Struttura sociale

La società qwaylar è di tipo piramidale, con al vertice un Capo Tribù, il Tlatoani, con poteri assoluti, che però è libero di chiedere consiglio ad altri organi e figure, come avviene nel Consiglio degli Anziani, specie per prendere decisioni molto importanti per il villaggio. L’accesso ai gradi “superiori” è scandito da prove che dimostrano la maturità o la competenza o la saggezza di colui che risiede a un grado “inferiore” della società.

Il passaggio del qwaylar da un grado a quello successivo richiede molta maturità. Le “promozioni” più importanti vengono scandite da riti “di passaggio”, a simboleggiare il raggiungimento di una certa competenza, saggezza, maturità.
Solitamente i riti avvengono principalmente alla promozione a Tlacotin, con ingresso del giovane nella comunità a tutti gli effetti; a “Grande”; ad “Anziano”; a “Tlatoani”. Infine, vi è un rito molto particolare quando il Nacactu’har, ormai pronto e maturo, è in rapporto talmente stretto e intimo con gli Spiriti, che questi gli consentono di domare il grande Naa’har.

Giovane qwaylar

Si tratta di un giovane qwaylar, non ancora integrato nella comunità. Se il giovane intende entrare a far parte della comunità, dovrà dimostrare di conoscere la storia qwaylar e di rispettare gli spiriti, gli anziani, e le regole della giungla

Tlacotin

Quando il qwaylar entra a far parte a tutti gli effetti della comunità, è definito Tlacotin. Il rito di passaggio e l’entrata a tutti gli effetti nella comunità è scandita dal simbolo del dono: il giovane, per essere accettato e riconosciuto, deve donare al villaggio un consistente quantitativo di pelli, pietre o legna, quale simbolo della sua forza, e come segno che il giovane è ormai pronto a provvedere ai fabbisogni del villaggio. A questo punto il giovane può cominciare a meditare su quale via intraprendere nel prossimo futuro, secondo le sue propensioni: Sciamano, Stregone, Cacciatore o Guerriero? Solo dopo un periodo di prova, il Tlacotin avrà accesso al grado successivo.

Apprendista

L’Apprendista è il Tlacotin cui viene consentito, per meriti, di essere preso in consegna dal qwaylar più alto in grado di quella via (Sciamano, Stregone, Cacciatore o Guerriero); in caso di nessuna carica già presente, sarà il Tlatoani a decidere il suo cammino, che partirà in ogni caso dalla carica di Apprendista. Durante questo periodo al villaggio, il giovane qwaylar partecipa alle riunioni “pubbliche” (quelle in cui tutta la tribù è invitata a partecipare), sebbene di rado la sua opinione venga presa in considerazione perché troppo giovane. In questo modo egli può osservare i membri più anziani della tribù e imparare da loro. Grazie a questo e grazie anche a lezioni e a colloqui con gli altri membri il giovane sceglierà la sua via e comincerà a percorrerla. Il titolo di Apprendista durerà fino a quando l’anziano di quella via non riterrà che il giovane qwaylar sia pronto per diventare Cacciatore, Stregone, Sciamano, Guerriero, Djemba o Nacactu’har.

La maturità: i “grandi”

Dopo una prova in cui l’apprendista dimostra di aver raggiunto i requisiti richiesti, il qwaylar può dire di aver raggiunto la maturità definitiva, e gli viene concesso di scegliere il proprio nome di battaglia. Ora è a tutti gli effetti Cacciatore, Stregone, Sciamano, Guerriero, Djemba o Nacactu’har.

Col termine Djemba si identifica quel qwaylar che, oltre che spiccare per le sue doti naturali da cacciatore o guerriero, è in grado, più degli altri, anche di scandire le cacce e le battaglie con il celebre tamburo tribale, incutendo timore nel nemico e infondendo coraggio nei più giovani. Lo Djemba potrà in seguito diventare un Anziano Cacciatore o Guerriero.
Il Nacactu’har è invece il Cacciatore in grado di domare, non senza fatica, a il Naa’har. Prima di allora è ritenuto un semplice Apprendista Cacciatore. Il prezzo da pagare per poter raggiungere la simbiosi con la bestia Sacra è alto, ma ripagato dal fatto di poter avere in seguito l’onore di diventare addirittura Hawakan (Anziano Cacciatore).
I “Grandi” sono certamente più rispettati della norma, e qualche volta a loro viene concesso di partecipare alle riunioni degli anziani. Questi individui non hanno pari nel loro campo di azione. Molto spesso sono addirittura più esperti degli anziani del villaggio, che però dalla loro hanno saggezza ed esperienza, virtù fondamentali nella società qwaylar. Nel villaggio non ci può essere più di un Grande Cacciatore per volta, così come non ci può essere più di un Grande Stregone per volta, e lo stesso vale per le altre vie. Quando una persona dimostra di meritare il titolo più del suo detentore, allora gli viene dato e quello precedente torna al suo normale titolo.

Anziano

Un anziano è un qwaylar che nel corso della sua vita ha dimostrato capacità, saggezza ed esperienza, il termine non si rifà dunque solo e soltanto all’età (che però gioca un ruolo fondamentale, soprattutto per quanto riguarda l’esser saggi), ma all’intero bagaglio di esperienze che una vita emozionante e pericolosa come quella di un qwaylar può offrire. Chi è ritenuto degno di fare questo importante passo viene sottoposto ad un rito, come benedizione e buon augurio per i giorni a venire. D’ora in poi il qwaylar verrà rispettato e temuto, e il suo consiglio varrà cento volte quello di qualsiasi altro “fratello”.
Riconoscibili dall’inconfondibile maschera tribale, gli anziani prendono le decisioni più importanti per il villaggio, e celebrano i principali riti, danno consiglio ai fratelli più giovani e si fanno giudici delle dispute altrui (tuttavia portare una questione al cospetto degli anziani significherà che loro contempleranno gli spiriti prima di prendere qualsivoglia decisione, dunque una disputa tra fratelli sarà portata al loro giudizio solo nei casi più gravi). In cambio del rispetto che riveste la loro figura gli anziani dovranno, naturalmente, dimostrare di saper gestire in villaggio in tutto e per tutto (naturalmente coadiuvati dall’intera tribù, visto il legame di fratellanza che lega i “selvaggi” della giungla, legame caduto nell’oblio tra i popoli più progrediti). L’anziano di ogni via indosserà una maschera di legno, e la porterà durante gli eventi più importanti della tribù.

Gli Anziani previsti sono quattro, uno per “sentiero”:

– L’Anziano guerriero, che comanda la difesa della tribù e dirige le operazioni per le cacce di gruppo;
– L’Anziano Sciamano, che si occupa dei riti più importanti della tribù, nonché delle preghiere necessarie per assicurarsi il favore degli spiriti;
– L’Anziano Stregone, che si occupa delle maledizioni e interviene in prima persona nei sacrifici umani e non. Si occupa di intrugli e erbe e dell’interpretazione dei disegni degli spiriti;
– L’Hawakan, che ha il compito di sorvegliare la giungla e le sue creature, avvertirà i fratelli al minimo segnale di invasione da parte di “bianchi”. Organizza le ronde e predispone un piano per disseminare la giungla di trappole.

Il Tlatoani

Infine, il Tlatoani, siederà sul trono della sala centrale del villaggio, protetto dalle due guardie, sarà onorato come una divinità e a lui ci si rivolgerà, solamente attraverso un soprannome, che viene dato dall’anziano sciamano al momento dell’ascesa al trono. Sua è l’ultima parola nel consiglio degli Anziani.

 Il Wakan Tanka

Arriva il momento in cui l’anziano deve lasciare i suoi compiti, o perché l’età avanza, o perché c’è una persona che ha dimostrato di saper gestire meglio i compiti legati a quel titolo. L’anziano che lascia il posto, però, non sarà mai considerato alla stregua degli altri, anzi le esperienze che ha vissuto come anziano lo hanno arricchito ulteriormente, sebbene il corpo si va mano mano indebolendo. D’ora in poi egli verrà considerato “Anziano Saggio”, ad indicare che è stato, e continua tuttora ad essere, una figura di riferimento per tutta la tribù. La sua parola verrà ascoltata sempre, ed egli continua a mantenere tutti i privilegi dell’anziano, anche se la sua parola è comunque l’ultima, salvo contraddizione da parte di un altro anziano. L’anziano saggio è un titolo onorifico per chi ha dato qualcosa di importante al villaggio.
Il saggio Dumisami è l’esempio calzante di un Wakan Tanka (Anziano Saggio) e come tale va rispettato.

Il Consiglio degli Anziani

E’ il consiglio a cui partecipano il Tlatoani e gli anziani del villaggio. Il Consiglio viene convocato per questioni di rilevante importanza, come decisioni di entrata in guerra, che riguardano il futuro del villaggio, o per commisurare la pena nei confronti di un fratello che abbia compiuto un reato. In quei frangenti il Capo Tribù chiede il parere e il consiglio dei più Anziani.
Promozioni e passaggi di grado (da Tlacotin in su) avverranno dopo aver dato prova della sua saggezza e competenza, e sotto lo sguardo vigile degli anziani. Il Tlatoani decide se promuovere un Anziano di una via che ne è sprovvista. Il consiglio degli anziani, riunito, può decidere di allontanare un Anziano dalla sua carica; in questo caso si vota e in caso di parità la scelta finale spetta al Tlatoani.di una via che ne è sprovvista. Il consiglio degli anziani, riunito, può decidere di allontanare un Anziano dalla sua carica; in questo caso si vota e in caso di parità la scelta finale spetta al Tlatoani.