così fu per molti lunghi anni.

Nel 286, la tribù Qwaylar lasciò l’isola per fare ritorno alla loro terra, Waka Nui, lasciando Timata Ora come piccolo insediamento, memoria viva di una convivenza durata quasi un decennio.

Oggi Tortuga è leggenda. Nessuna legge scritta, nessuna corona a decidere. Solo un Governatore, una moltitudine di ciurme e una sola regola: chi sa sopravvivere, comanda. Chi non è tagliato per questo mondo, scappa o soccombe.Tra le palme e i fuochi notturni, il vento porta ancora il nome di Morgan, e le onde raccontano le storie dei suoi figli, tutti quelli che, come lui, hanno fatto del mare la loro unica patria.

Eventi storici fondamentali

  • 268 A.I.: I Corsari Scarlatti scoprono l’isola durante una spedizione partita da Helcaraxe.
    Segue un periodo di dispute e schermaglie navali con Hammerheim per il controllo dell’isola: alla fine, i Corsari riescono a consolidare il loro dominio.
    Henry Morgan fonda la ciurma e l'insediamento iniziale: una base pirata che crescerà nel tempo.
    Alleanze con Waka Nui e la comparsa dei Ramjalar arricchiscono il panorama sociale e culturale dell’isola.
  • 274 A.I.: Tortuga è invasa dalla ciurma non morta del pirata Harrok Dentero. Un rito qwaylar aiuterà i Corsari a liberare l'isola.
    277 A.I.: La tribù Qwaylar viene ospitata nella zona est dell'isola, viene fondato il villaggio di Timata Ora.
  • 278 A.I.: Seconda invasione del pirata non morto Harrok Dentenero. Anche questa volta l'isola è liberata con l'aiuto dei Qwaylar che lo imprigionano in un medaglione.
  • 280 A.I.: Approda alla Tortuga il figlio del fondatore Henry Morgan, Edward, che diventa il Governatore dell'Isola.
  • 282 A.I. Fondazione di una nuova ciurma che si stabilisce nella zampa a nord dell'isola. La ciurma del Teschio che si scioglierà nell'A.I. 286.
  • 289 A.I. Due nuove ciurme si insediano a Tortuga: la Legione Vareghi e l'Ordine della Vendetta.