Barad Dhaerim si fonda sul culto di Luugh e Kelthra, divinità dell’odio, della sofferenza, del caos e dell’oscurità. Gli abitanti del regno disprezzano coloro che non venerano i Valar, odiano le razze impure e ambiscono a imporre il dominio delle proprie divinità, tentando di convertire gli altri elfi.
La vita nel regno è spietata: la sopravvivenza dipende dalla forza e dall'astuzia e la debolezza è disprezzata. La società, fortemente meritocratica, premia i più capaci, mentre chi non riesce a tenere il passo viene schiacciato. Gli abitanti, consapevoli di essere temuti e odiati dagli altri popoli, traggono orgoglio e determinazione dalla loro emarginazione, affrontando i regni di superficie e le altre razze con tensione o aperto conflitto. Qualsiasi rapporto diplomatico è guidato dalla necessità, mai dalla fiducia.
Il culto di Luugh e Kelthra esige dedizione assoluta e sacrifici estremi. I seguaci, dotati di volontà incrollabile, accettano prove di coraggio, astuzia e impegno totale per ottenere i favori divini. Non c’è spazio per esitazioni o debolezze: ogni atto di fede può richiedere sacrifici fisici, morali o spirituali.
Le alleanze con altre forze oscure o ribelli sono comuni, ma instabili. Gli abitanti navigano un complesso gioco di potere tra fazioni interne ed esterne, ciascuna con ambizioni proprie. In questo contesto, si percepiscono come strumenti di un destino oscuro, pronti a sacrificare tutto per realizzare il piano divino.
La politica di Barad Dhaerim è un intreccio di intrighi, astuzia e tradimenti. La fiducia è rara, la paranoia essenziale e il tradimento una strategia accettata per acquisire vantaggi o eliminare rivali. Gli equilibri cambiano rapidamente: gli alleati di oggi possono diventare nemici domani. Sopravvivere e prosperare richiede attenzione costante e un calcolo meticoloso.
Rapporti con gli altri popoli
Principi Fondamentali
Imperialismo della Terra: Gli elfi di Barad Daherim mirano a soggiogare le altre razze, utilizzando la forza e la manipolazione per espandere il proprio controllo su Arda. Tuttavia, mantengono un senso di lealtà e protezione verso i loro fratelli elfi.
Fedeltà a Luugh e Kelthra: Vedono Luugh e Kelthra come i veri creatori del mondo, considerando le altre divinità "imperfette". Per loro, la sofferenza e le malattie non sono necessariamente mali, ma parti di un disegno più grande, voluto dai loro dèi.
Atteggiamento verso gli Elfi di superficie
Fratelli da redimere: Anche se opposti nei valori, gli elfi di Baradh Daherim non vogliono distruggere i loro fratelli. Il loro obiettivo è la conversione, poiché vedono la visione di Teleri, Sindar e Quenya come ingenua e incompleta. Difendere il Doriath rimane un dovere comune, anche se le motivazioni possono essere diverse.
Sebbene il conflitto diretto non sia all'ordine del giorno, esistono varie situazioni in cui scontri possono avvenire. Il punto centrale è che questo conflitto non è distruttivo per la razza elfica nel suo complesso, bensì è visto come una lotta ideologica o strategica. Le tensioni tra le due fazioni derivano dalle loro visioni contrastanti sul dominio, la religione, la politica e le relazioni con il resto del mondo. Sebbene entrambi i gruppi siano in grado di collaborare quando necessario, esistono circostanze che possono portare a scontri, motivati da rivalità ideologiche, ambizioni personali o semplicemente differenze tattiche.
Atteggiamento verso i Drow del sottosuolo
Minaccia ideologica e pratica: anche se condividono con i Drow la venerazione per Luugh e Kelthra, li vedono come estremisti che hanno perso ogni legame con la fratellanza elfica. Per questo, li considerano una minaccia sia per il mondo elfico, sia per il loro stesso obiettivo di un dominio ordinato e gerarchico su tutte le razze.
Rapporti con le altre Razze
Assoggettamento e sfruttamento: Le altre razze sono viste come strumenti da usare e dominare, in modo più brutale e diretto rispetto alle altre stirpi. Gli elfi di Barad Daherim non cercano di educarle o guidarle, ma piuttosto di sfruttarne le risorse e la manodopera per consolidare il loro potere.