I barbari sono combattenti determinati, a volte fino alla brutalità, il che li rende quantomeno strani agli occhi di chi ne osservi le gesta. Il loro corpo, spesso indurito e costellato di cicatrici, narra di un’esistenza passata a combattere. Questa vita, trascorsa nella lotta, a volte li allontana dai comportamenti civili, portandoli a passare molto tempo con pesanti armi in mano. Non amano e non sono addestrati all’uso di armature pesanti, preferendo uno stile di combattimento rapido per concludere il prima possibile lo scontro, attaccando in maniera intuitiva, con meno tatticismi e fini attenzioni rispetto ai comuni guerrieri. A causa delle prove e delle situazioni che hanno fronteggiato sul campo di battaglia, hanno imparato in combattimento a non avere pietà per l’avversario. Quando si sentono in pericolo durante uno scontro, la parte razionale cede completamente il passo ad uno strano stato di incoscienza che altera il loro fisico e la loro psiche, facendone il terrore di qualunque soldato in battaglia. Per alcuni questo è un dono degli Dei, per altri una maledizione o una condizione da fronteggiare che, seppur li alieni da se stessi, dona loro una forza sconfinata. Questo “dono” ha il suo contrappasso nell’estrema debolezza che li coglie poco dopo l’apice dell’impeto, quando perfino il loro robusto fisico crolla sotto lo sforzo che la mente gli ha imposto, lasciandoli quasi indifesi, alla mercè di eventuali sopravvissuti.